Buongiorno, oggi è il 27 maggio.
Il 27 maggio 1703 lo Zar Pietro il Grande fondò ufficialmente la città di San Pietroburgo, sul delta della Neva.
Alessandro di Novgorod sconfisse gli svedesi presso la foce della Neva nel 1240, guadagnandosi il titolo di Nevkij. Gli svedesi ripresero il controllo della regione nel XVII secolo ma furono spodestati da Pietro il Grande che aveva l'intenzione di fare della Russia una potenza europea iniziando proprio dalla fondazione di questa città.
All'inizio della Grande Guerra del Nord (1700-1721), Pietro si impadronì degli avamposti svedesi sulla Neva, e nel 1703 fondò la Fortezza dei SS. Pietro e Paolo sul fiume, a pochi chilometri dal mare. Quando Pietro il Grande sconfisse definitivamente gli svedesi a Poltava nel 1709, la città, che secondo l'usanza olandese chiamò Sankt Pieter Burkh, cominciò a crescere. Vennero scavati i canali per bonificare le paludi della sponda meridionale e, nel 1712 Pietro il Grande la proclamò capitale, obbligando i funzionari di corte, i nobili e i mercanti a trasferirvisi e a costruire nuove case. Molti contadini vennero costretti a prendere parte ai lavori, e parecchi di loro persero la vita per le terribili condizioni in cui versavano. Architetti e artigiani di tutta Europa furono chiamati in città. Alla morte di Pietro il Grande nel 1725, la popolazione cittadina era cospicua e il 90% del commercio con l'estero passava di qui.
Il nome originale Sankt Piter burkh era in realtà olandese perchè Pietro il Grande aveva vissuto e studiato in quel paese per un periodo di tempo ed era un ammiratore della corte e dell'architettura olandese.
Il successore di Pietro il Grande riportò la capitale a Mosca, da dove fu nuovamente trasferita a San Pietroburgo dall'imperatrice Anna Ivanovna (1730-1740). Tra il 1741 e il 1825, sotto la corte di Elisabetta, Caterina la Grande e Alessandro I, la città divenne cosmopolita ed ebbe una corte di noto splendore. Questi monarchi commissionarono molti palazzi, edifici governativi e chiese, rendendo San Pietroburgo una delle più importanti capitali d'Europa.
L'emancipazione dalla schiavitù nel 1861 e l'industrializzazione, che ebbe il suo culmine nell'ultimo decennio del XIX secolo, portarono in città una grande ondata di lavoratori poveri, con conseguente sovraffollamento, scarsa igiene, epidemie e un diffuso malcontento. San Pietroburgo divenne un focolaio di scioperi e violenze politiche e fu il fulcro della rivoluzione del 1905, scatenata dalla Domenica di Sangue (9 gennaio 1905), quando una marcia di protesta degli scioperanti contro lo zar venne repressa nel sangue dall'esercito. Nel 1914, a seguito di un'ondata di patriottismo dovuta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il nome della città fu cambiato in Petrograd, molto più "russo". Contava allora 2 milioni di abitanti.
Anche nel 1917 Petrograd fu la culla della rivoluzione. Proprio qui le proteste dei lavoratori portarono a uno sciopero generale, all'ammutinamento dei soldati e alla fine della monarchia in marzo. Il soviet di Petrograd, dove si radunavano i lavoratori e i soldati con le loro richieste, cominciò a riunirsi nel Palazzo Tauride della città, accanto alla sede del Governo provvisorio riformista. In aprile Lenin si recò a Petrograd per organizzare il Partito Bolscevico e la rivoluzione vera e propria scoppiò dopo che i bolscevichi si furono impadroniti delle posizioni chiave di Petrograd il 24 ottobre. Il nuovo governo ebbe qui la sua sede fino al marzo del 1918, quando si trasferì a Mosca per il timore di un attacco tedesco.
La città assunse il nome di Leningrado dopo la morte di Lenin nel 1924 e divenne il fulcro del programma stalinista d'industrializzazione degli anni 30. Nel 1939 contava 3 milioni di abitanti e l'11% della produzione industriale dei soviet. Il timore che Stalin nutriva nei confronti della potente base operaia rivale portò nel 1934 all'assassinio del capo locale Sergeij Kirov, assassinio che segnò l'inizio delle purghe dal Partito Comunista.
Quando i tedeschi attaccarono l'URSS nel giugno del 1941, impiegarono solo due mesi e mezzo a raggiungere Leningrado. Essendo stata il luogo di nascita del bolscevismo, Hitler la odiava e si riproponeva di cancellarla dalla faccia della terra. Le truppe tedesche assediarono Leningrado dal settembre del 1941 al gennaio del 1944 e si calcola che, anche se molti furono evacuati, da 500.000 a un milione di persone morirono a causa dei bombardamenti, della fame e delle malattie. Per fare un paragone, basti pensare che le perdite complessive inglesi e statunitensi nella seconda guerra mondiale ammontano a circa 700.000 persone.
Dopo la guerra Leningrado fu ricostruita e riprese a vivere, anche se solo nel 1960 la città tornò ad avere un numero di abitanti pari a quello di prima. Oggi San Pietroburgo è tornata a essere la finestra russa sull'Europa ed è una città cosmopolita, culturalmente e artisticamente attiva e vivace. Le imprese, sia russe sia straniere, vi mettono radici visto che San Pietroburgo è il porto più grande della Russia, un grande centro industriale e una vera e propria città internazionale. Per la prima volta da quasi un secolo, gli abitanti di San Pietroburgo vivono in una città insieme splendida e ben approvvigionata.
Dal 24 maggio al primo giugno 2003 San Pietroburgo ha festeggiato i suoi trecento anni. L'evento ha mostrato una città rinnovata e artisticamente illuminata dopo una ristrutturazione di proporzioni immense che nulla ha trascurato: musei, chiese, palazzi, alberghi, infrastrutture e nodi di trasporto.
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mercoledì 27 maggio 2026
martedì 26 maggio 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 26 maggio.
Il 26 maggio 1897 viene pubblicato a Londra il capolavoro di Bram Stoker, "Dracula".
La vicenda è narrata sotto forma di una raccolta degli scritti di alcuni dei protagonisti del racconto, che inizia il 3 maggio 1890 con il giovane avvocato Jonathan Harker, inviato in Transilvania dal suo capo, Peter Hawkins, per curare l'acquisto di un'abitazione a Londra fatto da un nobile locale: il Conte Dracula.
L'inizio del viaggio del giovane, però, è all'insegna del contatto con il mondo superstizioso e pauroso della gente locale, che cerca di scoraggiarlo dall'andare dal Conte, ma nessuno degli sforzi dei civili riesce ad impedire il contatto con il nobile, che si rivela essere un affabile anziano che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra.
Con il passare dei giorni alcuni particolari diventano terrificanti, fino alla scoperta del terribile segreto del Conte: egli è in realtà un mostro che si nutre del sangue dei viventi. In una parola è un vampiro, che si accinge ad azzannare la vecchia Inghilterra per prolungare ancora la sua insana esistenza.
A questo punto, quando ormai sembra giunta l'ultima ora per Harker, l'azione si sposta in Inghilterra, dove da uno scambio di lettere tra Mina Murray e Lucy Westenra iniziamo a conoscere gli altri protagonisti: John Seward, direttore di un manicomio, Mina, fidanzata di Jonathan e la sua amica Lucy (corteggiata da Seward, dal texano Quincey P. Morris e da Lord Arthur Holmwood, col quale si fidanzerà).
