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giovedì 18 agosto 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 18 agosto.
Il 18 agosto 2001, in una turbolenta conferenza stampa, la Bayer ammette che vi sono stati decessi imputabili all'assunzione del farmaco Lipobay, ritirato dal mercato all'inizio del mese.
Il principio attivo del Lipobay era la cerivastatina,  una molecola di sintesi. Tutte le statine (la classe di molecole a cui appartiene) prescritte per il controllo del livello del colesterolo, hanno un raro effetto collaterale: la rabdomiolisi. E' un fenomeno nel quale le cellule dei tessuti muscolari tendono a "rompersi". Ciò può accadere sia a seguito di traumi che interessano i muscoli, o anche di sforzi molto prolungati, sia per l'azione di sostanze tossiche sia, infine, come effetto collaterale di altri farmaci diversi dalle statine. Un fenomeno però che si è dimostrato più frequente per la cerivastatina. Se la rabdomiolisi comporta una insufficienza d'organo o mette in crisi i reni perché non riescono a smaltire l'eccesso di sostanze riversate in circolo dal muscolo colpito, può avere conseguenze letali. Sono 31 i casi di decesso in America, una ventina nel mondo, tre in Germania e uno in Italia. Ma il problema non è il farmaco in sé quanto la sua combinazione con altre terapie. L'associazione con il gemfibrozil, un farmaco che abbassa il livello di trigliceridi si è dimostrata effettivamente pericolosa in 12 dei pazienti americani morti, come pure nell'unico caso italiano.
Nel 2003 la Bayer è stata assolta nel primo processo negli Stati Uniti per le presunte conseguenze nocive e gli effetti collaterali del farmaco, e successivamente ha patteggiato una serie di indennizzi il cui ammontare complessivo è stato di circa 140 milioni di euro.

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