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venerdì 3 ottobre 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 3 ottobre.

Il 3 ottobre 42 a.C ebbe luogo la celebre battaglia di Filippi.

"Ci rivedremo a Filippi"

(Plutarco - Vite parallele - Vita di Bruto - 36)

«Dopo che Cesare fu trafitto dal pugnale dei congiurati e tutta la popolazione fu invasa da un grande spavento e da enorme timore Bruto e Cassio, autori della congiura, invisi alla plebe, si allontanarono da Roma e si rifugiarono in Asia, dove cominciarono ad arruolare truppe e raccogliere denaro.

Contro loro fecero guerra Marco Antonio, amico di Cesare e suo luogotenente in Gallia, e Ottaviano, ambizioso adolescente figlio adottivo di Cesare. Lepido, loro alleato venne lasciato in difesa della città di Roma. Presso Filippi, città della Macedonia, si combatté a lungo ed aspramente.»

La battaglia di Filippi si svolse tra i cesariani del II triumvirato, composto da Marco Antonio (83 - 30 a.c.), Cesare Ottaviano (27 a.c. - 14 d.c.), e Marco Emilio Lepido (90 - 13 a.c.), e i due principali cospiratori ed assassini di Gaio Giulio Cesare, Giunio Bruto (85 a.c. - 42 a.c.) e Gaio Cassio Longino (86 a.c. 42 a.c.).

La battaglia si svolse nell'ottobre del 42 a.c. presso Filippi, cittadina della provincia di Macedonia, posta lungo la Via Egnatia, alle pendici del monte Pangeo. Bruto e Cassio arrivarono da sud-est, e un po' più tardi, i triumviri Marco Antonio e Ottaviano arrivarono da ovest. L'esercito dei cesaricidi usò Neapolis (Kavala) come base di rifornimento, e dovette attraversare le montagne per ottenere il suo cibo sul campo di battaglia; l'altro esercito usò Anfipoli, che era molto lontano. Il loro scontro era in primo luogo una lotta per i rifornimenti dell'esercito.

Poiché Bruto e Cassio avevano occupato le migliori posizioni, due piccole colline a ovest di Filippi, Marco Antonio cercò di aggirare Filippi costruendo una strada rialzata attraverso le zone umide a sud della città. Se avesse avuto successo, avrebbe tagliato la linea di comunicazione dei suoi nemici. Ma Cassio lo scoprì e costruì una diga trasversale.

Mentre il suo avversario era così occupato, Marco Antonio ordinò inaspettatamente ai suoi uomini di prendere d'assalto il campo di Cassio. Ebbero un grande successo e Cassio, credendo che tutto fosse perduto, si suicidò prima di aver saputo che Bruto aveva sconfitto l'esercito di Ottaviano e aveva catturato il campo di Marco Antonio e Ottaviano. In altre parole, entrambe le parti avevano vinto una vittoria e hanno subito una sconfitta.

Un secondo scontro fu decisivo: un paio di giorni dopo, Marco Antonio e Ottaviano riuscirono ad attirare Bruto in una battaglia che non avrebbe dovuto accettare. Alla fine, i triumviri furono vittoriosi. Undici anni dopo, Ottaviano sconfisse Marco Antonio ad Azio e divenne l'unico sovrano del mondo romano.