Mina, quindi, in attesa del ritorno di Jonathan, va a soggiornare a Whitby con Lucy e la sua famiglia: è questo l'inizio di una serie di fatti strani. Sul diario di Mina, infatti, vengono registrati, oltre ad una serie di comportamenti anomali da parte dell'amica, anche il rocambolesco arrivo a Whitby, in un giorno di tempesta, di una nave il cui capitano è stato ritrovato morto e legato al timone.
Al diario, per meglio descrivere l'accaduto, è allegato il servizio di un anonimo giornalista che descrive l'arrivo nel porto della nave fantasma, da cui esce un cane inferocito, e quindi un estratto dal diario di bordo, che sembra riecheggiare il romanzo di William Hodgson I pirati fantasma, in cui si narra di un terribile demone che infesta la nave naufragata. Dal suo arrivo in poi, contemporaneamente, Renfield, paziente del dottore Seward, inizia a peggiorare, delirando di un fantomatico Signore, mentre Lucy è evidentemente la vittima di un vampiro (porta i segni sul collo): tutti indizi dell'arrivo del Conte Dracula in Inghilterra.
Inaspettatamente Mina viene a sapere che Jonathan, riuscito a fuggire dal castello di Dracula, si trova ricoverato a Budapest e lo raggiunge sposandolo presso un ospizio gestito da suore, per poi tornare in Inghilterra. Intanto la salute di Lucy, che iniziava a peggiorare, subisce un terribile attacco. Seward, allora, non vede soluzione migliore se non quella di chiamare, da Amsterdam, il suo insegnante, l'esimio professore Abraham Van Helsing. All'inizio provano a fermare il deperimento con una serie di trasfusioni di sangue - tutti i protagonisti maschili si prestano alla delicata operazione - ma l'attacco finale di Dracula porta alla morte della ragazza e della madre, che in quella notte finale si trovava nella stanza della figlia e che era già gravemente malata.
La minaccia, però, è solo all'inizio: come Van Helsing sa, Lucy è ormai diventata un vampiro a sua volta e, infatti, inizia subito a "cacciare" bambini che giocano nei dintorni del cimitero dove il suo corpo è stato sepolto. La notizia sarebbe passata quasi anonima se non fosse che le vittime sono bambini, ma le poche informazioni che giungono dalla stampa fanno interessare i due studiosi (Seward e Van Helsing), che esaminano le ferite dell'ultimo bambino: questa prova basta a Van Helsing per convincersi che è ora di agire. Prima, però, deve convincere dell'esistenza di un tale orrore sia il suo allievo che Quincey Morris e, cosa più importante, il buon Arthur, ormai Lord Godalming dopo la morte del padre. Fatto ciò, in una terribile notte, rinchiudono nella sua tomba il corpo di Lucy, per poi tornare il giorno dopo e distruggere definitivamente la non morta mediante un paletto di legno piantato sul cuore.
A questo punto, grazie al controllo sulle carte e la corrispondenza di Lucy, Van Helsing entra in contatto con Mina e ha la possibilità di leggere il diario del marito sul suo soggiorno in Transilvania. L'incontro con Mina non è fondamentale solo per capire finalmente chi è l'avversario che si deve affrontare, ma soprattutto per l'aiuto che lei e il marito daranno all'impresa: proprio grazie alla coraggiosa giovane, infatti, si inizieranno a mettere insieme tutti i piccoli segnali, i piccoli indizi che Stoker ha disseminato, primo fra tutti l'anomalo comportamento di Renfield, che in un ultimo momento di lucidità cercherà di avvisare i nostri eroi del pericolo imminente. I protagonisti penetrano nella proprietà di Dracula a Carfax e benedicono le casse di terra che il vampiro aveva portato dalla Transilvania per riposarvi. Ma quella stessa notte il Conte penetra nel manicomio, uccide Renfield e vampirizza Mina, per farla sua sposa per l'eternità.
Così Van Helsing, Harker, Seward, Lord Godalming e Morris stringono i tempi e, utilizzando delle ostie consacrate, sterilizzano tutti gli altri nascondigli londinesi del Conte che si vede così costretto a fuggire con l'unica cassa di terra che aveva tenuto nascosta per sé.
Il gruppo decide di mettersi all'inseguimento del Conte, per distruggerlo definitivamente e salvare l'anima di Mina e si recano a Varna, in attesa della nave su cui viaggia la cassa. Dracula, però, riesce ad evitarli e risale lungo il fiume che costeggia da vicino il suo castello: per prenderlo in trappola i cacciatori si dividono in tre gruppi: Jonathan e Lord Godalming, Seward e Quincey Morris, Van Helsing e Mina.
La sfida finale si svolge sulle montagne dove sorge il castello, il 6 novembre 1897, ed è narrata dal diario di Mina. Dopo che Van Helsing ha sterilizzato il luogo e ucciso le spose di Dracula, il professore e Mina si ritrovano con il resto della compagnia ad assediare il gruppo di zingari che scorta la cassa del vampiro. Alla fine, dopo una strenua lotta con gli zingari, poco prima del tramonto, Jonathan e Quincey, morente, sferrano i colpi letali a Dracula, che diventa polvere, non senza un sorriso di sollievo sulle sue stesse labbra. Quest'episodio si conclude con la morte di Quincey Morris, dovuta a una ferita incurabile protratta in combattimento.
L'intera vicenda si svolge sette anni prima di quando è raccontata (presumibilmente la data di uscita, 1897) e la chiusura è lasciata a un messaggio di Jonathan, che esprime la sua gioia per la felice conclusione del fatto: sia Arthur Holmwood sia John Seward sono felicemente sposati e Jonathan e Mina sono stati allietati dalla nascita di un figlio. Il bambino porta tutti i nomi di coloro che parteciparono alla distruzione di Dracula, ma viene chiamato dai genitori Quincey, poiché è nato proprio il 6 novembre, nell'anniversario della morte di Quincey Morris.
Chi si avvicina a questa opera lo fa in un'ottica diversa da quella del passato; siamo abituati ormai ai vampiri di Anne Rice e di Buffy, fin troppo umani. Per Stoker, cristiano per ideali e religione, Dracula era una lotta fra il Bene e il Male, senza dubbio il vampiro era il Male, e non c'era in lui nulla di positivo che potesse risparmiargli la morte ultima.
Egli faceva riferimento alle molte leggende su esseri che succhiano sangue o rubano anime; già presso i latini si parlava di lamie, ed in seguito si narrò di revenant, vampiri.
È un mito che grazie a Stoker ha conosciuto nuove acclamazioni, e che nel volto e nella storia scelti da questo scrittore ci è divenuto più noto, grazie anche a numerose versioni filmiche.
Stoker era un irlandese, nato nel 1847 a Dublino. Studente piuttosto brillante, si era trasferito a Londra prima della fine del secolo. Proprio a Londra, nel clima di romanticismo e gothic novel, diede vita al lavoro che lo rese famoso.
Dracula nacque come uno dei tanti novel (romanzi) che all'epoca stavano diventando un genere letterario trainante. Le opere di Arthur Conan Doyle, Herbert George Wells, Rudyard Kipling, riempivano gli scaffali di avventure esotiche ed eventi straordinari, al punto che l'opera di Stoker, che mescolava eventi presenti e folklore dell'Europa continentale, non destò particolare stupore; la sua fama venne in seguito.
Anche il linguaggio non è peculiare: si adatta ad una narrazione semplice e talvolta stringata, mantenendo in ogni caso un buon lessico base.
