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sabato 30 agosto 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 30 agosto.

Il 30 agosto 1921 nasce a Rimini Carlo Alberto Rossi.

Ha vissuto 89 anni e li ha vissuti tutti. Girando sul piatto dei giradischi, passando per juke boxe, e ancora prima uscendo da grammofoni e radio di legno. Carlo Alberto Rossi per tutta la sua lunga vita ha scritto canzoni che sono entrate nella memoria e che hanno disegnato un'Italia passata dall'antenna alla rete, dalla lambretta allo scooter. Tanto. Mina, Natalino Otto, Luciano Tajoli, Joe Sentieri, Fausto Cigliano e Milva hanno cantato le sue musiche passando per cantagiri e festival dei fiori. E nel nuovo millennio, Carlo Alberto Rossi ha avuto finalmente il primo riconoscimento alla carriera. Il Festival di Sanremo gliel'ha consegnato nel 2002, celebrando così i suoi 18 festival gareggiati senza mai vincere.

Carlo Alberto Rossi era nato a Rimini il 30 agosto del 1921, la musica tra le dita. Da quando era un bambino di sette anni cominciò a studiarla e giocarci e passò l'infanzia tra il canto e i giochi nei cortili assolati e larghi insieme a Federico Fellini e Sergio Zavoli. Piccoli re in calzoncini corti e sogni in tasca. Rimase amico di entrambi anche dopo il trasferimento a Milano che avvenne nel '36. Anni di liceo e conservatorio, anni in cui mise insieme un quintetto vocale, i Barboni, che cominciarono ad andare in giro per i locali della Lombardia e lo portarono a scrivere la sua prima canzone. La prima di oltre seicento depositate alla Siae. In tempi di guerra, nel 1939, scrisse Il tango di Manuelita, edita dalle edizioni Curci, seguita da Quando piange il ciel e, nel 1941, da Luna indiscreta e Perdonami. Anche durante l'inevitabile servizio militare, quando Carlo Alberto Rossi divenne ufficiale, continuò a scrivere. Note e fiori da disperdere in trincea. Indomabile scrisse anche una commedia musicale, recitata e cantata dai commilitoni della divisione Acqui, e l'inno del 17° e 18° Reggimento Fanteria della Divisione Acqui che poi fu massacrata a Cefalonia dai tedeschi.

Signore della musica, delle canzoni e delle melodie, Carlo Alberto Rossi iniziò a diventare grande come compositore in poco tempo. Conosci mia cugina? cantata da Natalino Otto e Non ho più pace per Alberto Rabagliati, lo portarono veloce verso il suo primo successo 'pagato'. Nel 1947 arrivò infatti Amore baciami. Lidia Martorana la cantò sul testo di Gian Carlo Testoni, e nei primi sei mesi dell'anno Rossi guadagnò un milione 400 mila lire in diritti d'autore. Amore baciami negli anni dopo fu incisa anche da Mina, Jula De Palma, Ornella Vanoni e in inglese da Pat Boone per la colonna sonora del film The main attraction.

Il dopo guerra fu gentile. Rossi divenne richiestissimo. Nino Taranto e Ernesto Bonino, i grandi dell'epoca, lo volevano come autore, come compositore, come produttore, tanto che nel '49, Rossi fondò l'Ariston insieme al fratello Alfredo e a Ladislao Sugar. Carlo Alberto Rossi divenne un marchio d'elite e nella sua scuderia entrarono i più prestigiosi musicisti italiani, compresi Trovajoli e Lelio Luttazzi.

Il resto furono canzoni, musica negli angoli. Nel 1953 la sua Acque amare, interpretata da Carla Boni e arrangiata da Trovajoli e Angelini, viene applaudita al Festival di Sanremo per tre minuti e cinque secondi. Un record che nessuno ha ancora eguagliato. La Ariston nel '56 lascia il posto alla C.A.Rossi Editore. Jazz e swing, ritmi moderni, sono i giorni con Gorni Kramer, Natalino Otto, Rabagliati, Milva, Joe Sentieri, Bing Crosby, Tom Jones, Ray Charles, Nat King Cole e Sarah Vaughan. Poco importa se il festival della canzone non lo fa mai vincere. Solo Quando vien la sera arriva in una finale di Sanremo. Ma brani che il festival non promuove come Le mille bolle blu e E se domani, che aveva scritto per Fausto Cigliano, hanno vissuto benissimo anche senza.

Vide e visse in un Paese che, mentre rinasceva dalle bombe dava la possibilità a chi aveva idee di realizzarle. Carlo Alberto Rossi sapeva usare la musica. Dal 1958 al 1968 gestì il dancing "Whisky Juke Box" di Rimini e divenne discografico fondando la CAR Juke Box s.r.l., visionario, collegò la sua casa discografica a un gruppo industriale torinese che importava juke box e diffondeva il futuro. Così i suoi dischi si trovavano in tutte le macchine a gettoni. La CAR Juke Box restò in vita fino al 1975, poi Carlo Alberto Rossi si ritirò dal mondo musicale trasferendosi a Crotone. In pace, dopo aver dato luce e vinili a Jenny Luna, Fausto Cigliano, Joe Sentieri, Miriam Del Mare, Luciano Tajoli, Le Orme  quando erano ancora un quintetto, a Mia Martini ancora Mimì Berté, Pier Giorgio Farina, il quartetto vocale I Caravels, Enzo Jannacci.

