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giovedì 1 giugno 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo giugno.
Il primo giugno 1831 James Clark Ross individua il polo nord magnetico, posto a nord del Canada.
Fin dal XVII secolo è noto che la Terra possiede un campo magnetico, che può essere ben descritto immaginando che al centro della Terra si trovi una barra magnetica, dotata di due poli e inclinata, rispetto all’asse terrestre di circa 11,5°. Il polo Nord e il polo Sud magnetici non coincidono con i poli geografici.
Poiché utilizziamo l'aghetto magnetico per determinare il polo nord magnetico, affermiamo che il polo nord geografico corrisponde alla direzione verso cui punta il nord della bussola.
Il polo nord magnetico è associato al polo sud della calamita che genera il campo magnetico terrestre e si trova a Nord del Canada, a una latitudine di circa 75° N, mentre il polo sud magnetico è localizzato a una latitudine di circa 68° S. Dal polo sud escono le linee di forza del campo che si chiudono nel polo nord. L’intensità del campo magnetico terrestre e l’andamento delle linee di forza possono essere evidenziati in qualsiasi punto della superficie terrestre. Il campo magnetico terrestre si estende anche al di sopra della superficie terrestre, con un’intensità che diminuisce con la distanza dal pianeta. La regione di spazio che circonda la Terra in cui si risente l’azione del campo magnetico è detta magnetosfera e costituisce una specie di scudo protettivo contro le radiazioni cosmiche.
Studiando i valori della direzione e dell’intensità del campo magnetico raccolti nei secoli passati, si è scoperto che il campo magnetico terrestre non è costante e stabile nel tempo. Esistono variazioni della direzione e dell’intensità a breve periodo, che dipendono probabilmente da fenomeni astronomici, e variazioni a lungo periodo che hanno origine internamente alla terra. Tra queste ultime le più importanti sono le inversioni di polarità, scoperte studiando il magnetismo fossile delle rocce e dei minerali: con periodicità irregolare il campo geomagnetico inverte la sua polarità, cioè il polo nord e il polo sud si scambiano di posizione. La causa dell’inversione del campo magnetico è incerta: secondo alcuni geofisici essa sarebbe in relazione con correnti di convezione a largo raggio (come quelle dell’atmosfera o delle masse oceaniche), che si svilupperebbero in periodi diversi nel nucleo esterno. Alcuni scienziati ritengono che nel corso di un’inversione il magnetismo sia quasi nullo e che in questi momenti la terra perda gran parte dello scudo magnetico. Per esempio, mentre attualmente ogni metro quadrato di suolo del nostro pianeta è bombardato ogni secondo da 10 mila particelle cosmiche, in periodo di inversione questa cifra aumenterebbe di oltre il 10%.
L’origine del campo magnetico terrestre è ancora incerta. La prima ipotesi è che, al centro della terra, il nucleo ferroso si comporti come un dipolo permanente. Questa ipotesi è caduta quando è stato dimostrato sperimentalmente che la magnetizzazione di qualsiasi sostanza scompare al di sopra di una determinata temperatura, chiamata punto di Curie, diversa da materiale a materiale, ma sempre molto più bassa di quella che si ritiene sia la temperatura della parte più interna della Terra. La seconda interpretazione, oggi considerata con favore dai più, è la teoria della dinamo ad autoeccitazione: l’esistenza nel nucleo terrestre di correnti elettriche nel fluido del nucleo avrebbe generato il campo magnetico, in accordo con la fisica che insegna che un campo magnetico può essere generato da cariche elettriche in movimento (come ad esempio nella gabbia di Faraday).
Una nuova ricerca afferma che il Polo Nord magnetico della Terra sta traslando verso la Russia, dove potrebbe arrivare tra circa mezzo secolo, percorrendo 64 chilometri all’anno. Ad affermarlo è uno scienziato canadese, Larry Newitt, del Geological Survey of Canada. “Sono cent’anni che si sposta a nord-nordovest – ha detto Newitt – ma non continuerà così per molto. Negli ultimi 25 anni si è mosso molto più velocemente, ma potrebbe anche rallentare”. La causa sarebbe da imputare ai cambiamenti magnetici del nucleo del pianeta, il quale risulta troppo profondo per rilevare direttamente il suo campo magnetico. Ma i ricercatori deducono i movimenti del campo monitorando le variazioni del campo magnetico terrestre. Ora, i dati appena analizzati suggeriscono che si sta verificando una rapida evoluzione del magnetismo sulla superficie del nucleo. Il Nord magnetico, ossia il luogo verso cui puntano gli aghi delle bussole, differisce, anche se di poco, dal Polo nord geografico. In questo momento, il nord magnetico si trova nei pressi della Terra di Ellesmere, nel territorio canadese di Nunavut, che rappresenta la più settentrionale delle isole artiche canadesi. I navigatori hanno utilizzato il nord magnetico per secoli al fine di orientarsi quando erano lontani da punti di riferimento riconoscibili. Sebbene i sistemi di posizionamento globale hanno largamente sostituito tali tecniche tradizionali, molte persone trovano ancora utili le bussole per muoversi sott’acqua e nelle aree sotterranee, dove i satelliti GPS non riescono a comunicare.
Gli scienziati seguono ormai da anni gli spostamenti del polo magnetico, una gigantesca massa di ferro fuso situata a più di 3000 chilometri al di sotto del Mar Glaciale Artico. Un polo magnetico in rapida trasformazione significa che le mappe dei campi magnetici devono essere aggiornate più spesso per consentire di effettuare la regolazione tra il  nord magnetico e il nord geografico. Ma nonostante la ricerca, non è ancora chiaro dove traslerà e a che velocità si stia spostando: fare previsioni è estremamente difficile e nessuno è a conoscenza di eventuali variazioni in altre direzioni. Gli scienziati controllano la posizione del Polo Nord magnetico circa ogni dieci anni in tarda primavera, quando la temperatura è più sopportabile per l’uomo. “Bisogna che il ghiaccio non sia completamente sciolto per poter atterrare con un aereo – spiega Newitt – ma se la temperatura è troppo bassa ci è fisicamente impossibile lavorare”. l Polo Nord magnetico si è spostato poco dal luogo scoperto nel 1831. Quindi nel 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno. Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e nel 2007 gli scienziati hanno confermato che il Polo è ora al galoppo verso la Siberia a 34,37 miglia (55,60 chilometri) all’ anno. Pare che il Nord magnetico attragga anche i turisti. “Qualche anno fa una bizzarra coppia voleva che ce li portassimo in viaggio di nozze – dice Newitt – e quando gli chiedemmo perché ci volessero andare, risposero che volevano concepire un figlio là”. La superstizione vuole che il magnetismo favorisca la fertilità, anche se Newitt smentisce: “il Polo Nord magnetico non può avere alcun effetto sugli esseri umani”. Credenze a parte, il fenomeno è sotto osservazione da parte degli scienziati da svariati anni e si attendono ulteriori stime nei prossimi tempi.

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