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domenica 6 novembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 6 novembre.
Il 6 novembre 1962 l'ONU approva una risoluzione che condanna la politica di apartheid del Sudafrica, e invita tutti i paesi di cessare qualsiasi relazione diplomatica ed economica con quel paese.
Apartheid è un termine afrikaans usato per definire il sistema di rigorosa segregazione razziale nei confronti della gente di colore attuato nel Sud Africa a partire dal 1954. Accompagnato da sanguinose repressioni di ogni moto dei Neri per l'eguaglianza, ha raggiunto estremi tali di ingiustizia e inumanità da determinare proteste e risoluzioni di condanna in seno non solo alle assise internazionali dei popoli africani, ma anche all'ONU e al Commonwealth, dal quale il Sud Africa è stato estromesso nel 1961. Nel 1989 con l'avvento del presidente F.W. De Klerk si è avuta una progressiva riduzione fino alla formale abolizione nel 1991.
L'unione operò una politica sempre più rigorosa di segregazione razziale, specialmente dopo la vittoria elettorale dell’ala destra del Fronte Nazionale nel 1948 coi governi di Daniel François Malan (1948-1954), Johannes Gerhardus Strijdom (1954-1958) e Hendrik F. Verwoerd (1958-1966) che causarono gravi contrasti interni per l'inasprirsi della politica di apartheid, con perdita dei diritti civili delle popolazioni nere: perdita del diritto di voto per gli Africani, l’Atto di Proibizione dei Matrimoni Misti del 1949 (che proibì a neri e bianchi di sposarsi tra loro) e l'istituzione di scuole agricole e commerciali speciali (le uniche istituzioni che accetteranno allievi neri). I negozi devono servire tutti i clienti bianchi prima dei neri. I neri devono avere speciali passaporti interni (pass book) per muoversi nelle zone bianche, pena l’arresto o peggio.
L’African National Congress, la più grande organizzazione politica che includeva i neri, era di stampo socialista, giustificazione sufficiente per renderla illegale dagli afrikaner. Sia neri (Albert Luthuli, insignito nel 1960 del Premio Nobel per la pace) che bianchi (partito unito e partito laburista), organizzarono proteste contro l’apartheid, che venivano puntualmente soffocate con brutalità dalle forze di sicurezza governative.
Nel 1956 la politica di apartheid fu estesa a tutti i cittadini di colore compresi gli asiatici.
Gli ultimi legami col governo britannico cessarono il 15 marzo 1961 quando il Sudafrica esce dal Commonwealth britannico, rimuovendo Elizabeth II dalla carica di capo di stato e proclamando la repubblica.
Le principali leggi che costituivano il sistema erano:
proibizione dei matrimoni interrazziali;
legge secondo la quale avere rapporti sessuali con una persona di razza diversa diventava un fatto penalmente perseguibile;
legge che imponeva ai cittadini di essere registrati in base alle loro caratteristiche razziali (Population Registration Act);
legge che permetteva di bandire ogni opposizione che venisse etichettata dal governo come "comunista" (usata per mettere fuorilegge nel 1960 l'African National Congress (ANC), la più grande organizzazione politica che includeva i neri, di stampo socialista, ma non comunista);
legge che proibiva alle persone di diverse razze di entrare in alcune aree urbane;
legge che proibiva a persone di colore diverso di utilizzare le stesse strutture pubbliche (fontane, sale d'attesa, marciapiedi, etc.);
legge che prevedeva una serie di provvedimenti tutti tesi a rendere più difficile per i neri l'accesso all'istruzione;
legge che sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo;
legge che istituiva i bantustan, ghetti per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano;
legge che privava della cittadinanza sudafricana e dei diritti a essa connessi gli abitanti dei bantustan.
legge che costringeva la popolazione nera a poter frequentare i quartieri della gente "bianca" solo con degli speciali passaporti.
La liberazione di Nelson Mandela nel 1990, dopo 27 anni di prigionia, e la sua successiva elezione a capo dello Stato, decretarono la fine dell'apartheid.
Le elezioni del 1994 hanno determinato la schiacciante vittoria dell'ANC, con il 62,65% dei voti, al di sotto però della soglia del 66,7% (cioè i due/terzi) che avrebbero permesso di modificare la costituzione. Da allora, l'ANC ha governato e governa ininterrottamente il paese, prima con Nelson Mandela, poi con Thabo Mbeki e successivamente con Kgalema Motlanthe e Jacob Zuma. La Commissione per la Verità e la Riconciliazione, istituita nel 1995, si è occupata di raccogliere testimonianze sulle violazioni dei diritti umani e ha concesso l'amnistia a chi confessasse spontaneamente e pienamente i crimini commessi agli ordini del governo.
Il Sudafrica post-apartheid, aggiungendo nove lingue africane, ha portato il totale degli idiomi ufficiali a undici. Un altro gesto del nuovo governo è stato l'abbattimento dell'arsenale sudafricano.
L'anniversario delle elezioni del 27 aprile, viene celebrato come un giorno festivo per il Sud Africa, noto come Festa della Libertà.


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