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martedì 1 novembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo novembre.
Il primo novembre 1757 nasce a Possagno (TV) Antonio Canova.
Antonio Canova, massimo scultore esponente del Neoclassicismo, è anche considerato l'ultimo grande artista della scultura italiana. Svolge il suo apprendistato a Venezia dove scolpisce le sue prime opere a carattere classicheggiante rappresentanti Orfeo e Euridice, Dedalo e Icaro e Apollo.
Nel 1779 si reca a Roma dove frequenta le scuole di nudo dell'Accademia di Francia e del Museo Capitolino.
Canova nei suoi disegni e nelle sue sculture incarna i principi neoclassici di Winckelmann. Tra i suoi disegni ricordiamo lo Studio dal gruppo di Castore e Polluce, il Nudo virile supino su un masso e Due nudi femminili.
La prima opera scultorea realizzata a Roma è il Teseo sul minotauro che gli venne commissionato dall'ambasciatore della Repubblica Veneta Girolamo Zulian. Teseo è rappresentato seduto sul minotauro dopo la lotta, rappresentando così la vittoria della ragione sull'irrazionale.
Nelle sue sculture Canova ricerca la bellezza ideale cioè La Venere italica, quella bellezza che nasce dall'idea dell'artista sulla perfezione che non è possibile ritrovare in natura. Per raggiungere la rappresentrazione della bellezza ideale sono necessarie la conoscenza e l'imitazione della scultura classica, nonchè una grande padronanza della materia scultorea.
Per quest'ultimo motivo le sculture dell'artista, sempre realizzate in marmo e talvolta ricoperte da uno strato di cera rosa o ambra, per imitare il colore dell'incarnato, sono sempre rifinitissime e levigate fino a raggiungere una superfice liscia e traslucida.
Questo è evidente nel gruppo scultoreo di Amore e Psiche che oggi si trova a Parigi al museo del Louvre.
Il gruppo rappresenta il momento in cui Amore rianima Psiche nell'attimo che precede il bacio, opera raffinatissima e di eleganza sensuale.
Altre opere dello stesso genere sono Ebe, Venere e Adone e le Tre Grazie, dove all'eleganza sensuale si abbina un perfetto equilibrio della composizione tipico della cultura neoclassica.
Eseguì anche alcuni monumenti funerari come il Monumento di Clemente XIII a San Pietro, il Monumento di Clemente XIV ai Santi Apostoli, La stele funebre del Volpedo nella quale rappresenta la personificazione di Amicizia che piange davanti al busto del defunto.
Nel 1798 il duca Alberto di Sassonia-Teschen commissiona ad Antonio Canova il Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria. In quest'opera rappresenta il sepolcro in forma piramidale, ispirato probabilmente dalla piramide Caio Cestio a Roma che è un'edificio del I secolo a.C.
Davanti alla piramide Canova rappresenta un corteo funebre che trasporta all'interno del sepolcro le ceneri della defunta il cui ritratto è rappresentato in un medaglione sopra la porta sorretto dalla Felicità Celeste.
Viene poi chiamato a Parigi nel 1802 da Napoleone che gli affida l'incarico per un suo Busto-ritratto di cui oggi ci restano alcuni calchi in gesso.
Successivamente il Canova si dedica alla realizzazione del nudo di Napoleone in figura di Marte pacificatore, che però l'imperatore non gradisce.
Realizza inoltre il Ritratto di Paolina Borghese nelle vesti di Venere vincitrice, che tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Perseo alla dea più bella. Paolina è rappresentata distesa su cuscini con il busto semieretto e nudo. Le parti scoperte sono ricoperte di cera rosata per conferirle un'aspetto umano. L'opera ha una freddezza tipicamente neoclassica dovuta allo schema compositivo precisissimo.
Con la fine dell'epoca napoleonica Canova ritorna a Roma: le opere di questo periodo evidenziano un cambiamento nello stile dell'artista che carica di una maggiore rappresentazione emotiva le sue opere che in questo modo si avvicinano alle nuove tendenze romantiche; sono di questo periodo la Maddalena, il Compiano sul Cristo morto, il Monumento Stuart e Venere e Marte.
Antonio Canova muore a Venezia il 13 ottobre 1822.

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