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sabato 5 novembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 5 novembre.
Il 5 novembre 1909 nasce a Somma Lombardo (VA) Angelo Moratti.
Figlio di Albino (1874-1923), farmacista in piazza Fontana a Milano, rimane orfano della madre Gilda molto presto. Il rapporto difficile con la matrigna lo porta ad allontanarsi dalla casa paterna ancora ragazzo, affidandosi all'indubbio ingegno personale a supporto di una tenace forza di volontà.
Nel 1932, sposa Erminia Cremonesi (1907 - 1989). I due avranno sei figli, di cui uno adottivo: Adriana (1932), Gianmarco (1936), Mariarosa detta Bedy (1942), Massimo (1945), Gioia e Natalino.
Insieme alla moglie Erminia è stato un grande collezionista di arte antica, moderna e contemporanea.
Incomincia a lavorare a 16 anni, esercitando vari mestieri. In seguito, da rappresentante di combustibili diventa egli stesso produttore, dopo l'acquisto di una torbiera. Nel 1932 fonda a Roma, insieme all'armatore genovese Cerruti, la Petrocargom, una società di commercio di olii combustibili e raffinati dall'innovativo sistema di stoccaggio dei prodotti. La mentalità imprenditoriale intuitiva e aperta lo porta successivamente a soluzioni brillanti di fronte a scenari in evoluzione. Nel 1939 fonda la S.M.T. (Società Minerali del Trasimeno) attraverso la quale acquista e riapre una miniera di lignite all'aperto a Pietrafitta (Piegaro) sulla valle Nestore nei pressi del lago Trasimeno dando lavoro a 1600 minatori. Nelle vicinanze realizza una centrale elettrica alimentata dalla lignite che darà luce all'Urbe insieme a un centro manifatturiero che si svilupperà in vetrerie e centri di lavorazione della ceramica. Terminata la seconda guerra mondiale è il primo imprenditore a realizzare un grande insediamento industriale in Sicilia. Acquista una vecchia raffineria in Texas, trasporta via oceano i vari impianti, e fonda ad Augusta, in provincia di Siracusa, nel 1948 la Rasiom, un polo di raffinazione petrolifera al centro delle rotte nel Mediterraneo, snodo delle grandi petroliere, e successivamente ceduta alla Esso. Negli stessi anni apre una società per il trasporto petrolifero marittimo, la Prora, le cui principali navi porteranno i nomi delle tre figlie e che farà di Augusta la prima raffineria indipendente in Europa a dotarsi di navi proprie per il commercio dei prodotti. Nel 1962 a Sarroch nei pressi di Cagliari la sua ultima grande realizzazione, la Saras raffinerie sarde, che, con 15 milioni di tonnellate di petrolio lavorate annualmente, costituisce oggi la più grande raffineria petrolifera del Mediterraneo. In seguito arriverà l'acquisto della S.P.I. (Società Petrolifera Italiana) con raffinerie a Livorno e La Spezia,un grande progetto di raffinazione in Giamaica oltre che un sempre più intenso sviluppo commerciale capace di coprire il mercato petrolifero internazionale.
È stato presente nel consiglio di amministrazione di Mobil, Esso e Texaco.
Al di fuori del campo energetico, dal 1972 al 1976 fu comproprietario del Corriere della Sera insieme a Gianni Agnelli ed agli eredi della famiglia Crespi. Nel 1976, l'intera proprietà della testata fu ceduta al gruppo Rizzoli. Dal 1972 al 1974 è stato anche proprietario del giornale economico Il Globo.
Giunse al timone dell’Inter il 28 maggio 1955 attraverso un esborso di 100 milioni, ma è innegabile che il suo nome verrà ricordato in eterno soprattutto per essere stato il principale artefice del sogno chiamato Grande Inter, la magnifica compagine che nel bel mezzo dei propizi anni Sessanta avrebbe segnato un’epoca vincendo tre scudetti, due coppe Campioni e due Intercontinentali (Angelo Moratti fu infatti il primo presidente, era il 1964, capace di condurre un club italiano in vetta al mondo).
L’avvio, però, non fu affatto facile nemmeno per lui; dovette impiegare un po’ di tempo per far quadrare i conti e dare un’adeguata organizzazione alla società, strutturandola come fosse una delle sue ditte e non la squadra per cui appassionatamente tifava da quando conobbe la moglie Erminia, fervida sostenitrice della Beneamata: un iniziale lustro trascorso tra ingerimenti di bocconi amari e continui cambi d’allenatore, sino alla felicissima intuizione di portare a Milano l’argentino Helenio Herrera, carismatico e costosissimo tecnico proveniente dal pluridecorato Barcellona che, a partire dalla terza stagione all’ombra del Duomo, avrebbe contribuito in maniera sostanziale agli eclatanti trionfi nerazzurri dentro e fuori confine.
Non solo bravura, ma anche formidabile umanità. Al culmine di un periodo di scarso rendimento - ad esempio - nell’inverno 1960 Moratti convocò nel proprio studio quell’indolente fuoriclasse che era Mario Corso e, invece di una sonora strigliata che pure Corso temeva, regalò con fiducia un marengo d’oro all’allora diciannovenne ala mancina: ala che uscì dall’ufficio padronale rinvigorita all’inverosimile, incominciando da lì l’ascesa verso l’appellativo di “Piede sinistro di Dio”.
Corsi e ricorsi di una favola interrottasi il 18 maggio 1968, con la meditata decisione di passare la mano a favore dell’austero ed oculato imprenditore tessile milanese Ivanoe Fraizzoli, ma coraggiosamente ripresa ventisette primavere dopo - mentre una seria crisi tecnica ed economica stava stritolando il club meneghino - dal quartogenito Massimo, figura che, oltre all’amore per il team di famiglia e alla ferrea ostinazione mostrata nel superare le iniziali delusioni patite, dal padre ha certamente ereditato il limpido e magnanimo modo di essere, di fare, di pensare.
Sotto la sua presidenza venne costruito il centro sportivo di Appiano Gentile, noto poi negli anni come la Pinetina.
Morì a Viareggio il 12 agosto 1981.
Dal 5 novembre 2007 il piazzale antistante allo Stadio Giuseppe Meazza, in San Siro a Milano porta il suo nome. Una targa è stata posta sulla cancellata dello stadio, nella zona dell'ingresso principale. Alla cerimonia ufficiale, voluta e organizzata dal Comune di Milano, hanno partecipato figli e nipoti del presidente della Grande Inter, alcuni campioni nerazzurri del passato, Javier Zanetti e numerosi rappresentanti delle istituzioni milanesi e del club nerazzurro.
Nel 2009 il Comune di Stintino gli ha intitolato una via del paese in zona Capo Falcone. La nuova via Angelo Moratti è la via antistante all'Hotel Roccaruja, costruito da Angelo Moratti negli anni sessanta e divenuto luogo di ritrovo per le vacanze di dirigenti e giocatori della Grande Inter di quel periodo.

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