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domenica 16 novembre 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 16 novembre.

Il 16 novembre 1960 scompare Clark Gable, un'icona del cinema.

William Clark Gable, soprannominato "re di Hollywood", nasce a Cadiz (Ohio) il giorno 1 febbraio 1901. Prima di diventare uno degli attori più contesi dai produttori di Hollywood a suon di dollari, ha dovuto affrontare una dura gavetta nel mondo dello spettacolo, spinto dagli incoraggiamenti dalle donne che lo amavano.

La prima è l'attrice e regista teatrale Josephine Dillon (14 anni di lui più anziana), che convinta che Clark Gable abbia un autentico talento lo scrittura e lo aiuta ad affinarlo. Insieme vanno ad Hollywood dove, il 13 dicembre 1924, si sposano. La regista ha il merito di avergli insegnato l'arte della recitazione, a muoversi con disinvoltura ed eleganza, e a tenere sul palcoscenico e nella vita privata un contegno ineccepibile. E' lei infine a persuaderlo a tralasciare il nome William e a farsi chiamare semplicemente Clark Gable.

Grazie a lei Gable ottiene le prime parti, per lo più in ruoli marginali in film come "White Man" (1924), "Plastic Age" (1925). Tornò in teatro, e dopo parti di minore importanza, debuttò sul palcoscenico di Broadway nel 1928 in Machinal, interpretando la parte dell'amante della protagonista, e raccolse lusinghieri consensi dalla critica.

E' in tournée nel Texas con un'altra compagnia quando incontra Ria Langham (17 anni più anziana), ricca e pluridivorziata, inserita in un giro di alte relazioni sociali. Ria Langham farà dell'attore un raffinato uomo di mondo. Dopo il divorzio da Josephine Dillon, Clark Gable sposa Ria Langham il 30 marzo 1930.

Intanto ottiene un contratto di due anni con la MGM: gira film come "The Secret Six" (1931), "Accadde una notte" (1934), "Gli ammutinati del Bounty" (1935) e "San Francisco" (1936). Spinto e pagato dalla produzione, Gable utilizza una protesi dentaria per render perfetto il suo sorriso e si sottopone ad un intervento di chirurgia plastica per correggere la forma delle orecchie.

Nel 1939 arriva il grande successo con l'interpretazione per cui ancora oggi è identificato come simbolo: l'affascinante e rude avventuriero Rhett Butler in "Via col vento" (Gone with the wind), di Victor Fleming. Il film, tratto dal romanzo di Margaret Mitchell, lo consacra definitivamente come divo internazionale, insieme all'altra protagonista, Vivien Leigh.

Durante la lavorazione del film "Via col vento", Clark Gable ottiene il divorzio da Ria Langham. Ancor prima di finir le riprese, se ne va in Arizona, dove sposa in forma privata l'attrice Carole Lombard, conosciuta tre anni prima.

Dopo gli avvenimenti di Pearl Harbor, nel 1942 Carole Lombard partecipa attivamente alla campagna di raccolta dei fondi di finanziamento dell'esercito americano. Durante il ritorno da un viaggio di propaganda a Fort Wayne, l'aereo con a bordo Carole Lombard si schianta contro una montagna. In un telegramma inviato poco prima di partire, Carole Lombard suggeriva al marito di arruolarsi: distrutto dal dolore, Clark Gable troverà nel consiglio della moglie nuove motivazioni.

Dopo le riprese di "Incontro a Bataan" (1942), Gable si arruola nell'aviazione.

Torna poi alla MGM, ma cominciano i problemi: Gable è cambiato e anche la sua immagine pubblica ha perso il suo smalto originale. Interpreta una serie di film che riscuotono buoni successi commerciali, ma che tuttavia risultano oggettivamente mediocri: "Avventura" (1945), "I trafficanti"(1947), "Mogambo" (1953).

Nel 1949 sposa Lady Sylvia Ashley: il matrimonio durerà poco, fino al 1951.

Successivamente conosce e sposa la bella Kay Spreckels, le cui fattezze ricordavano molto quelle della scomparsa Carole Lombard. Con lei Gable sembrava avere ritrovato la felicità perduta.

Il suo ultimo film "Gli spostati" (1961), scritto da Arthur Miller e diretto da John Huston, segna una piena rivalutazione in campo professionale. Nel film Clark Gable interpreta la parte di un attempato cowboy che si guadagna da vivere catturando cavalli selvaggi. L'attore si appassiona moltissimo al soggetto, impegnandosi con grande scrupolo nello studio della parte.