Già prima di Stoker celebri autori avevano ripreso il tema del vampiro in nuove vesti: tra questi Sheridan Le Fanu col celebre Carmilla, anche se probabilmente il primo fu John William Polidori con il The Vampyre, del 1819, mentre l'ispiratore più accreditato resta George Gordon Byron, con le figure dal fascino oscuro, romantico. In tempi precedenti anche Samuel Taylor Coleridge aveva scritto una ballata sul vampiro. Tutti segni di un interesse che andava ridestandosi.
Alcune peculiarità nel carattere del Dracula di Stoker vennero dal suo probabile ispiratore, Sir Henry Irving, noto attore dell'epoca, di cui lo scrittore era segretario e amico; sulla sua figura, elegante ed impostata, sarebbe stato tratteggiato il Conte.
Analizzando la narrazione, è facile capire perché non ebbe particolare fama tra i suoi contemporanei: Dracula è un romanzo epistolare, una raccolta inventata di immaginari diari, telegrammi, lettere, articoli di giornale. All'epoca il romanzo epistolare era ormai una moda morente, e destò poca curiosità.
Tuttavia quest'impostazione fu utile per ricreare la prospettiva in cui si muovevano i personaggi, e rese con il tempo più facile l'immedesimazione dei lettori. Accresceva inoltre il senso di contrasto tra il mondo moderno e quello morente della tradizione popolare e delle superstizioni, in cui dimora il vampiro. Alcuni racconti successivi, negli anni tra '800 e '900, usano i vampiri proprio come simboli del passato, facendoli sconfiggere non dalla religione ma dalla scienza, dal progresso.
In una delle ultime versioni di Dracula, l'Opera Rock della PFM, Van Helsing riesce a vincere il vampiro perchè unisce scienza e fede, mentre il troppo razionale Seward impazzisce; quest'ottica non poteva andare bene per un'epoca in cui la ragione e la scienza parevano essere il vanto primo dell'umanità.
A differenza di molti dei film e dei libri a cui siamo abituati, Stoker non crea un'empatia con Dracula: il vampiro è il male ed il nemico dell'uomo, Drakul, il Diavolo. È lontano ed esterno, diverso e senza possibilità di redenzione.
Il romanzo nacque in un momento storico in cui l'Inghilterra si scopriva potente all'estero, ricca, influente, ma internamente oppressa dalle proprie ombre.
Autori come Charles Dickens parlavano dei problemi delle classi operaie e dei loro drammi, e solo una decina di anni prima dell'uscita di Dracula per le strade di Londra si era mosso Jack lo Squartatore, il primo serial killer della storia moderna.
Tra le luci quindi si posava di nuovo l'ombra di paure ancestrali, non più estranee alla comunità (la foresta, l'altro) ma interne ad essa. Dracula si aggira per le strade di Londra con la capacità di sparire tra le persone, di prendere una maschera umana. Il pericolo si spostava nelle vie cittadine, pur mantenendo la sua essenza di estraneo.
L'impronta del Diverso è rafforzata dall'origine di Dracula, il richiamo a Vlad III, all'Ordine dei Dragoni (Dracul) dell'Ungheria del 1400... quella che per gli inglesi era l'esotica Europa continentale.
Gli studi di Stoker per questa ambientazione non furono approfonditi, paiono invece piuttosto superficiali nonostante la consultazione di alcuni testi riguardanti la storia dei Balcani che erano usciti pochi anni prima dell'inizio della stesura libro, e alcuni incontri dell'autore con storici che si occupavano proprio di quell'ambito. Nel libro si rilevano particolari errati: Dracula era un principe valacco (e non un conte transilvano), e gli vengono attribuiti alcuni erronei soprannomi. Non viene menzionato il passato di impalatore di Vlad che avrebbe dato ulteriore forza al personaggio; inoltre nel folklore egli era avvicinabile ai licantropi più che al vampiro, in quanto discendente dei guerrieri Lupi della Dacia.
Un altro fattore che limita il romanzo è una mancanza di particolare profondità psicologica nei personaggi: quelli femminili risultano deboli e sono facili prede di Dracula, quelli maschili vivono di ottuso antagonismo.
È evidente il simbolismo sessuale sotteso -i più ritengono inconsciamente - al tema del vampirismo: che Stoker ne fosse consapevole o meno, quella di Dracula è la conquista di giovani donne inglesi, sedotte e trasformate dalla volontà di un uomo.
Un tema simile è trattato ne Il Mago, di William Somerset Maugham. I parallelismi sulla figura maschile, misteriosa ed amorale ma stranamente affascinante, che raggira e seduce giovani di onesti costumi per venire poi sconfitto da un altro uomo, più onesto, risultano evidenti al moderno lettore... o possono risultare ingenui alla moderna lettrice.
D'altronde non si può dimenticare che questa era l'ottica del mondo vittoriano, diviso tra donne di buoni costumi e sventurate. Poche eroine dei romanzi del periodo si staccano da questi canoni, né voleva farlo Stoker in un romanzo che non intendeva modernizzare o stupire, ma semplicemente raccontare una nuova storia, una nuova novel. Mina è una donna moderna per educazione, ma nonostante questo finisce per agire nei cliché tradizionali della giovane insidiata, e solo il lato razionale e moderno, cresciuto e guidato dagli uomini che la circondano, la "salva".
Il tema della seduzione è quello che probabilmente ha lanciato l'opera nel presente perché, dietro al desiderio di Dracula per il sangue delle proprie vittime, le sensibilità di altre epoche hanno letto altri desideri; proprio partendo da questo romanzo Francis Ford Coppola ha diretto un film in cui il vampiro era romantico e innamorato, dannato, sofferente, umano.
Il 26 maggio 1897 viene pubblicato a Londra il capolavoro di Bram Stoker, "Dracula".
La vicenda è narrata sotto forma di una raccolta degli scritti di alcuni dei protagonisti del racconto, che inizia il 3 maggio 1890 con il giovane avvocato Jonathan Harker, inviato in Transilvania dal suo capo, Peter Hawkins, per curare l'acquisto di un'abitazione a Londra fatto da un nobile locale: il Conte Dracula.
L'inizio del viaggio del giovane, però, è all'insegna del contatto con il mondo superstizioso e pauroso della gente locale, che cerca di scoraggiarlo dall'andare dal Conte, ma nessuno degli sforzi dei civili riesce ad impedire il contatto con il nobile, che si rivela essere un affabile anziano che ha deciso di trasferirsi in Inghilterra.
Con il passare dei giorni alcuni particolari diventano terrificanti, fino alla scoperta del terribile segreto del Conte: egli è in realtà un mostro che si nutre del sangue dei viventi. In una parola è un vampiro, che si accinge ad azzannare la vecchia Inghilterra per prolungare ancora la sua insana esistenza.
A questo punto, quando ormai sembra giunta l'ultima ora per Harker, l'azione si sposta in Inghilterra, dove da uno scambio di lettere tra Mina Murray e Lucy Westenra iniziamo a conoscere gli altri protagonisti: John Seward, direttore di un manicomio, Mina, fidanzata di Jonathan e la sua amica Lucy (corteggiata da Seward, dal texano Quincey P. Morris e da Lord Arthur Holmwood, col quale si fidanzerà).
Mina, quindi, in attesa del ritorno di Jonathan, va a soggiornare a Whitby con Lucy e la sua famiglia: è questo l'inizio di una serie di fatti strani. Sul diario di Mina, infatti, vengono registrati, oltre ad una serie di comportamenti anomali da parte dell'amica, anche il rocambolesco arrivo a Whitby, in un giorno di tempesta, di una nave il cui capitano è stato ritrovato morto e legato al timone.
