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mercoledì 4 gennaio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 4 gennaio.
Il 4 gennaio 1968 va in onda alla radio, per la prima volta, "la corrida, dilettanti allo sbaraglio", condotto da Corrado Mantoni.
Si trattava di un programma che ha fatto la storia della radio e che, inoltre, entrò nello stile di vita degli italiani. Conduttore del programma era Corrado Mantoni, in arte Corrado (Roma, 2 agosto 1924- Roma, 8 giugno 1999), uno dei pilastri della televisione italiana, che iniziò la sua carriera in radio. Collaboravano con lui il direttore d’orchestra Roberto Pregadio e il fratello regista Riccardo Mantoni.
La prima puntata della Corrida è andata in onda dagli studi Rai di via Asiago a Roma il 4 gennaio 1968 sulla seconda rete Rai (Radio2) ed è stata trasmessa fino al 1979. La ricetta del programma è ben nota: persone che nella vita facevano tutt’altro, si mettevano in gioco in un’esibizione davanti al microfono. I concorrenti erano introdotti da Corrado che, con la sua indimenticabile eleganza, li presentava e, scambiandoci qualche parola, dava al pubblico la possibilità di conoscerli. Il vincitore era deciso dal pubblico, che si esprimeva con ovazioni e applausi.
La formula di questo programma fu da subito un successo, che rimase inalterato anche quando, nell’estate del 1986, iniziò la versione televisiva sulle reti mediaset, condotta ancora una volta da Corrado. Inizialmente il presentatore era un po’ titubante perché temeva una perdita di spontaneità dei concorrenti davanti alle telecamera, ma lo show si rivelò un successo grazie all’originalità e spontaneità della trasmissione e grazie all’ironia e all’eleganza del conduttore.
Quando il digitale terrestre ancora non esisteva, quando X-Factor era uno strano termine in una lingua straniera, quando Mediaset si chiamava Fininvest e al posto di La7 c’era Tele Monte Carlo.
La formula vincente del programma stava nel fatto che i concorrenti non dovevano passare attraverso alcun tipo di provino, ma venivano scelti solamente in base alla lettera e alla foto che loro stessi inviavano alla redazione.
E in epoche precedenti a internet, questo vuole anche dire che la direzione del programma non aveva a disposizione nessun video Youtube o profilo Facebook per farsi un’idea di quali fossero (e se ce ne fossero) i veri talenti dei concorrenti.
Come si può immaginare, i risultati erano spesso disastrosi: la Corrida era un florilegio di cantanti stonati, imitatori scarsi, e personaggi al limite della follia, giudicati dall’impietoso pubblico in studio che non esitava a fischiare e schernire con tamburi e campanacci i fiaschi dei concorrenti.
Ma la Corrida non sarebbe stata affatto la stessa senza l’apporto fondamentale del presentatore, autore e deus ex machina Corrado, e non solo per l’allitterazione del titolo.
Corrado Mantoni, in arte semplicemente Corrado, è stato uno dei presentatori più amati di sempre nella storia della televisione italiana, un personaggio poliedrico capace di spaziare dalla TV alla radio, alla regia e alle composizioni musicali. Nel 1986, anno del lancio televisivo della Corrida, era ormai già un mito del piccolo schermo.
Corrado lo condusse dal 1986 al 1997, quando dopo dieci anni di successi si ritirò, avendo capito che nella televisione ripetere la stessa formula troppo a lungo finisce per comprometterne la qualità.
All’interno del programma, Corrado era un perfetto contrappunto al dilettantismo dei concorrenti, con il suo sobrio stile da gentleman e la sua sottile ironia: si può dire che Corrado fosse un porto di sanità mentale nell’oceano di follia della Corrida, e anche questo ha contribuito al successo dello show.
A testimoniare l’importanza del capitano Corrado, è il successo minore delle edizioni successive alla sua morte: certamente meno iconiche furono la Corrida condotta da Gerry Scotti dal 2002 al 2009, e quella di Flavio Insinna nel 2011.
Oltre al suo grande mix di serio e faceto, il successo della Corrida va ricercato anche in un certo gusto tipicamente italico per il trash, che nel nostro paese gode di una lunga tradizione. Molti elementi caratteristici del programma sono stati imitati più volte in seguito, dal quiz “I soliti ignoti” di Fabrizio Frizzi fino ai freak show di Andrea Diprè su YouTube.

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