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venerdì 19 gennaio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 19 gennaio.
Il 19 gennaio 1983, in Bolivia, viene arrestato il criminale nazista Klaus Barbie, meglio noto come "il boia di Lione".
Nikolaus Klaus Barbie nacque in una piccola città situata nella Renania. Entrò nelle SS il 26 settembre 1935. Nel 1940 venne inviato a L'Aia, come responsabile per la cattura dei rifugiati politici tedeschi nei Paesi Bassi e del popolo ebraico. E' proprio per sfuggire a Klaus Barbie che Anna Frank fu costretta a vivere nascosta per mesi ad Amsterdam. Nel 1942, Klaus Barbie viene inviato a Digione e nel novembre dello stesso anno, a Lione, dove diventa il direttore della Gestapo.
Durante questo tempo, Barbie è responsabile di due degli atti più infami commessi dai nazisti in Francia. Il primo è stato l'assassinio di Jean Moulin, il braccio destro di Charles de Gaulle e facente parte della Resistenza francese. Grazie alla denuncia di un compagno, Klaus Barbie riuscì a trovare Moulin. Una volta intrappolato a Montluc, Moulin venne torturato quasi a morte da uno degli uomini di Barbie e, probabilmente, da Barbie stesso e lasciato al suo destino nel cortile della prigione. Moulin morì per le ferite una settimana più tardi. La sua morte è ancora più tragica perché senza il tradimento di un compagno non sarebbe mai stato catturato. Klaus Barbie stesso successivamente ammise che non l'avrebbe mai catturato senza l'aiuto di René Hardy.
L'altro delitto per il quale non sarà mai dimenticato Klaus Barbie è la distruzione di un campo dove erano nascosti bambini ebrei. Tutti di età inferiore ai 14 anni, 44 bambini erano rifugiati a Izieu, un piccolo villaggio nei pressi di Lione. Barbie, ligio al programma nazista della soluzione finale della questione ebraica, che consisteva nello sterminio totale del popolo ebraico e l'elevazione del popolo ariano, fece deportare i bambini ad Auschwitz, il campo di sterminio più crudele della storia della Seconda guerra mondiale. Nessuno di questi bambini è sopravvissuto.
Gli atti di Barbie più scioccanti erano le torture durante gli interrogatori. Prima gli ufficiali della Gestapo picchiavano i prigionieri per impedire loro ogni reazione. In seguito Barbie stesso li interrogava e in caso di reticenza li torturava affamandoli, amputandone dita o interi arti, o con i famigerati "bagni". Questi bagni consistevano nell'immergere nell'acqua gelata i prigionieri e tirarli fuori pochi istanti prima dell'annegamento. In caso di reiterato silenzio si procedeva a ripetere l'operazione. Le testimonianze di alcune sue vittime non lasciano dubbi circa la crudeltà e il piacere con cui eseguiva le torture.
Alla fine dell'occupazione tedesca a Lione nel settembre del 1944, Barbie, che aveva contratto una malattia venerea, fu costretto a tornare in un ospedale in Germania, non prima di aver ordinato l'uccisione di tutti i 70 prigionieri ancora nella prigione di Montluc.
Una volta guarito, Barbie lasciò l'ospedale e la sua sorte rimase sconosciuta per 40 anni.
In realtà, già nel 47 Barbie divenne un agente dei servizi segreti degli Stati Uniti, nello stesso anno in cui venne processato in contumacia in Francia per i suoi atti criminali e condannato a morte. La fuga venne organizzata dagli Stati Uniti. In seguito si stabilì in Bolivia, mettendo le sue abilità diplomatiche al servizio del dittatore Luis Garcia Meza. Grazie a un passaporto diplomatico fece frequenti viaggi in Europa sotto il nome di Klaus Altmann, con lo scopo di acquistare veicoli militari per la repressione di manifestazioni di opposizione alla dittatura.
Nel 1971 venne identificato da Serge e Beate Klarsfeld, figli di un deportato tedesco ucciso ad Auschwitz, che avevano il compito di cercare tutti i criminali nazisti della seconda guerra mondiale ancora impuniti.
Ma fu solo nel 1983, dopo la restaurazione della democrazia col governo di Hernan Siles Zuazo, che fu possibile estradarlo in Francia. Nel 1987 fu processato a Lione con l'accusa di aver commesso 177 crimini contro l'umanità, e condannato all'ergastolo. Fu riconosciuto colpevole della deportazione di almeno 843 persone.
Durante il processo non diede alcun segno di rimorso per le sue azioni, anzi affermando che la Francia gli doveva essere riconoscente per aver impedito che finisse sotto un regime socialista, pronunciando la sua frase più famosa: "quando sarò dinanzi al trono di Dio verrò giudicato innocente".
Klaus Barbie morì di leucemia nel carcere di Lione il 25 settembre 1991, quattro anni dopo il pronunciamento della pena.

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