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giovedì 24 agosto 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 24 agosto.
Il 24 agosto 1862 la Lira Italiana diventa la moneta unica del regno d'Italia.
Prima dell’Unità d’Italia ogni Stato disponeva della propria valuta e la situazione era una vera e propria “Babele delle monete”. Esistevano diversi sistemi coniati dai vari Stati ed era difficile, nelle contrattazioni, stabilire l’esatto valore dell’affare. In totale circolavano 236 monete metalliche (92 del sistema legale, 144 invece erano “libere”). Molte province romane e venete disponevano di un proprio “soldo” ed in ordine alfabetico le monete presenti erano: baiocco, carantano, carlino (il giornale  emiliano prese il nome dalla moneta), doppia, ducato, fiorino, franceschino, francescone, lira, lirazza, marengo, onza, paolo, papetto, piastra, quattrino, scudo, soldo, svanzica, tallero, tarì, testone. A questi vanno aggiunti la doppia usata a Genova, Modena e Parma, ma il valore era diverso rispetto a quello monetario. Nei dialetti locali di molte regioni italiane i nomi di queste monete esistono ancora, specialmente per il bestiame sui mercati.
Le monete italiane nascono dal sistema monetario introdotto nel 1861 nel Regno d'Italia da Vittorio Emanuele II per unificare i vari sistemi utilizzati nei diversi stati italiani pre-unitari. La struttura ricalca l'ordinamento decimale introdotto in Francia nel 1793 a seguito della Rivoluzione Francese, che sostituiva il sistema duodecimale monometallico introdotto in Francia da Carlo Magno nel 779, basato sulla libra (o lira) d'argento da 409 g, con i tagli a 20 soldi o 240 denari, quest'ultimi pari a 1,7 g d'argento. Analogo a quello francese era il sistema introdotto contemporaneamente in Inghilterra nel Regno di Mercia dal re sassone Offa, con una sterlina suddivisa in 20 scellini ed uno scellino corrispondente a 12 pence;  quest'ultimo sistema venne abbandonato solo nel 1971.
L'effettivo impiego del sistema decimale avviene nel 1803 con l'emissione del franco da parte di Napoleone Bonaparte che, a seguito delle sue campagne belliche, lo diffonde in tutta l'Europa continentale. Nel 1816 il sistema decimale viene adottato dai Savoia nel Regno di Sardegna, preludio al suo utilizzo per le monete italiane del futuro Regno d'Italia. La moneta base in questo sistema è la lira, con una valore pari a quello del franco corrispondente a 4,5 g d'argento o 0,29 d'oro, dato il rapporto allora esistente tra il valore dell'oro e dell'argento di 1:15,5. Usando per l'argento un titolo di 900/1000 ne deriva 1 lira d'argento di 5 g, con i suoi multipli e sottomultipli. D'altra parte, alle 5 lire d'argento da 25 g, si affianca una moneta da 5 lire d'oro da 1,61g.
Il mantenimento del rapporto 1:15,5 tra oro e argento per le monete italiane risulta difficoltoso a causa delle oscillazioni del valore dei due metalli. Per porre rimedio a questo fenomeno, nel 1865 a Parigi viene creata l'Unione Monetaria Latina tra Francia, Italia, Belgio e Svizzera, con il successivo ingresso della Grecia e l'adesione non formale di Austria e Spagna. Il risultato più evidente dell'unione è la coniazione di monete simili con lo stesso valore intrinseco per i franchi francesi, belgi, svizzeri, lire italiane e dracme greche, con una semplificazione degli scambi internazionali ed una stabilizzazione dei cambi. L'unione entra in crisi alla fine degli anni settanta e viene sciolta nel 1926 per la difficoltà di mantenimento del rapporto tra argento ed oro e la progressiva trasformazione dei sistemi monetari verso la convertibilità del denaro in oro seguendo l'esempio del modello inglese (goldstandard), convertibilità mantenuta per la lira fino al 1914, alle soglie della prima guerra mondiale. A causa della crisi economica che seguì il primo conflitto mondiale, anche la convertibilità in oro venne poi abbandonata per passare al valore legale delle monete, cioè con un valore delle monete garantite dallo Stato invece che legato alla quantità di metallo prezioso in esse contenuto.
Con Umberto I inizia la coniazione di monete italiane per le colonie, con i primi i talleri italiani del 1890, seguiti da quelli di Vittorio Emanuele III del 1918.
Alla fine della seconda guerra mondiale e con la caduta della monarchia, nel 1946 inizia la coniazione delle lire della Repubblica Italiana, monete rimaste in circolazione fino al 1 gennaio 2002 con l'introduzione dell'euro come moneta unica dell'Unione Europea.

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