sabato 19 agosto 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 19 agosto.
Il 19 agosto 14 d.C. muore Augusto, il primo imperatore di Roma.
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto nasce a Roma nel 63 a.C., il padre è Gaio Ottavio e la madre è Azia, la figlia di Giulia, sorella minore di Giulio Cesare. Nel 45 a.C. Cesare lo adotta, poiché egli non ha discendenti maschi. Mentre si trova ad Apollonia, in Grecia, per motivi di studio in attesa di partire per la spedizione contro i Parti, Cesare Ottaviano riceve la notizia della morte di Giulio Cesare avvenuta il 15 marzo del 44 a.C. Torna a Roma per vendicare l'uccisione di Cesare e per raccogliere l'eredità da lui lasciata. All'età di diciannove anni Ottaviano dimostra grande caparbietà e coraggio, riuscendo a tenere testa ai suoi due acerrimi nemici, Marco Antonio e il Senato romano.
Il dissidio tra Ottaviano e Marco Antonio è da subito evidente, poiché quest'ultimo si rifiuta di consegnare subito nelle mani del primo l'eredità di Cesare. Il conflitto più aspro si ha a Modena, in cui Ottaviano appoggiato dai veterani di Cesare e dal Senato ottiene la vittoria contro Marco Antonio.
Nel 43 a.C., accortosi che il Senato appoggia fermamente la forma di governo oligarchica e per cercare di trovare una tregua con Marco Antonio, Ottaviano, in veste di Console, si mette d'accordo con quest'ultimo e Lepido per creare con loro il Triumvirato. Negli anni del Triumvirato i tre ordinano di uccidere i loro nemici, confiscano beni, distribuiscono terre ai veterani di Cesare e arruolano forze militari da impiegare nella battaglia contro i sostenitori di Bruto e Cassio, che si sono rifugiati in Grecia. I tre uomini si spartiscono i territori romani. Nel 42 a.C. le forze armate di Cesare Ottaviano e di Marco Antonio riportano una grande vittoria contro gli uomini di Bruto e Cesare a Filippi.
Nonostante un secondo accordo tra i triumviri e le spartizioni territoriali effettuate, lo scontro tra Marco Antonio e Ottaviano si riaccende, sfociando nella battaglia di Azio del 31 a.C., conclusasi nel 29 a.C. con la vittoria di Ottaviano che nel 27 a.C. riceve l'appellativo di Augusto. Egli ha il compito di riorganizzare l'Impero romano dal punto di vista politico, economico, militare e religioso. Rispettoso delle antiche Istituzioni romane, si appresta a dirigere in modo esemplare l'Impero romano. Egli inoltre alla carica di Console romano accumula anche quelle di princeps Senati e di Imperator, Prenome che può trasmettere agli eredi.
Augusto si rende conto che è arrivato il momento di porre fine alla forma di governo repubblicana, poiché il territorio dell'Impero è molto vasto. Egli, infatti, si rende conto che è giunto il momento di portare avanti nell'Impero una riforma costituzionale; è per questo motivo che nel 27 a.C. sanziona la fine dell'emergenza militare. Cesare Ottaviano Augusto porta avanti all'interno dell'Impero tutta una serie di importanti riforme tra cui la riforma costituzionale, il riordinamento delle Forze Armate, diminuendo il numero delle Legioni da cinquanta a ventotto e infine a diciotto, da l'ordine di realizzare numerose opere pubbliche per abbellire la Capitale imperiale, Roma. Inoltre a livello amministrativo crea nuove Colonie, Provincie e Prefetture, con l'obiettivo di romanizzarle.
Augusto ha nelle sue mani tutto il potere economico del Principato, ma cerca di assicurarsi del fatto che le risorse siano distribuite equamente, in modo tale da avere l'appoggio di tutte le popolazioni assoggettate. Nelle Provincie fa costruire strade, porti commerciali, nuove attrezzature portuali. Nel 23-15 a.C. riordina anche il sistema monetario. Il suo principato, conosciuto per i suoi caratteri pacifici, in realtà è stato funestato da numerose minacce e conflitti come ad esempio quello che interessa la parte nord-ovest della Penisola Iberica dal 29 a.C. al 19 a.C., la quale poi entra a fare parte dell'Impero. Dopo innumerevoli scontri militari anche il confine danubiano e quello renano vengono inglobati definitivamente nei domini imperiali.
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto muore il 19 agosto del 14 d.C., lasciando nelle mani di Tiberio un grande Impero.

