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martedì 16 gennaio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 gennaio.
Il 16 gennaio 1860 Giuseppe Garibaldi sposa, e immediatamente dopo ripudia, Giuseppina Raimondi.
Dopo la morte dell’adorata Anita che gli aveva dato quattro figli, la vita sentimentale dell’eroe dei due mondi fu ancora molto movimentata. Garibaldi infatti si sposò altre due volte: la seconda moglie fu la comasca Contessina Giuseppina Raimondi e, di fatto, questo matrimonio durò solo un giorno, anzi molto di meno. Il rito fu celebrato a Fino Mornasco nella Cappella di villa Raimondi –Tagliaferri. All’epoca l’eroe aveva 52 anni e la contessina appena 19, si frequentavano da un anno. Ma appena dopo la celebrazione del matrimonio, qualcuno si avvicinò a Garibaldi e gli sussurrò qualcosa all’orecchio ( o gli passò un bigliettino). Fatto sta che il Garibaldi strattonò in malo modo la novella sposa e immediatamente la ripudiò. Montò a cavallo e il matrimonio appena celebrato si concluse nel giro di pochi istanti. Sembra che la contessina fosse già in cinta di un certo Luigi Cairoli e addirittura certi maligni dell’epoca ipotizzarono che la giovane, figlia illegittima del Marchese Raimondi portasse in grembo il frutto di un incestuoso rapporto con suo padre. Nonostante l’immediato ripudio, Garibaldi dovette aspettare ben 19 anni prima di avere l’annullamento di questo matrimonio e poter quindi regolarizzare il suo rapporto Con Francesca Amorosino, sua compagna da tempo e che gli aveva già dato altri tre figli. Sembra che Garibaldi volesse annullare a tutti i costi il matrimonio arrivando ad affermare, come testimoniano alcune lettere , di essere pronto a diventare protestante, turco o altro.
Fatto sta che la contessina dopo il triste evento, visse una vita molto ritirata a Moltrasio, paese sulla sponda occidentale del ramo di Como, in una casetta di proprietà della famiglia chiamata “il Casino” e probabilmente prima usata per la caccia. La Raimondi a Moltrasio era ammirata dagli abitanti del luogo per la leggiadria del suo corpo e le lunghe vesti di seta. Non ci fu mai conferma della gravidanza perché non si è mai saputo di un figlio partorito dalla contessina. Si è anche ipotizzato che la maldicenza fosse partita addirittura da Cavour che voleva evitare distrazioni a Garibaldi richiamandolo agli impegni militari. Se quel matrimonio avrebbe potuto cambiare il corso della storia non lo sapremo mai, fatto sta che l’eroe dopo quell’evento guidò la spedizione dei mille. Chi ne uscì con il nome infangato è la povera contessina Raimondi la cui figura a distanza di due secoli viene riabilitata come una donna forte che ha saputo tenere testa all’eroe dei due mondi e che quando venne ripudiata fece la seguente affermazione: “credevo d’essermi affidata ad un eroe e non siete che un soldato brutale”.

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