Buongiorno, oggi è il 26 ottobre.
Il 26 ottobre 1431 nasce Ercole I d'Este, duca di Ferrara.
Ercole I, figlio di Niccolò III e della sua terza moglie, Ricciarda di Saluzzo, fu marchese d’Este, e secondo duca di Ferrara, Modena e Reggio dal 1471. Si Sposò nel 1473 con Eleonora d’Aragona, un matrimonio che proseguiva la politica di conciliazione verso gli altri comuni italiani, ma che venne visto in maniera negativa da Venezia, insospettita dalle alleanze che il Duca stava stringendo. La duchessa Eleonora, donna di grande cultura, si mostrò una consorte leale e di grande saggezza, la cui forza d’animo fu determinante nel costruire i rapporti diplomatici si all’interno della corte che con gli altre stati.
La tensione tra Ferrara e Venezia sfociò nella guerra per i territori del Polesine, che il Duca perse siglando nel 1484 la pace di Bagnolo. Come Duca si rese artefice di una politica di distensione tra i vari Stati della penisola. Nel 1494, quando l’Italia era travagliata degli scontri per la discesa dell’esercito francese di Carlo VIII, Ercole riuscì a non farsi coinvolgere nel conflitto assumendo invece un ruolo di mediatore tra l’esercito francese e i vari eserciti italiani. Ercole I d’Este fu infatti il promotore di una politica di pace che cercava di portare avanti grazie soprattutto a matrimoni e alleanze strategiche. Occasioni queste che voleva favorire attraverso le numerose feste, musiche e rappresentazioni teatrali che si susseguivano in gran numero ai tempi di Ariosto. Tra matrimoni più rilevanti che Ercole stipulò, vi sono le nozze nel 1491 del primogenito Alfonso con Anna Sforza, mentre nel 1480 fidanzava la figlia Isabella con Francesco Gonzaga marchese di Mantova e prometteva l’altra figlia, Beatrice, a Ludovico il Moro, Duca di Milano. Ulteriore esempio della sua abilità diplomatica fu la capacità di destreggiarsi tra il supporto alle truppe di Luigi XII che nel 1499 si stavano spostando verso l’Italia e le mire espansionistiche dello Stato Pontificio e dalle milizie di Cesare Borgia. Riuscì ad evitare l’alleanza con la Francia rendendole comunque omaggio, e a stringere un patto con il Papa dando in moglie nel 1501 al figlio Alfonso, rimasto vedovo, Lucrezia Borgia, sorella di Cesare e figlia illegittima di papa Alessandro VI.
Al nome di Ercole I d’Este si lega la munificenza nelle attività di abbellimento di Ferrara, su tutti l’ampliamento delle mura cittadine grazie all’imponente opera dell’Addizione Erculea che affidò a Biagio Rossetti. Amò circondare la sua corte di artisti e poeti tra i quali il Boiardo e lo stesso Ludovico Ariosto. Ammalatosi gravemente a seguito delle ferite subite durante il conflitto con Venezia, morì il 25 gennaio 1505: “circa a sera fece venire Vincenzo da Modena; e lo fece suonare per spazio d’un‘ora un clavazambolo coi pedali, pigliandone sua signoria grande piacere, e di sua man di continuo battendo la misura” (Chiappini 2001, p. 230).
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sabato 26 ottobre 2024
domenica 25 luglio 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 25 luglio.
Il 25 luglio 1467 l'agro molinellese fu teatro di un importante fatto d'arme: la battaglia della Riccardina o della Molinella.
Quel giorno si scontrarono le truppe del famoso capitano Bartolomeo Colleoni, che curava gli interessi di Venezia, e quelle di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, alleato con i Medici, gli Sforza, il re di Napoli Ferdinando d'Aragona e Giovanni II Bentivoglio signore di Bologna.
I due eserciti vennero a contatto fra San Martino in Argine, frazione di Molinella e Mezzolara, sulla riva sinistra dell'Idice.