Al diario, per meglio descrivere l'accaduto, è allegato il servizio di un anonimo giornalista che descrive l'arrivo nel porto della nave fantasma, da cui esce un cane inferocito, e quindi un estratto dal diario di bordo, che sembra riecheggiare il romanzo di William Hodgson I pirati fantasma, in cui si narra di un terribile demone che infesta la nave naufragata. Dal suo arrivo in poi, contemporaneamente, Renfield, paziente del dottore Seward, inizia a peggiorare, delirando di un fantomatico Signore, mentre Lucy è evidentemente la vittima di un vampiro (porta i segni sul collo): tutti indizi dell'arrivo del Conte Dracula in Inghilterra.
Inaspettatamente Mina viene a sapere che Jonathan, riuscito a fuggire dal castello di Dracula, si trova ricoverato a Budapest e lo raggiunge sposandolo presso un ospizio gestito da suore, per poi tornare in Inghilterra. Intanto la salute di Lucy, che iniziava a peggiorare, subisce un terribile attacco. Seward, allora, non vede soluzione migliore se non quella di chiamare, da Amsterdam, il suo insegnante, l'esimio professore Abraham Van Helsing. All'inizio provano a fermare il deperimento con una serie di trasfusioni di sangue - tutti i protagonisti maschili si prestano alla delicata operazione - ma l'attacco finale di Dracula porta alla morte della ragazza e della madre, che in quella notte finale si trovava nella stanza della figlia e che era già gravemente malata.
La minaccia, però, è solo all'inizio: come Van Helsing sa, Lucy è ormai diventata un vampiro a sua volta e, infatti, inizia subito a "cacciare" bambini che giocano nei dintorni del cimitero dove il suo corpo è stato sepolto. La notizia sarebbe passata quasi anonima se non fosse che le vittime sono bambini, ma le poche informazioni che giungono dalla stampa fanno interessare i due studiosi (Seward e Van Helsing), che esaminano le ferite dell'ultimo bambino: questa prova basta a Van Helsing per convincersi che è ora di agire. Prima, però, deve convincere dell'esistenza di un tale orrore sia il suo allievo che Quincey Morris e, cosa più importante, il buon Arthur, ormai Lord Godalming dopo la morte del padre. Fatto ciò, in una terribile notte, rinchiudono nella sua tomba il corpo di Lucy, per poi tornare il giorno dopo e distruggere definitivamente la non morta mediante un paletto di legno piantato sul cuore.
A questo punto, grazie al controllo sulle carte e la corrispondenza di Lucy, Van Helsing entra in contatto con Mina e ha la possibilità di leggere il diario del marito sul suo soggiorno in Transilvania. L'incontro con Mina non è fondamentale solo per capire finalmente chi è l'avversario che si deve affrontare, ma soprattutto per l'aiuto che lei e il marito daranno all'impresa: proprio grazie alla coraggiosa giovane, infatti, si inizieranno a mettere insieme tutti i piccoli segnali, i piccoli indizi che Stoker ha disseminato, primo fra tutti l'anomalo comportamento di Renfield, che in un ultimo momento di lucidità cercherà di avvisare i nostri eroi del pericolo imminente. I protagonisti penetrano nella proprietà di Dracula a Carfax e benedicono le casse di terra che il vampiro aveva portato dalla Transilvania per riposarvi. Ma quella stessa notte il Conte penetra nel manicomio, uccide Renfield e vampirizza Mina, per farla sua sposa per l'eternità.
Così Van Helsing, Harker, Seward, Lord Godalming e Morris stringono i tempi e, utilizzando delle ostie consacrate, sterilizzano tutti gli altri nascondigli londinesi del Conte che si vede così costretto a fuggire con l'unica cassa di terra che aveva tenuto nascosta per sé.
Il gruppo decide di mettersi all'inseguimento del Conte, per distruggerlo definitivamente e salvare l'anima di Mina e si recano a Varna, in attesa della nave su cui viaggia la cassa. Dracula, però, riesce ad evitarli e risale lungo il fiume che costeggia da vicino il suo castello: per prenderlo in trappola i cacciatori si dividono in tre gruppi: Jonathan e Lord Godalming, Seward e Quincey Morris, Van Helsing e Mina.
La sfida finale si svolge sulle montagne dove sorge il castello, il 6 novembre 1897, ed è narrata dal diario di Mina. Dopo che Van Helsing ha sterilizzato il luogo e ucciso le spose di Dracula, il professore e Mina si ritrovano con il resto della compagnia ad assediare il gruppo di zingari che scorta la cassa del vampiro. Alla fine, dopo una strenua lotta con gli zingari, poco prima del tramonto, Jonathan e Quincey, morente, sferrano i colpi letali a Dracula, che diventa polvere, non senza un sorriso di sollievo sulle sue stesse labbra. Quest'episodio si conclude con la morte di Quincey Morris, dovuta a una ferita incurabile protratta in combattimento.
L'intera vicenda si svolge sette anni prima di quando è raccontata (presumibilmente la data di uscita, 1897) e la chiusura è lasciata a un messaggio di Jonathan, che esprime la sua gioia per la felice conclusione del fatto: sia Arthur Holmwood sia John Seward sono felicemente sposati e Jonathan e Mina sono stati allietati dalla nascita di un figlio. Il bambino porta tutti i nomi di coloro che parteciparono alla distruzione di Dracula, ma viene chiamato dai genitori Quincey, poiché è nato proprio il 6 novembre, nell'anniversario della morte di Quincey Morris.
Chi si avvicina a questa opera lo fa in un'ottica diversa da quella del passato; siamo abituati ormai ai vampiri di Anne Rice e di Buffy, fin troppo umani. Per Stoker, cristiano per ideali e religione, Dracula era una lotta fra il Bene e il Male, senza dubbio il vampiro era il Male, e non c'era in lui nulla di positivo che potesse risparmiargli la morte ultima.
Egli faceva riferimento alle molte leggende su esseri che succhiano sangue o rubano anime; già presso i latini si parlava di lamie, ed in seguito si narrò di revenant, vampiri.
È un mito che grazie a Stoker ha conosciuto nuove acclamazioni, e che nel volto e nella storia scelti da questo scrittore ci è divenuto più noto, grazie anche a numerose versioni filmiche.
Stoker era un irlandese, nato nel 1847 a Dublino. Studente piuttosto brillante, si era trasferito a Londra prima della fine del secolo. Proprio a Londra, nel clima di romanticismo e gothic novel, diede vita al lavoro che lo rese famoso.
Dracula nacque come uno dei tanti novel (romanzi) che all'epoca stavano diventando un genere letterario trainante. Le opere di Arthur Conan Doyle, Herbert George Wells, Rudyard Kipling, riempivano gli scaffali di avventure esotiche ed eventi straordinari, al punto che l'opera di Stoker, che mescolava eventi presenti e folklore dell'Europa continentale, non destò particolare stupore; la sua fama venne in seguito.
Anche il linguaggio non è peculiare: si adatta ad una narrazione semplice e talvolta stringata, mantenendo in ogni caso un buon lessico base.
Già prima di Stoker celebri autori avevano ripreso il tema del vampiro in nuove vesti: tra questi Sheridan Le Fanu col celebre Carmilla, anche se probabilmente il primo fu John William Polidori con il The Vampyre, del 1819, mentre l'ispiratore più accreditato resta George Gordon Byron, con le figure dal fascino oscuro, romantico. In tempi precedenti anche Samuel Taylor Coleridge aveva scritto una ballata sul vampiro. Tutti segni di un interesse che andava ridestandosi.
