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lunedì 21 agosto 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 21 agosto.
Il 21 agosto 1860 ebbe luogo la cosiddetta "battaglia di Piazza Duomo", nella quale Garibaldi conquistò Reggio Calabria durante l'impresa dei 1000.
L’importanza che, per il buon andamento dell’impresa garibaldina, ebbe la conquista di Reggio, è ricordata da Garibaldi stesso nelle sue memorie. Determinante fu infatti da un punto di vista strategico, fiaccò nello spirito la difesa borbonica e fu di buon auspicio per l’altra fondamentale vittoria di Soveria Mannelli.
Essendo previsto dai borbonici lo sbarco a Reggio dei garibaldini, reduci dalla gloriose giornate siciliane di Calatafimi, Palermo e Milazzo, Garibaldi scelse di giocare d’astuzia optando per una traversata più lunga dello Stretto e attraccando sulle spiagge di Melito nella mattina del 19. Le imbarcazioni battevano bandiera statunitense col chiaro intento di non destare sospetti. A questo punto si registrò un tentativo di difesa da parte delle truppe borboniche, accorse, seppur tardivamente, in difesa di quel tratto di costa. Lo scontro causò l’incendio di una delle navi utilizzate per lo sbarco, la Torino, nonché la perdita di alcuni tra i garibaldini appena sbarcati.
Pare che il Comune di Melito Porto Salvo si stia occupando del ripescaggio del legno affondato; operazione che porterà nuovi reperti al Museo e Sacrario garibaldino, inaugurato nel 2010.
Completato lo sbarco le colonne garibaldine iniziarono il lento avvicinamento verso Reggio, sostando nella giornata successiva presso l’abitato di Pellaro. La sera del 20, dopo aver preso contatto con il suo ufficiale Giuseppe Missori e il patriota calabrese Benedetto Musolino, artefici dodici giorni prima di un fallito tentativo di impossessarsi del forte dell’Altafiumara, ed in conseguenza di ciò rifugiatisi in Aspromonte con l’intento di aspettare che i garibaldini giungessero dalla Sicilia, Garibaldi ed il neo promosso Maggiore Generale Bixio, decisero di muovere alla volta di Reggio.
Dal territorio di Ravagnese si passò al rione Modena, dove le truppe si separarono in due colonne: una tenuta ad entrare dal confinante rione S. Giorgio Extra, l’altra dal rione Crocefisso. Quest’ultima, giunta in prossimità di Porta San Filippo, antico accesso alla città da sud, trovò le sentinelle borboniche chiedere loro la parola d’ordine. Le Camicie Rosse risposero sprezzanti “Viva Garibaldi”, quelle regie fecero fuoco inneggiando a Re Francesco II. Dopo l’episodio sulla spiaggia di Melito questo secondo scontro a fuoco preannunciava il finale resoconto, allorché le truppe regie si asserragliarono nei pressi del Duomo per l’ultima resistenza. A presidio della città era posto il 14° Reggimento comandato dal Colonnello Dusmet, che in un primo momento ricevette ordine di schierarsi in prossimità del torrente Calopinace per poi disporsi, come si accennava, nella zona della Cattedrale.
Molto si è detto sulla presunta incapacità degli alti comandi borbonici circa i fatti di Reggio: manifesta disorganizzazione, accuse di tradimento o voluto atteggiamento “soft” nei confronti di una difesa in cui alcuni ufficiali non credevano abbastanza? E’ indubbio che vi furono dei valorosi tra i soldati borbonici come tra i garibaldini, uomini, prima che militari, che in buona fede abbracciarono le armi per senso del dovere e appartenenza.
E’ buio pesto, si combatte tra i vicoli antistanti la cattedrale e nella stessa piazza, in un clima di incertezza che riguarda i movimenti stessi da compiersi. Bixio, che guida il contingente garibaldino è ferito, forse da fuoco amico, al braccio sinistro. Si verifica la morte sul campo del Colonnello Dusmet, il Reggimento viene così affidato al Tenente Zattera.
La battaglia si protrae fino al mattino. Alte furono le perdite da una parte e dall’altra, in una battaglia che vide lo scontro corpo a corpo fin su i gradoni del Duomo. L’accerchiamento della piazza ad opera di Bixio e dei suoi uomini comportò il ritirarsi delle restanti truppe borboniche in direzione del castello dove avvenne la capitolazione delle forze regie. Nel frattempo Garibaldi si ricongiunge coi patrioti rifugiatisi sull’Aspromonte.
Era il pomeriggio del 21 agosto, Reggio, ormai conquistata, segnava la strada da seguire per quella che fu la cavalcata di unificazione del territorio nazionale.
La battaglia è ricordata a Reggio con la Via XXI agosto.

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