domenica 27 marzo 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 marzo.
Il 27 marzo del 47 a.C. Cleopatra VII torna sul trono d'Egitto, grazie alla vittoria di Giulio Cesare sulle truppe di Tolomeo.
La regina egiziana più nota della storia, Cleopatra VII Thea Philopatore, nasce ad Alessandria D'Egitto nel 69 a.C. E' la figlia del faraone Tolomeo XII e alla morte del padre, avvenuta nel 51 a.C., viene costretta a sposare il fratello dodicenne Tolomeo XIII con il quale ascende al trono. Il fratello però, durante il terzo anno di regno, incoraggiato anche dai suoi consiglieri, uno dei quali pare sia il suo amante, esilia la giovane sorella che trova rifugio in Siria.
Dall'esilio Cleopatra riesce a perorare così bene la propria causa da ottenere che, con l'arrivo di Giulio Cesare, possa rivendicare a pieno i propri diritti di regina. Cleopatra, nonostante la giovane età, non è affatto una donna arrendevole ma anzi intelligente, colta, e poliglotta (pare che sia in grado di parlare sette o addirittura dodici lingue ed è la prima regina macedone ad imparare l'egiziano per meglio governare il suo popolo) e, soprattutto, è perfettamente conscia del proprio fascino.
La storia dell'incontro tra i due è ormai quasi leggenda: Giulio Cesare giunge in Egitto all'inseguimento di Pompeo, di cui gli viene fatta ritrovare solo la testa. Ad uccidere Pompeo sono stati i sicari del faraone Tolomeo che tenta in questo modo di ottenere i favori di Cesare. Mentre questi è a palazzo, però, gli arriva in dono un tappeto prezioso che comincia a srotolarsi e dal quale esce la splendida regina diciottenne Cleopatra.
Molto si è scritto sulla storia d'amore dei due e persino favoleggiato; probabilmente l'unione è frutto di calcolo da parte sia di Cleopatra che di Giulio Cesare, interessato ad un alleanza con l'Egitto per motivi economici. Dalla relazione nasce un figlio, a cui danno il nome di Tolomeo Cesare o Cesarione.
Cesare intanto sconfigge gli egiziani, uccide il giovane faraone Tolomeo XIII e insedia sul trono proprio Cleopatra. Nel rispetto però delle tradizioni egiziane, Cleopatra deve dividere il nuovo trono con il fratello minore Tolomeo XIV, che è costretta a sposare. Una volta assicurata la stabilità del regno, si trasferisce a Roma con figlio al seguito e qui vive ufficialmente come amante di Cesare.
L'intento politico di Cleopatra, che si rivela un'ottima stratega, è comunque quello di proteggere l'integrità del suo regno dal sempre più invadente espansionismo romano. La sorte del povero Cesarione non sarà però felice, nonostante la sua discendenza; il vero erede maschio di Cesare verrà considerato Caio Giulio Cesare Ottaviano, il quale si libererà dell'importuno discendente alla prima occasione.
Dopo l'assassinio di Giulio Cesare nelle idi di marzo del 44 a.C, la situazione politica non consente più a Cleopatra di rimanere a Roma, ed ella riparte per l'Egitto. Secondo alcune fonti, tornata in patria, avvelena il fratello Tolomeo XIV e governa con il figlio Cesarione.
Alla fine della guerra civile seguita alla morte di Giulio Cesare, Cleopatra si lega ad Antonio. Marco Antonio ha il compito di governare le province Orientali e durante una campagna, intrapresa per sedare una rivolta, incontra Cleopatra. Caratterizzato da una personalità esuberante e vivace, resta affascinato dalla regina egiziana e tra i due ha inizio una relazione. Mentre si trova alla corte di Alessandria ad Antonio giunge la notizia della morte della moglie Fulvia, responsabile di aver capeggiato una rivolta contro Ottaviano.
Antonio torna a Roma e, per rinsaldare il legame con Ottaviano, ne sposa la sorella Ottavia nel 40 a.C. Insoddisfatto però dalla condotta di Ottaviano nella guerra ingaggiata contro i Parti, Antonio finisce per tornare in Egitto, dove Cleopatra ha avuto nel frattempo due gemelli, ai quali seguirà un terzo figlio e il matrimonio tra i due, nonostante Antonio sia ancora sposato con Ottavia. Cleopatra, da ambiziosa e scaltra regina qual'è, vorrebbe costituire con Antonio una sorta di grande regno, la cui capitale dovrebbe essere la più evoluta Alessandria d'Egitto e non Roma. Ella concede dunque ad Antonio l'uso delle milizie egiziane, con le quali egli conquista l'Armenia.
Cleopatra viene nominata regina dei re, associata al culto della dea Iside e nominata reggente con il figlio Cesarione. Le manovre della coppia preoccupano Ottaviano che induce Roma a dichiarare guerra all'Egitto. Le milizie egiziane guidate da Antonio e quelle romane guidate da Ottaviano si scontrano ad Azio il 2 settembre del 31 a.C.: Antonio e Cleopatra vengono sconfitti.
Nel momento in cui i romani giungono ad espugnare la città di Alessandria, i due amanti si risolvono al suicidio. E' il 12 agosto dell'anno 30 a.C.
In realtà Antonio si suicida a seguito della falsa notizia del suicidio della sua Cleopatra, la quale, a sua volta, si suicida facendosi mordere da un aspide.
Alcuni studi effettuati di recente smentiscono tuttavia la possibilità che ella sia potuta morire a seguito del morso di un aspide. Cleopatra è una grande esperta di veleni e sa che utilizzando quella metodologia la sua agonia sarebbe molto lunga. Probabilmente deve aver escogitato questa storia per apparire al suo popolo ancor più come la reincarnazione di Iside, ma deve essersi avvelenata usando una miscela di veleni preparata in precedenza.
Cesarione fu fatto giustiziare da Ottaviano, mentre i tre figli avuti con Antonio furono portati a Roma. L'Egitto divenne una provincia romana retta dal prefetto d'Egitto, funzionario di rango equestre. Ottaviano, ritornato a Roma per festeggiare il trionfo della spedizione egiziana, fece allestire su un carro un dipinto della bellissima regina, portandolo in trionfo attraverso le vie della città.
Al Cairo, sulla cima di una collina da cui si vede il mare, sotto i resti di un tempio dedicato a Iside: è qui, secondo gli archeologi, che potrebbe riposare il corpo di Cleopatra. La tomba della regina egiziana non è mai stata localizzata, ma gli archeologi hanno raccolto prove che testimonierebbero che i sacerdoti di Cleopatra, dopo il suo suicidio, ne avrebbero trasportato il corpo al tempio, dove potrebbe riposare accanto al suo amante, Marco Antonio. «Questa potrebbe essere la più importante scoperta del 21esimo secolo - ha detto Zahi Hawass, capo archeologo -. Questo è il luogo perfetto dove potrebbero essere sepolti i loro corpi».
La storia di Cleopatra ha affascinato nei secoli schiere di scrittori ed artisti, che hanno contribuito a far nascere la leggenda della bellissima seduttrice che riuscì ad ammaliare due dei più potenti uomini del suo tempo. Cleopatra fece erigere numerose raffigurazioni e statue in Egitto. Nelle statue e nei bassorilievi egizi la regina è raffigurata secondo canoni e tipologie tolomaiche, anche se a volte indossa una corona con il triplo ureo. Nelle monete il profilo di Cleopatra appare assai pronunciato. Nelle statue romane Cleopatra è rappresentata realisticamente oppure in veste divinizzata, assimilata alla dea Venere.