Alcune peculiarità nel carattere del Dracula di Stoker vennero dal suo probabile ispiratore, Sir Henry Irving, noto attore dell'epoca, di cui lo scrittore era segretario e amico; sulla sua figura, elegante ed impostata, sarebbe stato tratteggiato il Conte.
Analizzando la narrazione, è facile capire perché non ebbe particolare fama tra i suoi contemporanei: Dracula è un romanzo epistolare, una raccolta inventata di immaginari diari, telegrammi, lettere, articoli di giornale. All'epoca il romanzo epistolare era ormai una moda morente, e destò poca curiosità.
Tuttavia quest'impostazione fu utile per ricreare la prospettiva in cui si muovevano i personaggi, e rese con il tempo più facile l'immedesimazione dei lettori. Accresceva inoltre il senso di contrasto tra il mondo moderno e quello morente della tradizione popolare e delle superstizioni, in cui dimora il vampiro. Alcuni racconti successivi, negli anni tra '800 e '900, usano i vampiri proprio come simboli del passato, facendoli sconfiggere non dalla religione ma dalla scienza, dal progresso.
In una delle ultime versioni di Dracula, l'Opera Rock della PFM, Van Helsing riesce a vincere il vampiro perchè unisce scienza e fede, mentre il troppo razionale Seward impazzisce; quest'ottica non poteva andare bene per un'epoca in cui la ragione e la scienza parevano essere il vanto primo dell'umanità.
A differenza di molti dei film e dei libri a cui siamo abituati, Stoker non crea un'empatia con Dracula: il vampiro è il male ed il nemico dell'uomo, Drakul, il Diavolo. È lontano ed esterno, diverso e senza possibilità di redenzione.
Il romanzo nacque in un momento storico in cui l'Inghilterra si scopriva potente all'estero, ricca, influente, ma internamente oppressa dalle proprie ombre.
Autori come Charles Dickens parlavano dei problemi delle classi operaie e dei loro drammi, e solo una decina di anni prima dell'uscita di Dracula per le strade di Londra si era mosso Jack lo Squartatore, il primo serial killer della storia moderna.
Tra le luci quindi si posava di nuovo l'ombra di paure ancestrali, non più estranee alla comunità (la foresta, l'altro) ma interne ad essa. Dracula si aggira per le strade di Londra con la capacità di sparire tra le persone, di prendere una maschera umana. Il pericolo si spostava nelle vie cittadine, pur mantenendo la sua essenza di estraneo.
L'impronta del Diverso è rafforzata dall'origine di Dracula, il richiamo a Vlad III, all'Ordine dei Dragoni (Dracul) dell'Ungheria del 1400... quella che per gli inglesi era l'esotica Europa continentale.
Gli studi di Stoker per questa ambientazione non furono approfonditi, paiono invece piuttosto superficiali nonostante la consultazione di alcuni testi riguardanti la storia dei Balcani che erano usciti pochi anni prima dell'inizio della stesura libro, e alcuni incontri dell'autore con storici che si occupavano proprio di quell'ambito. Nel libro si rilevano particolari errati: Dracula era un principe valacco (e non un conte transilvano), e gli vengono attribuiti alcuni erronei soprannomi. Non viene menzionato il passato di impalatore di Vlad che avrebbe dato ulteriore forza al personaggio; inoltre nel folklore egli era avvicinabile ai licantropi più che al vampiro, in quanto discendente dei guerrieri Lupi della Dacia.
Un altro fattore che limita il romanzo è una mancanza di particolare profondità psicologica nei personaggi: quelli femminili risultano deboli e sono facili prede di Dracula, quelli maschili vivono di ottuso antagonismo.
È evidente il simbolismo sessuale sotteso -i più ritengono inconsciamente - al tema del vampirismo: che Stoker ne fosse consapevole o meno, quella di Dracula è la conquista di giovani donne inglesi, sedotte e trasformate dalla volontà di un uomo.
Un tema simile è trattato ne Il Mago, di William Somerset Maugham. I parallelismi sulla figura maschile, misteriosa ed amorale ma stranamente affascinante, che raggira e seduce giovani di onesti costumi per venire poi sconfitto da un altro uomo, più onesto, risultano evidenti al moderno lettore... o possono risultare ingenui alla moderna lettrice.
D'altronde non si può dimenticare che questa era l'ottica del mondo vittoriano, diviso tra donne di buoni costumi e sventurate. Poche eroine dei romanzi del periodo si staccano da questi canoni, né voleva farlo Stoker in un romanzo che non intendeva modernizzare o stupire, ma semplicemente raccontare una nuova storia, una nuova novel. Mina è una donna moderna per educazione, ma nonostante questo finisce per agire nei cliché tradizionali della giovane insidiata, e solo il lato razionale e moderno, cresciuto e guidato dagli uomini che la circondano, la "salva".
Il tema della seduzione è quello che probabilmente ha lanciato l'opera nel presente perché, dietro al desiderio di Dracula per il sangue delle proprie vittime, le sensibilità di altre epoche hanno letto altri desideri; proprio partendo da questo romanzo Francis Ford Coppola ha diretto un film in cui il vampiro era romantico e innamorato, dannato, sofferente, umano.
lunedì 25 maggio 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 25 maggio.
Il 25 maggio 1977 esce nelle sale cinematografiche americane il film "Star Wars", che presto diventerà uno dei più formidabili film di fantascienza mai prodotto nella storia del cinema.
La storia di Guerre Stellari inizia nel 1971, sei anni prima la sua comparsa sugli schermi di tutto il mondo. Il giovane regista George Lucas, appena laureatosi con il film L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138, USA, 1971), presenta due nuovi progetti alla major hollywoodiana Universal Pictures: American Graffiti e Guerre Stellari.
La casa di produzione sembra inizialmente propensa a produrre entrambi, dando il via libera al regista per cominciare il casting. Tra gli scritturati figura un giovane, allora semplicemente un falegname, che aveva deciso di prendere parte al provino quasi per scherzo, spinto da alcuni amici: si trattava di Harrison Ford, che sarebbe diventato un'icona della saga e uno degli attori di maggior successo di Hollywood. Poco dopo, però, la Universal ha un ripensamento, decidendo di produrre solamente American Graffiti, considerando Guerre Stellari troppo rischioso.
Lucas, dopo la delusione ricevuta, continua a sviluppare il suo progetto, lavorando sulla sceneggiatura di Star Wars insieme ad Alec Guinness, destinato a diventare uno degli interpreti della saga. Inizia così un lungo tour alla ricerca di una casa di produzione, che si rivela però inutile. Nel frattempo, interrompendo brevemente il progetto, realizza American Graffiti, che si rivela un grande successo: tra gli attori del film, oltre al giovane Harrison Ford, compare anche Ron Howard, poi conosciuto soprattutto per il suo ruolo di liceale in Happy Days e per la brillante carriera di regista.
Il progetto di Guerre Stellari è più che ambizioso: creare una nuova mitologia, che sappia raccogliere l'eredità epica dei film western da una parte, e quella avventurosa di quelli di cappa e spada dall'altra, fondendole in un contesto più moderno, un universo simile a quelli dei libri del maestro della fantascienza Isaac Asimov.
