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domenica 12 marzo 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 12 marzo.
Il 12 marzo 515 a.C. viene completata la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme.
Uno dei posti al mondo più carichi di storia è senza dubbio un fazzoletto di terra che si trova a Gerusalemme, oggi denominato “spianata del Tempio” o “delle Moschee” perché sorgono due dei più importanti centri di culto dell'Islam: la moschea di Al-Aqsa e quella della Roccia con la sua caratteristica cupola dorata. Secondo la tradizione coranica da lì Maometto ascese al cielo per il suo viaggio mistico.
Proprio qui sorgeva il Tempio di Gerusalemme di cui parla la Bibbia, il luogo più sacro per gli Ebrei, dove Dio aveva costituito la sua “stabile dimora”.
Il punto dove edificare il Tempio venne scelto da re David.
Perché proprio lì? Perché secondo la tradizione ebraica quella era la vetta del monte Moriah, dove Abramo era salito per sacrificare Isacco. Il primo tempio non fu portato a realizzazione da re Davide, ma dal figlio Salomone. Siamo circa mille anni prima di Cristo. Però chi pensa che queste vicende appartengano alla sfera mitologica dovrebbe cominciare a rivedere le sue posizioni, perché di recente gli archeologi a Gerusalemme hanno riportato alla luce interessantissimi reperti risalenti appunto all'epoca davidica.
Nel primo Tempio venne collocata l'Arca dell'Alleanza, una sorta di tempietto mobile che gli Ebrei avevano trasportato nella loro peregrinazione attraverso il deserto verso la terra promessa. Venne completamente distrutto questo primo Tempio di Gerusalemme, nell'anno 586 a.C., per mano di Nabucodonor e moltissimi ebrei vennero deportati a Babilonia. Anche l'Arca dell'Alleanza andò perduta.
La ricostruzione del Tempio, nello stesso punto di quello precedente, fu il principale obiettivo degli ebrei rientrati in patria dopo l'editto di Ciro (538 a.C) che pose fine all'esilio. Seguono altri cinque tormentati secoli di attività in mezzo a sconvolgimenti politici, invasioni, guerre e saccheggi. Una ventina di anni prima della nascita di Gesù il re Erode, grande costruttore di palazzi e fortezze, pose mano al restauro e all'ampliamento di tutto il complesso, forse anche per cercare di accattivarsi la simpatia del popolo ebreo al quale lui – di origini idumee – era inviso. In pratica lo ricostruì completamente insieme ad imponenti lavori di sistemazione dell'area esterna con la realizzazione di muraglioni di contenimento della “spianata”. E' questo Tempio ristrutturato, al culmine del suo splendore architettonico, che vede il passaggio di Gesù. In alcuni passi dei Vangeli i discepoli mostrano di apprezzare questo capolavoro. Gesù li stronca: “verranno giorni in cui qui non rimarrà pietra su pietra”.
Il cantiere avviato da Erode il Grande terminò nel 64 d.C. Nell'agosto del 70 d.C le legioni romane di Tito, per stroncare la ribellione giudaica contro Roma, incendiarono il Tempio e poi lo rasero al suolo. Lo storico ebraico-romano Giuseppe Flavio narrò in dettaglio questo assedio. Restò in piedi solo un pezzo del muraglione di contenimento della spianata, quello che oggi è denominato “muro del pianto”, meta di pellegrinaggio e di preghiera per gli ebrei.
Gerusalemme diventò città romana, poi bizantina, persiana, musulmana. Dopo la conquista dei Crociati la moschea di Al Aqsa divenne il quartier generale dei cavalieri “Templari”. Una breve parentesi e poi la città ritornò in mano ai musulmani.
In età moderna l'area dove sorgeva il Tempio resta più che mai luogo ad altissima tensione. Nel 1967 nella Guerra dei sei Giorni l'esercito israeliano è entrato nella Gerusalemme vecchia e ha dichiarato il territorio come facente parte dello Stato di Israele, ma la “spianata” ha continuato ad essere amministrata dall'autorità religiosa islamica e per i non musulmani è molto difficile accedere. Il resto è cronaca recente, spesso tragica.
Davvero questo fazzoletto di terra a Gerusalemme è un crocevia e un condensato impressionante della storia dell'umanità.
L’accesso al Monte del Tempio oggi è gratuito. Aperto a tutti. E sono tanti i turisti che vi arrivano da ogni parte del mondo. In generale, gli ebrei però non mettono piede sul Monte del Tempio di Gerusalemme, concentrando le loro preghiere davanti al Muro del Pianto.
Per accedere all’area che circonda il Monte del Tempio di Gerusalemme – gestita dai musulmani – bisogna varcare un cancello vicino al Muro del Pianto. Le regole per la visita al sito sono molto restrittive. Conviene informarsi per bene, per non incorrere in problemi. Tra queste regole vi è sez’altro il vestire con misura e il non praticare alcuna attività religiosa.
La posizione dell’antico Tempio di Gerusalemme non è stata identificata con certezza. Molti studiosi ritengono, tuttavia, che il Tempio si trovasse dove ora sorge la Cupola della Roccia.

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