Carlo Alberto Rossi si è spento a Milano il 12 aprile 2010, ed è sepolto nel cimitero Maggiore della città.

Nel 2007, il figlio Giorgio ha curato il cofanetto con il triplo Cd dal titolo E se domani collection che contiene 58 suoi grandi classici e molte canzoni mai pubblicate in Italia. Le mille bolle blu cantata da Dalida, Notorius nella versione di Nat King Cole e anche un Cd solo di rarità, dal provino originale di Mina del 1960 che canta Le mille bolle blu accompagnata al piano da Rossi, alle prime versioni di Amore baciami e di Luna indiscreta cantata da Natalino Otto nel '50. Immortale, il vinile gira ancora.  

venerdì 20 settembre 2024

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 20 settembre.
Il 20 settembre 1902 nasce a Palermo Nunzio Filogamo.
Iscritto alla facoltà di giurisprudenza all'università di Torino dove è cresciuto e ha vissuto per tutta la vita, salvo un breve periodo di studi a Losanna e alla Sorbona di Parigi, fra gli anni 20 e 30 muove i primi passi nell'ambiente artistico, ribadendo la propria vocazione per il teatro dimostrata sin da ragazzo nelle recite scolastiche.
Entrato a far parte della filodrammatica diretta da Elvira Vaccaneo, ricopre piccoli ruoli in commedie come "La nemica" e "Addio giovinezza", messe dignitosamente in scena dalla ex attrice al Carignano e all'Alfieri di Torino, partecipando anche a vari spettacolini di beneficienza organizzati da Virginia Agnelli.
Quindi ricopre ruoli, ancora marginali, nella Compagnia delle Sorelle Grammatica.
Nel 1934, ormai laureato in legge supera un provino all'EIAR, che cercava un attore per "I quattro moschettieri", nuovo programma di Nizza e Morbelli già in fase di allestimento.
Gli viene affidato il ruolo di Aramis che nelle intenzioni degli autori doveva essere un personaggio marginale contrapposto al duro Porthos.
Non rassegnandosi alla particina, caratterizza a tal punto il suo minuscolo eroe da farne il prototipo di un gagà dell'epoca, con tanto di erre moscia, monocolo e presenza costante nei salotti mondani:
un vero esempio insomma di leggerezza e svaporata comicità.
La trasmissione andata in onda per la prima volta alle ore 13,05 di Giovedi 18 Ottobre 1934, riscuote talmente successo che viene spostata alla Domenica alle ore 13,15 e dalle previste sei puntate iniziali va avanti per cinque lunghi anni.
Sull'onda di una popolarità così travolgente, viene richiesto ovunque e si prova anche a cantare intonando, con una vocina aerea e quasi inesistente, ma anche dissacratoria per l'epoca,  ammiccanti canzoncine tipo
Tutto va bene, Madama la Marchesa,
Qualcosa in Perù,
Povero cagnolino Pechinese.
Divenuto il primo vero divo della radio, la sua carriera non avrà praticamente più ostacoli sino all'avvento della televisione.
Scritturato nel 1951 in esclusiva dalla RAI tiene a battesimo il primo Festival della canzone italiana di Sanremo, rinnovando i fasti della sua già enorme popolarità.
L'anno seguente indispettito dal pubblico in sala, intento più alla cena che non alle canzoni, conia il suo famoso saluto …
"...Miei cari amici vicini e lontani buonasera ovunque voi siate…" Salutando con tanta enfasi gli "amici lontani" aveva inteso polemizzare, anche se con grande garbo e ironia, proprio con quelli a lui così vicini, ma immensamente assenti e distratti.
L'espressione, oltre che biglietto da visita del personaggio diviene ben presto un luogo comune tanto che circa 50 anni più tardi verrà utilizzata da Renzo Arbore per un programma televisivo in commemorazione dei 60 anni della radio.
Nunzio Filogamo presenterà ancora le edizioni del Festival di Sanremo del 1953, 1954 e 1957 e il Festival di Napoli del 1952 e 1954.
Tuttavia voci sempre più insistenti sulla sua omosessualità (alle quali faceva esplicito riferimento nelle movenze il grande imitatore Alighiero Noschese) misero ben presto in agitazione i vertici della Rai, tanto pii e cattolici da mal tollerare la presenza di un presunto gay alla guida del Festival. Così con l'arrivo della televisione venne messo definitivamente da parte con la frettolosa scusa di una scarsa telegenia.
Sul finire degli anni 60 rallenta la propria attività, partecipando comunque ancora a molti programmi rievocativi della radio e della TV come nel 1974 ad una mitica puntata di Milleluci accanto a Mina e Raffaella Carrà, proprio dedicata agli anni ruggenti della radio.
Scompare ormai quasi centenario all'inizio del secolo dopo aver passato gli ultimi anni della sua vita in una casa di riposo per anziani proprio vicino alla città che più di tutte lo ha amato: Sanremo.

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