Grazie agli incassi consistenti di American Graffiti, la 20th Century Fox decide di finanziare il nuovo progetto di George Lucas, grazie al sostegno del figlio di Alan Ladd, uno dei maggiori azionisti, appassionato di fantascienza. Lucas dovrà, però, provvedere autonomamente a reperire il 40% dei soldi necessari, mentre la Fox finanzia il film parzialmente. Il regista, fermamente convinto della validità del suo progetto, arriva a ipotecare la propria casa. Sarà questo l'inizio della sua fortuna, grazie all'accordo che portò direttamente a lui parte dell'altissimo incasso e tutti i diritti sul merchandising.
Nel 1977 Star Wars vede la luce, ed in breve tempo ogni record di incasso viene polverizzato. Il film vince sei Oscar: "migliori effetti speciali", "miglior colonna sonora" (composta da John Williams e destinata a diventare un classico), "migliori costumi", "miglior sonoro", "migliori scenografie" e "miglior montaggio".
Il successo del film portò tutte le case editrici a scommettere sulla fantascienza scritta, dopo il successo di quella cinematografica. Tutti i più importanti editori italiani lanciarono sul mercato una propria collana di libri di fantascienza, dai classici ai nuovi scrittori, col risultato di saturare il mercato, portando a un immediato e disastroso tracollo, tanto delle nuove collane che di quelle preesistenti. Attorno a Guerre Stellari si crea una sorta di vero e proprio misticismo, al centro del quale vi è la ricerca di se stessi: la Forza.
La storia è ambientata in un'epoca imprecisata, la tecnologia è solo un contorno, lo sfondo per questa particolare forma di misticismo. La concezione del film di Lucas è, dunque, agli antipodi di quella di Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio, che pone in un ruolo di rilievo gli effetti speciali, tendendo ad esaltare la tecnologia ed a porre il progresso scientifico al centro dell'attenzione.
La saga di Guerre Stellari è anche un enorme tributo cinefilo al grande cinema di Hollywood, farcito da decine di citazioni e riferimenti, dovute alla passione che Lucas condivide con l'amico e collega Steven Spielberg. Tra le fonti d'ispirazione del film va sicuramente citato La fortezza nascosta (Kakushi toride no san-akunin) di Akira Kurosawa e Dune di Frank Herbert, mentre il concept iniziale del robot dorato D-3BO (nome originale: C-3PO) era semplicemente una versione maschile e un po' più sofisticata del robot femminile protagonista del celebre Metropolis (1927) di Fritz Lang, capolavoro dell'espressionismo cinematografico.
Il film crea un vero e proprio culto intorno a sé, dando vita a generazioni di fan totalmente devoti al film, spesso in maniera maniacale.
Secondo l'idea ed il progetto iniziale del regista, la sua saga avrebbe dovuto comporsi di tre trilogie distinte, per un totale di nove film. Non avendo, ovviamente, le possibilità e la certezza di poter portare avanti tutto il ciclo, Lucas decise di scommettere sulla parte centrale della sua storia, teoricamente il quarto, quinto e sesto film, ritenendoli i più accattivanti, e in grado di poter essere narrati indipendentemente dai tre film antecedenti, che verranno poi realizzati più di vent'anni dopo, quando il regista decise di riprendere in mano la propria opera.
La terza ed ultima trilogia ha visto la luce in questi anni, a partire dal settimo film (titolo originale "the force awakens"), uscito il 18 dicembre 2015 per la regia di J.J. Abrams.
Quella scelta per essere portata sullo schermo per prima, quindi, è la trilogia centrale, ed infatti, anche se nel 1977 il primo Guerre Stellari non indica il numero dell'episodio, nel 1979 torna nelle sale col sottotitolo definitivo con cui è noto ancora oggi, Episodio IV - Una Nuova Speranza.
Nel 1980 la saga continua, ormai senza problemi di produzione, con l'uscita del secondo film, Episodio V - L'Impero colpisce ancora, del quale però Lucas lascia la regia a Irwin Kershner, limitandosi a produrre il film ed a scrivere la sceneggiatura insieme alla nota scrittrice di fantascienza Leigh Brackett e a Lawrence Kasdan, futuro regista.
Il terzo (ed ultimo) episodio della "trilogia originale" esce ancora una volta tre anni dopo il precedente, una consuetudine adottata anche per la seconda trilogia, Episodio VI - Il ritorno dello Jedi, per la regia questa volta di Richard Marquand. Talmente forte era la paura di una fuga di notizie su questa terza e definitiva puntata della prima saga, che Lucas girò per mesi sotto un titolo fittizio spacciandolo per un horror, Blue Harvest Horror Beyond Imagination, e non circolò mai un copione completo del film fino alla sua uscita.
Nel 1989, Guerre Stellari viene incluso dal governo statunitense nella lista dei film posti sotto la tutela della Biblioteca del Congresso.
George Lucas sembra aver esaurito le sue energie su Star Wars, e si dedica a nuovi progetti, tra i quali spicca una nuova saga, quella dell'archeologo Indiana Jones, firmata poi alla regia dall'amico e collega Steven Spielberg. Il nome del protagonista è lo stesso del cane di Lucas, al quale precedentemente si era ispirato per il personaggio di Chewbecca.
La Industrial Light and Magic, nata per la produzione degli effetti speciali di Guerre Stellari, diventa nel frattempo il punto di riferimento delle produzioni di fantascienza, divenute sinonimo di grandi incassi per le major. Hollywood investe tutto sul genere, dando vita a grandi pellicole come Alien e Blade Runner di Ridley Scott, Dune di David Lynch, e tante altre grandi e piccole produzioni, tra le quali spicca il film di Steven Spielberg E.T. l'Extra-Terrestre, che supera addirittura i record d'incasso di Guerre Stellari.
Il fenomeno Star Wars non tende, però, ad arrestarsi, anzi si diffonde su altri media.
La LucasFilm, l'azienda di produzione fondata dal regista, concede le licenze di sfruttamento della saga per la realizzazione di fumetti e romanzi, producendo centinaia di prodotti, entrando poi subito nel neonato mercato dei videogiochi. Vengono addirittura girate numerose nuove scene appositamente per i CD-ROM in produzione. Nel 1993 esce una trilogia di romanzi intitolata The Thrawn Trilogy di Timothy Zahn, con licenza ufficiale della LucasFilm. Con l'uscita di questi nuovi prodotti, si comincia a mormorare di nuovi progetti di Lucas attorno a Star Wars, di una nuova trilogia.
Nel 1997 si celebrano i vent'anni dall'uscita del primo film prodotto, Guerre Stellari. Per l'occasione la trilogia originale viene ridistribuita nelle sale cinematografiche in una nuova versione.
Grazie ai forti progressi avvenuti nel campo degli effetti speciali, dovuti in gran parte alla nascita della grafica computerizzata, i tre film, dopo essere stati "rigenerati", rimediando all'inevitabile deterioramento della pellicola cinematografica, vengono migliorati e arricchiti in vari punti. Vengono inoltre aggiunte alcune brevi sequenze.
I tre film escono nelle sale a poche settimane di distanza l'uno dall'altro, a partire dal gennaio 1997. Star Wars - Special Edition, come viene presentato, incassa negli Stati Uniti nel primo weekend di programmazione complessivamente più di 36 milioni di dollari nei 2100 cinema nei quali viene proiettato, tornando ancora una volta in testa alla classifica degli incassi quasi vent'anni dopo il suo debutto.
Queste nuove versioni vengono considerate da George Lucas quelle definitive, ed il regista decide di proibire la distribuzione di quelle precedenti, pur contro il volere di molti fan. Entrambe le decisioni sono destinate però a venire smentite, almeno in parte.