mercoledì 2 settembre 2020

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 2 settembre.
Il 2 settembre del 31 avanti Cristo al largo di Azio nella penisola dell'Epiro (odierna Grecia del nord), la flotta di Ottaviano annientava quella di Marco Antonio e Cleopatra, mettendo così fine al secondo triumvirato e dando il via a una nuova fase della storia di Roma, quella dell'Impero.
Marco Antonio nel 34, conquistata l'Armenia, celebrò ad Alessandria il trionfo insieme a Cleopatra, la sua amante, nominando lei ed il figlio avuto da Cesare reggenti di Cipro e delle terre orientali.
Il senato non vide affatto di buon occhio la cosa, e diete mandato ad Ottaviano per muovere guerra all'Egitto e riconquistare le terre perdute. Ottaviano mosse la flotta verso Patrasso, quartier generale di Antonio, che però era forte di una flotta più nutrita, grazie anche al contributo di navi di Cleopatra. Tuttavia le navi di Roma erano più veloci e meglio manovrabili.
All'inizio di Marzo del 31 a.C., anzichè attaccare direttamente Antonio, Marco Vepsanio Agrippa (l'ammiraglio di Ottaviano), si diresse a sud verso la guarnigione di Metone, che non si aspettava un attacco, conquistandola facilmente. In questo modo veniva tagliata la rotta per mare degli approvvigionamenti di Antonio, il quale fu costretto a far fronte a parecchie defezioni nel suo esercito, e in un ultima istanza a distruggere 50 delle sue navi, le peggiori, per evitare che cadessero in mano nemica non avendo più sufficienti uomini per governarle.
Il 2 settembre iniziò la battaglia di Azio, con le due flotte a fronteggiarsi nei pressi della costa formando due semicerchi. L'empasse fu interrotta da Agrippa, spostando velocemente verso il largo la sua flotta. L'ammiraglio nemico cadde nel tranello, e decise di inseguire le navi. Così facendo aumentò la distanza tra di esse e lasciò un buco nella parte centrale del semicerchio. Le navi di Agrippa sfruttarono un'invenzione di quest'ultimo, il rampino, per abbordare i vascelli nemici e combattervi a bordo. Cleopatra, che con le sue navi poteva andare in aiuto di quelle di Antonio, decise invece di sfruttare il buco e allontanarsi insieme ai suoi dalla battaglia. Antonio, vedendo la cosa, abbandonò anch'egli la battaglia al suo destino per inseguire Cleopatra (Velleio Patercolo ebbe a scrivere "i soldati si comportarono come il più valoroso dei comandanti, e il comandante come il più vile dei soldati"). A questo punto la battaglia era ormai compromessa: le forze di Ottaviano diventarono preponderanti e in poco tempo bruciarono e affondarono 40 navi uccidendo 5000 soldati.
Nell'agosto successivo Ottaviano invase l'Egitto, Antonio si suicidò.
Giunto ad Alessandria, Cleopatra tentò di sedurre Ottaviano come fece con Cesare e Antonio, ma questa volta non vi riuscì. Vistasi perduta, si tolse la vita secondo la leggenda con il famoso aspide.


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