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sabato 20 gennaio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 20 gennaio.
Il 20 gennaio 1986 Parigi e Londra siglano l'accordo per la costruzione del Tunnel sotto la Manica.
L’ultima volta che Francia e Inghilterra erano state unite, letteralmente, era accaduto ottomila anni prima, durante l’ultima era glaciale. Lo erano state fino a quando, complice il cambiamento climatico, le correnti d’acqua che arrivavano dallo scioglimento progressivo dell’allora ghiacciato Mare del Nord si ricavarono prepotentemente un passaggio verso l’Atlantico, sommergendo quel territorio e separando la Gran Bretagna dal resto d’Europa. Nasceva il Canale della Manica.
Le due terre sarebbero tornate a unirsi il 1 dicembre 1990, quando gli operai francesi e britannici si incontrarono nei sotterranei del tunnel della Manica (o Eurotunnel, Channel tunnel o Tunnel sous la Manche, a seconda che vi troviate in Inghilterra o in Francia). Quel giorno, gli operai Philippe Cozette (portabandiera francese) e Graham Fagg (per l’Inghilterra) furono i primi a solcare il tunnel della Manica, dopo che ebbero abbattuto l’ultimo pezzo di muro che ancora li separava. Sarebbero stati due dei quindicimila lavoratori che avrebbero prestato le loro braccia alla costruzione dell’opera, smuovendo milioni di tonnellate di terra, a partire dal dicembre del 1987, quando finalmente, dopo più di cento anni dai primi scavi, erano cominciate le trivellazioni. Prima dal lato inglese, e subito dopo anche da quello francese.
In realtà l’idea di un canale sotterraneo, un cordone che unisse di nuovo il continente alle isole britanniche era un’idea vecchia quasi di due secoli. E come per il canale di Suez, anche qui ci fu lo zampino di Napoleone, o meglio di uno dei suoi ingegneri, Albert Mathieu-Favier. Suo infatti fu il primo progetto di una galleria, che nelle originali intenzioni avrebbe dovuto essere costruita su due livelli: uno per permettere il passaggio delle carrozze (i treni non si vedevano ancora), illuminato e areato da aperture che arrivavano fino in superficie, e l’altro invece per permettere il flusso di acqua nei sotterranei.
Nella metà dell’Ottocento un altro ingegnere francese, Aimé Thomé de Gamond, lavorò all’idea di un tunnel. Dei vari progetti che egli elaborò per la ferrovia che avrebbe aumentato il traffico di merci e persone tra l’Inghilterra e la Francia, quello sottomarino venne scelto come il più valido. Solo nel 1880 la Beaumont & English cominciò gli scavi su entrambi i fronti, ma dopo appena un chilometro tutto venne abbandonato. La mancanza di finanziamenti, la paura diffusa che quel ponte con il continente rendesse la Gran Bretagna un facile bersaglio per invasioni straniere e le difficoltà tecniche congelarono i lavori fino alla metà del secolo successivo.
Il progetto del più lungo tunnel sottomarino, più simile a come è oggi, cioè con tre canali - due per il tragitto dei treni, ciascuno in una sola direzione, e uno al centro per le macchine addette alla manutenzione con collegamenti regolari agli altri due- risale agli anni Sessanta. Ma i lavori vennero inaugurati solo a ridosso degli anni Novanta. Pochi anni dopo sarebbe finalmente nato il tunnel sottomarino più lungo del mondo, che corre per 38 dei 50 km di lunghezza totali sott’acqua, collegando Folkestone (UK) e Coquelles (Francia).
Dalla sua messa in servizio nel maggio 1994, il tunnel è stato utilizzato da 177 milioni di utenti, che corrisponde a 3 volte la popolazione totale dei paesi collegati, da un lato la Francia e dall'altro il Regno Unito.
Questa cifra tiene conto dei passeggeri imbarcati a bordo delle navette dell'eurotunnel, turisti (automobili, camper, moto), o anche in pullman o in autocarro, ma anche i passeggeri dei treni eurostar che lo attraversano.
Sono le navette eurotunnel a portare il maggior numero di persone, circa 108 milioni, seguiti dall'Eurostar (69 milioni di persone).
Ciò rappresenta una media di circa 47.000 clienti al giorno che percorrono la galleria.

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