Con l'edizione del 2004 la trilogia originale viene pubblicata su supporto digitale: in questa occasione viene effettuato un ulteriore restauro della qualità dell'immagine, oltre alla modifica di alcune scene, ottenendo quella che al momento è considerata dall'autore stesso come l'edizione definitiva della trilogia. Nel 2006 viene pubblicata una nuova edizione limitata su supporto digitale, contenente sia l'ultima versione del 2004 che quella originale del periodo 1977-1983.
In occasione del ventennale arriva anche la dichiarazione ufficiale del regista e creatore della saga: verrà prodotta la "prima trilogia" (episodi I, II e III), quella dunque ambientata da venti a quarant'anni prima degli eventi narrati nella "trilogia originale".
Nel 1999 arriva nelle sale, dopo una trepidante attesa da parte di milioni di fan in tutto il mondo, Star Wars Episodio I: La Minaccia Fantasma, il primo episodio della nuova saga, ambientato circa 30 anni prima dell'Episodio IV. Nel 2002 è la volta di Episodio II - L'attacco dei cloni e nel 2005 la saga viene completata da Episodio III - La vendetta dei Sith, che raccorda le due trilogie.
Dopo l'annuncio della produzione della "nuova trilogia", composta dai primi tre episodi della saga, George Lucas dichiarò di non avere intenzione, poi, di realizzare anche la terza ed ultima, quella composta dagli episodi VII, VIII e IX, sequel, dunque, di quella originale, anche questi pensati insieme al resto della saga.
Nonostante questa dichiarazione, però, la terza trilogia è stata alla fine prodotta, e in più sono stati realizzati due film "intermedi", Rogue one (che narra le vicende legate alla costruzione della terribile Morte Nera) e Solo, incentrato sulla vita del contrabbandiere.
All'uscita in Italia del primo film del 1977, alcuni dei nomi dei personaggi furono leggermente adattati per la pronuncia italiana, e tali furono mantenuti per tutti e tre i film della "trilogia originale" (episodi IV, V e VI). Con la nuova trilogia (episodi I, II e III) invece i nomi sono stati riportati a quelli originali inglesi. Ad esempio i due droidi R2-D2 e C-3PO, presenti in entrambe le trilogie, vengono chiamati nella prima trilogia rispettivamente con C1-P8 e D-3BO. Unica eccezione è Darth Vader nell' Episodio III: un sondaggio tra i fan italiani ha infatti decretato che il nome rimanesse quello italianizzato di Darth Fener, ormai troppo celebre per essere cambiato.
In occasione della nuova trilogia, la produzione ha scelto di mantenere in tutto il mondo i nomi originali; probabilmente per poter controllare meglio il mercato della distribuzione dei gadget allegati alla saga.
Il 25 maggio 1977 esce nelle sale cinematografiche americane il film "Star Wars", che presto diventerà uno dei più formidabili film di fantascienza mai prodotto nella storia del cinema.
La storia di Guerre Stellari inizia nel 1971, sei anni prima la sua comparsa sugli schermi di tutto il mondo. Il giovane regista George Lucas, appena laureatosi con il film L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138, USA, 1971), presenta due nuovi progetti alla major hollywoodiana Universal Pictures: American Graffiti e Guerre Stellari.
La casa di produzione sembra inizialmente propensa a produrre entrambi, dando il via libera al regista per cominciare il casting. Tra gli scritturati figura un giovane, allora semplicemente un falegname, che aveva deciso di prendere parte al provino quasi per scherzo, spinto da alcuni amici: si trattava di Harrison Ford, che sarebbe diventato un'icona della saga e uno degli attori di maggior successo di Hollywood. Poco dopo, però, la Universal ha un ripensamento, decidendo di produrre solamente American Graffiti, considerando Guerre Stellari troppo rischioso.
Lucas, dopo la delusione ricevuta, continua a sviluppare il suo progetto, lavorando sulla sceneggiatura di Star Wars insieme ad Alec Guinness, destinato a diventare uno degli interpreti della saga. Inizia così un lungo tour alla ricerca di una casa di produzione, che si rivela però inutile. Nel frattempo, interrompendo brevemente il progetto, realizza American Graffiti, che si rivela un grande successo: tra gli attori del film, oltre al giovane Harrison Ford, compare anche Ron Howard, poi conosciuto soprattutto per il suo ruolo di liceale in Happy Days e per la brillante carriera di regista.
Il progetto di Guerre Stellari è più che ambizioso: creare una nuova mitologia, che sappia raccogliere l'eredità epica dei film western da una parte, e quella avventurosa di quelli di cappa e spada dall'altra, fondendole in un contesto più moderno, un universo simile a quelli dei libri del maestro della fantascienza Isaac Asimov.
Grazie agli incassi consistenti di American Graffiti, la 20th Century Fox decide di finanziare il nuovo progetto di George Lucas, grazie al sostegno del figlio di Alan Ladd, uno dei maggiori azionisti, appassionato di fantascienza. Lucas dovrà, però, provvedere autonomamente a reperire il 40% dei soldi necessari, mentre la Fox finanzia il film parzialmente. Il regista, fermamente convinto della validità del suo progetto, arriva a ipotecare la propria casa. Sarà questo l'inizio della sua fortuna, grazie all'accordo che portò direttamente a lui parte dell'altissimo incasso e tutti i diritti sul merchandising.
Nel 1977 Star Wars vede la luce, ed in breve tempo ogni record di incasso viene polverizzato. Il film vince sei Oscar: "migliori effetti speciali", "miglior colonna sonora" (composta da John Williams e destinata a diventare un classico), "migliori costumi", "miglior sonoro", "migliori scenografie" e "miglior montaggio".
Il successo del film portò tutte le case editrici a scommettere sulla fantascienza scritta, dopo il successo di quella cinematografica. Tutti i più importanti editori italiani lanciarono sul mercato una propria collana di libri di fantascienza, dai classici ai nuovi scrittori, col risultato di saturare il mercato, portando a un immediato e disastroso tracollo, tanto delle nuove collane che di quelle preesistenti. Attorno a Guerre Stellari si crea una sorta di vero e proprio misticismo, al centro del quale vi è la ricerca di se stessi: la Forza.
La storia è ambientata in un'epoca imprecisata, la tecnologia è solo un contorno, lo sfondo per questa particolare forma di misticismo. La concezione del film di Lucas è, dunque, agli antipodi di quella di Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio, che pone in un ruolo di rilievo gli effetti speciali, tendendo ad esaltare la tecnologia ed a porre il progresso scientifico al centro dell'attenzione.
La saga di Guerre Stellari è anche un enorme tributo cinefilo al grande cinema di Hollywood, farcito da decine di citazioni e riferimenti, dovute alla passione che Lucas condivide con l'amico e collega Steven Spielberg. Tra le fonti d'ispirazione del film va sicuramente citato La fortezza nascosta (Kakushi toride no san-akunin) di Akira Kurosawa e Dune di Frank Herbert, mentre il concept iniziale del robot dorato D-3BO (nome originale: C-3PO) era semplicemente una versione maschile e un po' più sofisticata del robot femminile protagonista del celebre Metropolis (1927) di Fritz Lang, capolavoro dell'espressionismo cinematografico.
Il film crea un vero e proprio culto intorno a sé, dando vita a generazioni di fan totalmente devoti al film, spesso in maniera maniacale.
