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martedì 28 giugno 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 28 giugno.
Il 28 giugno 1846 Adolphe Sax brevetta il sassofono.
L'inventore del sassofono, che poi avrebbe anche presentato alla celeberrima Esposizione di Parigi nel 1844, è nato il 6 novembre 1814 a Dinant, nel Belgio.
Il padre possedeva una fabbrica per la costruzione di strumenti a fiato in legno e ottone. È qui che Adolphe inizia la sua formazione.
Studia in seguito flauto e clarinetto al Conservatorio di Bruxelles ed è lì che elabora la sua idea di perfezionare questi strumenti. Mentre rielabora un clarinetto basso comincia a disegnare gli schemi di un nuovo strumento. Sarebbe stato come un "incrocio" tra un legno e un ottone, ed era necessario che potesse integrarsi agli strumenti a corda. Sax si basò sugli ottoni per inventare il suo strumento, ma utilizzò un'imboccatura e una forma simili al clarinetto. È così che, dal nome del suo ideatore, nacque il sassofono. Sax produsse il suo primo strumento nel 1841 e, nel 1842, si recò a Parigi per suonare in pubblico.
In Francia Hector Berlioz, uno dei suoi amici intimi, parla dello strumento in una rivista della capitale il 12 giugno 1842. Nello stesso tempo Sax avvia la commercializzazione del suo strumento e ottiene un brevetto di quindici anni nel 1846, che copre ben tredici modelli (quasi tutti i tipi di sax esistenti, anche se in seguito ne furono inventati altri).
Inizialmente venne adottato nelle bande militari e, se consideriamo che nel periodo storico in oggetto queste rappresentavano il più efficiente e diffuso mezzo di divulgazione della musica, è facile immaginare come rapidamente si pose all'attenzione del mondo musicale accademico tanto che, man mano che cominciarono a formarsi i primi virtuosi dello strumento, dapprima autori poco conosciuti come Jean Baptiste Singelée e George Castner e, in seguito, autori di un certo peso quali lo stesso Berlioz, Bizèt, Saint Saens, Massenet iniziarono ad inserire il saxofono nelle loro opere (ma si possono citare anche Jacques Ibert, Eugène Bozzae Georges Tourneur).
Dai primi del Novecento si interessano progressivamente a questo strumento compositori del calibro di C. Debussy, H. Villa Lobos, Maurice Ravel, D. Milhaud, A. Glazunov, i quali comporranno finalmente concerti appositamente per saxofono, donandogli finalmente dignità al pari degli strumenti storicamente utilizzati nella musica classica.
Lo stesso Adolphe Sax dal 1847 divenne insegnante di saxofono al conservatorio di Parigi; ebbe inoltre occasione, in quel primo periodo pionieristico, di eseguire trascrizioni per saxofono di opere di compositori a lui contemporanei: uno tra tutti, il già citato e grandissimo Hector Berlioz.
Nel 1845 il Governo francese cerca un modo di migliorare la qualità della sua musica di fanteria. Adolphe prende la palla al balzo e suggerisce al ministro della difesa l'idea di un concorso tra una formazione di sassofoni e un'altra composta da strumenti tradizionali.
Come la maggior parte delle novità, il sassofono incontrò molte resistenze ai suoi esordi. Sax continuò a lavorare nel suo piccolo laboratorio parigino e non guadagnò mai molti soldi. Non costruì una grande fabbrica e non fece una produzione in serie. Allo scopo di fare decadere i suoi brevetti, altri fabbricanti avviarono delle azioni giudiziarie contro di lui. Fu dichiarato in fallimento in due occasioni, nel 1856 e nel 1873.
Il suo laboratorio venne svaligiato e incendiato e dovette lottare per degli anni contro gente senza scrupoli. All'età di 80 anni, tre compositori, Emmanuel Chabrier, Jules Massenet e Camille Saint-Saëns, chiesero al ministro francese della cultura di venirgli in aiuto.
Mentre continua a battersi, Sax muore il 7 febbraio 1894.
Attualmente esistono numerosi fabbricanti di sassofoni famosi come Selmer, Conn, King, Kielworth, Büscher, Yanigasawa e Buffet.
Negli USA, il sax conobbe rapidamente un vero successo presso i musicisti di origine africana come Coleman Hawkins il cui virtuosismo e il senso dell'improvvisazione hanno fatto sì che oggi i sassofoni siano probabilmente gli strumenti più apprezzati dai musicisti di jazz. Negli anni '10 e '20 il sassofono guadagnò i suoi "titoli nobiliari" nel jazz. Il suono di big bands come quelle di Fletcher Henderson, Glenn Miller, Benny Goodman e Duke Ellington, per citarne solo alcuni, non sarebbe quello che è senza lo swing apportato dalle sezioni di sax. I due contralti, i due tenori e il baritono sistemati davanti al resto dell'orchestra diventarono e restano ancora la presentazione standard di una big band.
Con il passare degli anni, e in seguito a tutti gli sconvolgimenti politici, sociali ed economici, le big bands hanno aperto la strada a formazioni più piccole. Inoltre la musica americana di origine africana, il jazz, è caratterizzata da una serie di improvvisazioni che provengono da solisti che si esprimono per mezzo del sassofono: Coleman Hawkins (padre del sax tenore), Lester "Prez" Young (tenore), Benny Carter (contralto), Johnny Hodges (contralto), Ben Webster (tenore), Charlie "Bird" Parker (contralto), Sonny Rollins (tenore), John Coltrane (tenore), Gerry Mulligan (baritono), Lee Konitz (contralto), Paul Desmond (contralto), Ornette Coleman (contralto), Julian "Cannonball" Adderley e Dexter Gordon (tenore).
E per ciò che riguarda la musica cosiddetta "colta"? Come é avvenuto in genere nella musica delle avanguardie, vi é stata una esplorazione delle possibilitá sonore dello strumento, entrate poi stabilmente nel bagaglio linguistico dei compositori: ció ha portato ad una nuova forma di virtuosismo esecutivo, non piú (o non solo) visto come abilità nel realizzare passaggi velocissimi, ma come capacità di ottenere le più diverse "forme di suono".
In tempi recenti si é moltiplicato il ricorso al mezzo elettronico, soprattutto nella esecuzione dal vivo, grazie alla possibilità di intervenire sul suono anche in tempo reale mediante elaboratori. Tra i pezzi piú significativi del XX secolo ricordiamo la "Sequenza IX" per sassofono contralto solo (1980-83) di Luciano Berio, "Episode quatrieme" per sassofono tenore solo (1983) di Betsy Jolas, "Interrogation" (1983) per sassofono tenore e basso, elettronica in tempo reale e nastro magnetico di "Gyorgy Kurtag", "Quartz" per tre sassofoni (1983) di Frangois Rossè, "Aksax" per sassofono basso solo (1983) di Costin Mierenau, "Astray opus 50", per sassofoni, piano preparato e nastro magnetico (1984) di Horatio Radulescu, "Goutte d'or blues" per sassofono sopranino, soprano e nastro magnetico (1985) di Bernard Cavanna, "Thema" per sassofono basso amplificato e nastro (1985) di Horacio Vaggione, "Narration II" per sassofoni sopranino, contralto, baritono e orchestra (1985) di Anatole Vieru e molti altri ancora.

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