In questa battaglia, per la prima volta, si impiegarono le armi da fuoco come una moderna artiglieria da campagna.
Alla genialità del Colleoni si deve infatti l'invenzione di artiglierie mobili costituite da colubrine e da spingarde montate su affusto, molto più maneggevoli di quelle degli avversari che dovevano portarle su carri e scaricarle per l'impiego in battaglia.
Le cronache , come è ovvio che sia, sono piuttosto contrastanti nella cronaca della battaglia e nel suo esito.
Combattono dal lato del Colleoni 7000 cavalli e 6000 fanti e, dalla parte degli avversari, altrettanti cavalli e 3500 fanti, il Colleoni utilizza un gran numero di artiglierie, per lo più spingarde, lo scontro dura otto ore.
In un primo momento il Colleoni si trova a mal partito circondato dai nemici, ma grazie all'intervento della cavalleria di Ercole d'Este si evita la sconfitta.
La battaglia ha termine sul far della notte quando il Colleoni ed il Montefeltro si incontrano e decidono di terminare lo scontro.
Fra i feriti della battaglia il più illustre fu Ercole I d'Este, colpito ad un piede da una spingarda.
L'episodio viene ricordato dall'Ariosto nell' "Orlando Furioso" (canto III) con questi versi:
"Ercole or vieni ch'al suo vicin rinfaccia,
col piu' mezzo arso e con quei debol passi,
come a Budrio col petto e con la faccia
il campo volto in fuga gli fermassi"
Dopo la battaglia, il cui esito rimase incerto, il Colleoni si rifugiò a Molinella, dove si ammalò di malaria, malattia che presumibilmente lo condusse a morte otto anni dopo nel suo castello di Malpaga, in provincia di Bergamo.
Il 25 luglio 1467 l'agro molinellese fu teatro di un importante fatto d'arme: la battaglia della Riccardina o della Molinella.
Quel giorno si scontrarono le truppe del famoso capitano Bartolomeo Colleoni, che curava gli interessi di Venezia, e quelle di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, alleato con i Medici, gli Sforza, il re di Napoli Ferdinando d'Aragona e Giovanni II Bentivoglio signore di Bologna.
I due eserciti vennero a contatto fra San Martino in Argine, frazione di Molinella e Mezzolara, sulla riva sinistra dell'Idice.
In questa battaglia, per la prima volta, si impiegarono le armi da fuoco come una moderna artiglieria da campagna.
Alla genialità del Colleoni si deve infatti l'invenzione di artiglierie mobili costituite da colubrine e da spingarde montate su affusto, molto più maneggevoli di quelle degli avversari che dovevano portarle su carri e scaricarle per l'impiego in battaglia.
Le cronache , come è ovvio che sia, sono piuttosto contrastanti nella cronaca della battaglia e nel suo esito.
Combattono dal lato del Colleoni 7000 cavalli e 6000 fanti e, dalla parte degli avversari, altrettanti cavalli e 3500 fanti, il Colleoni utilizza un gran numero di artiglierie, per lo più spingarde, lo scontro dura otto ore.
In un primo momento il Colleoni si trova a mal partito circondato dai nemici, ma grazie all'intervento della cavalleria di Ercole d'Este si evita la sconfitta.
La battaglia ha termine sul far della notte quando il Colleoni ed il Montefeltro si incontrano e decidono di terminare lo scontro.
Fra i feriti della battaglia il più illustre fu Ercole I d'Este, colpito ad un piede da una spingarda.
L'episodio viene ricordato dall'Ariosto nell' "Orlando Furioso" (canto III) con questi versi:
"Ercole or vieni ch'al suo vicin rinfaccia,
col piu' mezzo arso e con quei debol passi,
come a Budrio col petto e con la faccia
il campo volto in fuga gli fermassi"
Dopo la battaglia, il cui esito rimase incerto, il Colleoni si rifugiò a Molinella, dove si ammalò di malaria, malattia che presumibilmente lo condusse a morte otto anni dopo nel suo castello di Malpaga, in provincia di Bergamo.
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