Secondo l'idea ed il progetto iniziale del regista, la sua saga avrebbe dovuto comporsi di tre trilogie distinte, per un totale di nove film. Non avendo, ovviamente, le possibilità e la certezza di poter portare avanti tutto il ciclo, Lucas decise di scommettere sulla parte centrale della sua storia, teoricamente il quarto, quinto e sesto film, ritenendoli i più accattivanti, e in grado di poter essere narrati indipendentemente dai tre film antecedenti, che verranno poi realizzati più di vent'anni dopo, quando il regista decise di riprendere in mano la propria opera.
La terza ed ultima trilogia ha visto la luce in questi anni, a partire dal settimo film (titolo originale "the force awakens"), uscito il 18 dicembre 2015 per la regia di J.J. Abrams.
Quella scelta per essere portata sullo schermo per prima, quindi, è la trilogia centrale, ed infatti, anche se nel 1977 il primo Guerre Stellari non indica il numero dell'episodio, nel 1979 torna nelle sale col sottotitolo definitivo con cui è noto ancora oggi, Episodio IV - Una Nuova Speranza.
Nel 1980 la saga continua, ormai senza problemi di produzione, con l'uscita del secondo film, Episodio V - L'Impero colpisce ancora, del quale però Lucas lascia la regia a Irwin Kershner, limitandosi a produrre il film ed a scrivere la sceneggiatura insieme alla nota scrittrice di fantascienza Leigh Brackett e a Lawrence Kasdan, futuro regista.
Il terzo (ed ultimo) episodio della "trilogia originale" esce ancora una volta tre anni dopo il precedente, una consuetudine adottata anche per la seconda trilogia, Episodio VI - Il ritorno dello Jedi, per la regia questa volta di Richard Marquand. Talmente forte era la paura di una fuga di notizie su questa terza e definitiva puntata della prima saga, che Lucas girò per mesi sotto un titolo fittizio spacciandolo per un horror, Blue Harvest Horror Beyond Imagination, e non circolò mai un copione completo del film fino alla sua uscita.
Nel 1989, Guerre Stellari viene incluso dal governo statunitense nella lista dei film posti sotto la tutela della Biblioteca del Congresso.
George Lucas sembra aver esaurito le sue energie su Star Wars, e si dedica a nuovi progetti, tra i quali spicca una nuova saga, quella dell'archeologo Indiana Jones, firmata poi alla regia dall'amico e collega Steven Spielberg. Il nome del protagonista è lo stesso del cane di Lucas, al quale precedentemente si era ispirato per il personaggio di Chewbecca.
La Industrial Light and Magic, nata per la produzione degli effetti speciali di Guerre Stellari, diventa nel frattempo il punto di riferimento delle produzioni di fantascienza, divenute sinonimo di grandi incassi per le major. Hollywood investe tutto sul genere, dando vita a grandi pellicole come Alien e Blade Runner di Ridley Scott, Dune di David Lynch, e tante altre grandi e piccole produzioni, tra le quali spicca il film di Steven Spielberg E.T. l'Extra-Terrestre, che supera addirittura i record d'incasso di Guerre Stellari.
Il fenomeno Star Wars non tende, però, ad arrestarsi, anzi si diffonde su altri media.
La LucasFilm, l'azienda di produzione fondata dal regista, concede le licenze di sfruttamento della saga per la realizzazione di fumetti e romanzi, producendo centinaia di prodotti, entrando poi subito nel neonato mercato dei videogiochi. Vengono addirittura girate numerose nuove scene appositamente per i CD-ROM in produzione. Nel 1993 esce una trilogia di romanzi intitolata The Thrawn Trilogy di Timothy Zahn, con licenza ufficiale della LucasFilm. Con l'uscita di questi nuovi prodotti, si comincia a mormorare di nuovi progetti di Lucas attorno a Star Wars, di una nuova trilogia.
Nel 1997 si celebrano i vent'anni dall'uscita del primo film prodotto, Guerre Stellari. Per l'occasione la trilogia originale viene ridistribuita nelle sale cinematografiche in una nuova versione.
Grazie ai forti progressi avvenuti nel campo degli effetti speciali, dovuti in gran parte alla nascita della grafica computerizzata, i tre film, dopo essere stati "rigenerati", rimediando all'inevitabile deterioramento della pellicola cinematografica, vengono migliorati e arricchiti in vari punti. Vengono inoltre aggiunte alcune brevi sequenze.
I tre film escono nelle sale a poche settimane di distanza l'uno dall'altro, a partire dal gennaio 1997. Star Wars - Special Edition, come viene presentato, incassa negli Stati Uniti nel primo weekend di programmazione complessivamente più di 36 milioni di dollari nei 2100 cinema nei quali viene proiettato, tornando ancora una volta in testa alla classifica degli incassi quasi vent'anni dopo il suo debutto.
Queste nuove versioni vengono considerate da George Lucas quelle definitive, ed il regista decide di proibire la distribuzione di quelle precedenti, pur contro il volere di molti fan. Entrambe le decisioni sono destinate però a venire smentite, almeno in parte.
Con l'edizione del 2004 la trilogia originale viene pubblicata su supporto digitale: in questa occasione viene effettuato un ulteriore restauro della qualità dell'immagine, oltre alla modifica di alcune scene, ottenendo quella che al momento è considerata dall'autore stesso come l'edizione definitiva della trilogia. Nel 2006 viene pubblicata una nuova edizione limitata su supporto digitale, contenente sia l'ultima versione del 2004 che quella originale del periodo 1977-1983.
In occasione del ventennale arriva anche la dichiarazione ufficiale del regista e creatore della saga: verrà prodotta la "prima trilogia" (episodi I, II e III), quella dunque ambientata da venti a quarant'anni prima degli eventi narrati nella "trilogia originale".
Nel 1999 arriva nelle sale, dopo una trepidante attesa da parte di milioni di fan in tutto il mondo, Star Wars Episodio I: La Minaccia Fantasma, il primo episodio della nuova saga, ambientato circa 30 anni prima dell'Episodio IV. Nel 2002 è la volta di Episodio II - L'attacco dei cloni e nel 2005 la saga viene completata da Episodio III - La vendetta dei Sith, che raccorda le due trilogie.
Dopo l'annuncio della produzione della "nuova trilogia", composta dai primi tre episodi della saga, George Lucas dichiarò di non avere intenzione, poi, di realizzare anche la terza ed ultima, quella composta dagli episodi VII, VIII e IX, sequel, dunque, di quella originale, anche questi pensati insieme al resto della saga.
Nonostante questa dichiarazione, però, la terza trilogia è stata alla fine prodotta, e in più sono stati realizzati due film "intermedi", Rogue one (che narra le vicende legate alla costruzione della terribile Morte Nera) e Solo, incentrato sulla vita del contrabbandiere.
All'uscita in Italia del primo film del 1977, alcuni dei nomi dei personaggi furono leggermente adattati per la pronuncia italiana, e tali furono mantenuti per tutti e tre i film della "trilogia originale" (episodi IV, V e VI). Con la nuova trilogia (episodi I, II e III) invece i nomi sono stati riportati a quelli originali inglesi. Ad esempio i due droidi R2-D2 e C-3PO, presenti in entrambe le trilogie, vengono chiamati nella prima trilogia rispettivamente con C1-P8 e D-3BO. Unica eccezione è Darth Vader nell' Episodio III: un sondaggio tra i fan italiani ha infatti decretato che il nome rimanesse quello italianizzato di Darth Fener, ormai troppo celebre per essere cambiato.
In occasione della nuova trilogia, la produzione ha scelto di mantenere in tutto il mondo i nomi originali; probabilmente per poter controllare meglio il mercato della distribuzione dei gadget allegati alla saga.
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