Nonostante le riprese avvenissero in luoghi molti caldi e le scene d'azione fossero al di sopra delle forze di un uomo dell'età di Gable, rifiutò la controfigura, sottoponendosi a un duro sforzo, soprattutto nelle scene della cattura dei cavalli. Intanto la moglie aspettava un bambino, che chiamerà John Clark Gable. Il padre non visse abbastanza per vederlo: il 16 novembre 1960, due giorni dopo aver terminato le riprese dell'ultimo film, a Los Angeles, Clark Gable veniva colpito da infarto.

La scomparsa di quello che sarebbe stato definito "re di Hollywood", segnò per molti la fine di una generazione di attori che incarnava il personaggio ideale di uomo, tutto d'un pezzo, temerario e virile.

Venne sepolto nel Forest Lawn Memorial Park a Los Angeles, California, accanto alla terza moglie ed amore della sua vita, Carole Lombard.

mercoledì 3 maggio 2023

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 3 maggio.
Il 3 maggio 1937 Margaret Mitchell vince il premio Pulitzer con il romanzo Via col vento.
“Dopotutto domani è un altro giorno” è la celebre frase pronunciata dalla protagonista Rossella O’Hara alla fine del noto romanzo scritto dall’americana Margaret Mitchell nel 1936. In pochissimo tempo il suo romanzo “Via col vento” (Gone with the Wind) ottiene un grandissimo successo editoriale a livello internazionale. Basti pensare che ancora oggi, a distanza di tanto tempo, questo libro continua ad essere ristampato e venduto. Può essere considerato a giusta ragione uno di quei romanzi “senza tempo” che non tramontano mai, tradotto in trentasette lingue diverse. Il 3 Maggio 1937 “Via col Vento” arriva a vincere addirittura il Premio Pulitzer, uno dei premi più ambiti in ambito letterario. Ad oggi le copie vendute sono più di trenta milioni.
Siamo a Tara, nel 1861. Gerald O’Hara è il ricco proprietario di una tenuta e di una estesa piantagione di cotone nei pressi di Atlanta, in Georgia. La figlia sedicenne, Rossella, è molto bella ma ha un carattere capriccioso e testardo che non migliora con il tempo, anzi le procura parecchi guai. La vita agiata, le feste, i corteggiatori, i banchetti fastosi diventano un lontano ricordo quando la Guerra civile comincia ad affacciarsi nel Sud dell’America, dove loro vivono.
Rossella è innamorata ma non ricambiata di Ashley Wilkes, che invece è fidanzato con la tranquilla e dolce cugina della ragazza, Melania Hamilton. Decisa a conquistare Ashley, Rossella dichiara al giovane il suo amore proprio durante la festa del fidanzamento. Ashley, pur essendo attratto dalla bellezza di Rosella, le risponde che per lei prova solo un gran bene e che sono troppo diversi per stare insieme. Nella stessa occasione, al ricevimento, Rossella incontra l’affascinante avventuriero Rhett Butler.
La guerra è imminente, e per questo Ashley e Melania anticipano le nozze. Rossella, sempre più delusa e rattristata, si butta tra le braccia di Charles Hamilton, fratello di Melania e lo sposa. Il giovane però parte per la guerra e non fa più ritorno, perché muore al fronte. Rossella, incinta, mette al mondo un figlio e lo chiama Wade. Intanto, trasferitasi ad Atlanta con la cugina Melania, Rossella dà scandalo e non ha certo il comportamento di una donna che ha perduto l’amato marito in guerra. Quando i nordisti arrivano ad Atlanta, mettendola sotto assedio, Rossella e Melania vengono aiutate da Rhett Butler a fuggire verso Tara.
Qui Rossella trova distruzione e desolazione, oltre ad una povertà assoluta. Sua mamma è morta ed il padre non ha retto al dolore ed è impazzito. Rossella, abituata agli agi, è costretta a darsi da fare per affrontare la difficile situazione. Nel 1865 la Guerra di Secessione termina con la vittoria del Nord. Ashley torna a casa dalla moglie Melania che nel frattempo gli ha dato un figlio. Rossella continua testardamente a desiderarlo, ma intanto per necessità di soldi si sposa con il proprietario di una segheria, Franck Kennedy, con il quale ha una figlia, Ella.
Intanto Rhett le sta sempre vicino e sembra essere l’unico in grado di accettare tutti i suoi difetti. Rimasta vedova per la seconda volta, Rossella si avvicina a Rhett e decide di sposarlo. Insieme hanno una figlia, Diletta. Ma una caduta da cavallo è fatale per la bambina, che muore. Anche la dolce Melania muore, e Rossella potrebbe finalmente avere il “suo” amato Ashley, ma si accorge troppo tardi di amare Rhett Butler. L’uomo, stanco e avvilito per i continui capricci della donna, decide di lasciarla e andare via. Chissà, forse Rossella, testarda come è, pensa già a riconquistarlo.
Il romanzo è una fedele fotografia dell’America del Sud ai tempi della Guerra di Secessione: le vicende dei vari protagonisti si intersecano con la realtà della storia americana di quel periodo, vista da una delle parti in causa, i Sudisti. Ad una attenta lettura del romanzo, si scorge un tentativo (velato, ma non troppo) di muovere una critica alla società americana che durante la Guerra di Secessione appoggia la causa nordista.
Nonostante la cornice storica impegnativa e lo schema complesso del romanzo, la storia di “Via col vento” incuriosisce e appassiona fin da subito, conquistando il lettore con suo stile storico- melodrammatico. L’intreccio amoroso dei protagonisti è sapientemente costruito, ed i personaggi sono ben caratterizzati, ciascuno nella propria unicità. Dal romanzo è stato tratto il famoso film “Via col vento”, diretto da Victor Fleming e interpretato da Clark Gable (nel ruolo di Rhett) e Vivien Leigh (Rossella O’Hara).

