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domenica 21 gennaio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 21 gennaio.
Il 21 gennaio 1968 un aereo militare americano con quattro bombe nucleari a bordo si schianta in Groenlandia. Una delle bombe non venne mai ritrovata.
Un incidente aereo sui ghiacci della Groenlandia, quattro bombe nucleari Usa perse, tre recuperate e una caccia serrata per trovare l'ultima. Sembra la trama di un giallo da guerra fredda ma è un fatto realmente accaduto nel 1968. Con un inquietante interrogativo: che fine ha fatto la bomba mancante?
La cosa è venuta a galla sulla base di documenti desecretati grazie al Freedom of Information Act, la legge statunitense sulla libertà di informazione. E' stato possibile  raccogliere la testimonianza dei due piloti che erano alla guida del bombardiere B-52 che si schiantò a pochi chilometri dalla base aerea di Thule sulla costa nord-occidentale della Groenlandia (territorio danese).
Costruita all'inizio degli anni '50, la postazione era la base più settentrionale delle forze armate americane, centro nevralgico del sistema di radar che durante la guerra fredda scandagliava i cieli a caccia dei missili eventualmente lanciati dall'Unione Sovietica. La base era continuamente sorvolata dai B-52 con testate nucleari, pronti a puntare verso Mosca. Ma il 21 gennaio del 1968 qualcosa andò storto e un aereo precipitò.
L'operazione per recuperare i quattro ordigni nucleari a bordo del bombardiere fu spettacolare: per mesi il personale militare, insieme a operai locali e danesi, perlustrarono i ghiacci, recuperano migliaia di minuscoli frammenti e tonnellate di ghiaccio, parte del quale contenente detriti radioattivi. Il Pentagono sostenne che tutte e quattro le bombe erano andate distrutte: il che probabilmente è vero da un punto di vista tecnico, sostiene la Bbc, anche perché gli ordigni non erano stati ancora completati. Ma i nuovi documenti rilevano che, nelle settimane successive all'incidente, i tecnici cercarono di rimettere insieme i pezzi raccolti e, alla fine, tornarono all'appello solo tre bombe.
Alla fine la 'caccia' fu abbandonata, anche perché i tecnici si resero conto che era praticamente impossibile perlustrare l'intera area per recuperare l'infinita quantità dei rottami. E gli esperti conclusero che il materiale radioattivo si era dissolto nella grande massa d'acqua e di fatto era diventato innocuo.

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