giovedì 15 dicembre 2022

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 15 dicembre.
Il 15 dicembre 1939 si ebbe la prima cinematografica di "Via col vento".
Via col vento  è senza dubbio il film dei record:  è una delle più grandi produzioni della sua epoca, ad opera di David O. Selznick – che volle portare sullo schermo il romanzo omonimo di Margaret Mitchell – nonché il film che ha incassato di più in assoluto (è stato scalzato dalla vetta solo nel 2010 da Avatar) e la prima pellicola che spopolò in tutto il mondo. Da record anche la durata di quasi quattro ore. O. Selznick chiamò a dirigerlo Victor Fleming, ma alla regia lavorarono anche George Cukor e Sam Wood.
Il cast vanta una star come Clark Gable tra i protagonisti e Vivien Leigh, già attrice di teatro, che proprio con la sua complessa e intensa interpretazione di Rossella vinse il suo primo Oscar e raggiunse la fama internazionale. A renderlo di indubbio fascino sono poi i temi: da un lato la storia coinvolgente dell’eroina romantica, coraggiosa, bella e capricciosa che è Rossella. Una ragazza e una donna che vive del suo amore ideale per un uomo, ma che al tempo stesso non si tira indietro di fronte alle difficoltà concrete della vita, che affronta con coraggio la guerra, la fatica, il duro lavoro, che con la sua indipendenza e spregiudicatezza, inusuali per l’epoca, dirige proficuamente un’azienda.
Un’eroina anche cinica, egoista e ipocrita, che paga alla fine questa sua indole con la solitudine e l’abbandono. Personaggio sfaccettato di non facile catalogazione, cui Vivien Leigh sa dare corpo in maniera egregia, come farà spesso nella sua carriera trovandosi alle prese con ruoli complessi. Senza dimenticare, poi, il grande affresco storico creato dal regista e fortemente voluto dal produttore, il cui intento era quello di non relegare quest’elemento a mero sfondo. E dunque l’America lacerata dalla guerra di secessione, un paese ridotto alla fame e a un cumulo di macerie da una guerra civile.
A questo proposito, è vero che il film evoca spesso nostalgicamente il vecchio sud prebellico (e dunque anche schiavista) e i suoi valori, primo tra tutti il forte legame con la propria terra, più volte ribadito. Tuttavia, per contro assistiamo all’emergere sulla scena proprio degli schiavi che cessano di essere tali, e assumono un ruolo tutt’altro che secondario nella narrazione. Emblematico in proposito il personaggio di Mamy, che ha le fattezze, la vitalità e l’efficacia di Hattie McDaniel e che è stata tra i premiati con l’Oscar per la sua interpretazione.
Altro punto di forza del film è poi il bilanciamento tra le componenti: quella sentimentale e melodrammatica è certamente assai rilevante – legata al tema dell’amore, della guerra e delle sue conseguenze – ma accanto ad essa troviamo quella realistica e pragmatica e anche quella ironica e sarcastica, affidata principalmente alle pungenti battute di Rhett (Clark Gable), che svelano l’ipocrisia di Rossella, e guardano con disincanto al mondo. Tra queste, l’ultima da lui pronunciata è celeberrima: quel “Francamente, me ne infischio.” con cui lascia, forse per sempre, una Rossella disperata. Ma come suo costume, la protagonista non si perde d’animo, ribadendo la perseveranza e l’incrollabile determinazione che l’hanno sempre contraddistinta nell’altrettanto celeberrimo: “E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno!”.
La pellicola resta perciò una delle più famose di tutti i tempi, nonché delle più premiate. Ha infatti al suo attivo ben nove statuette, tra cui: miglior film, regia, attrice protagonista Vivien Leigh, attrice non protagonista appunto la McDaniel, sceneggiatura, montaggio. In Italia, il film arrivò solo nel 1948.

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