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mercoledì 1 marzo 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo marzo.
Il primo marzo 1692 ha inizio il processo alle streghe di Salem, in Massachusetts, a carico di 4 donne.
Evocare il solo nome di Salem riporta alla mente processi per stregoneria, impiccagioni e ingiusti processi. Ma scremando ciò che è ormai entrato nel folklore e diventato uno degli episodi di isteria collettiva più curiosi e crudeli della storia, cosa rimane dal punto di vista storico?
Salem era (ed è) una cittadina del Massachusetts fondata nel 1626 da un gruppo di pescatori sulla foce del fiume Naumkeag, dove poco prima si trovava un villaggio di Nativi Americani. Al tempo, la popolazione di Salem contava circa 900 abitanti, il cui numero crebbe molto lentamente fino alla metà del secolo successivo, raggiungendo una popolazione di quasi 4.500 persone.
Sebbene fosse un villaggio così piccolo, Salem è stato teatro, tra il 1692 e il 1693, di uno degli episodi di isteria collettiva più noti della storia: una caccia alle streghe che, nel corso di un anno, causò l'esecuzione di 19 persone per presunta stregoneria. Circa 150 persone furono accusate di intrattenere rapporti col demonio: alcune di esse vennero impiccate, altre vennero sottoposte alla "pressa", altre ancora finirono in cella per mesi, senza nemmeno un abbozzo di processo.
Va puntualizzato che l'ondata di processi per stregoneria non si manifestò solo nel villaggio di Salem. Gli accusati provenivano da diversi villaggi attorno: Andover, Gloucester, Ipswitch, Topsfield, Lynn e altre località limitrofe.
Ma come ebbe origine questa caccia ai presunti adoratori del Maligno? Tutto iniziò con il trasferimento a Salem di Samuel Parris nel ruolo di pastore del villaggio. Con lui si spostarono dalle Barbados, dove vivevano in precedenza, la moglie Elizabeth, la figlia di sei anni Berry, la nipote Abigail Williams, e la schiava Tituba.
Circa tre anni dopo l'arrivo a Salem, Betty e la cugina Abigail iniziarono ad avere convulsioni, descritte dal pastore John Hale come di origine soprannaturale. Le ragazzine urlavano, gettavano oggetti contro i muri della loro stanza, emettevano strani versi, e si contorcevano in posizioni che, a detta di alcuni, erano un tipico segno della presenza del demonio.
Probabilmente, come ipotizzato da Linda Caporael nel 1976 sulla rivista Science, si trattò di un episodio di ergotismo compulsivo, una patologia causata da un fungo dei cereali del genere claviceps (noto come segale cornuta) e che contiene un mix di alcaloidi che comprende, tra le altre cose, acido lisergico. Ma Salem non era di certo una comunità di biologi, e la tecnologia del tempo non era neanche lontanamente paragonabile a quella che, circa 250 anni dopo, portò all'identificazione delle sostanze chimiche presenti all'interno del fungo.
Ben presto, altre ragazzine di Salem iniziarono a manifestare lo stesso comportamento. Ed ecco che cominciano ad essere formulate, sotto indicazione della stessa Abigail Williams e delle altre presunte afflitte dal demonio, le accuse di stregoneria, che si tramutano nei primi tre arresti della vicenda: Sarah Good, Sarah Osborne e la schiava Tituba.
La prima accusata fu naturalmente Tituba che, essendo di etnia diversa dai puritani, e nota per raccontare alle bambine storie di voodoo e magia tipiche del suo folklore nativo, venne accusata di condurre atti di stregoneria attraverso l'utilizzo della magia nera.
La seconda accusata, Sarah Good, era una mendicante nota per elemosinare cibo dagli abitanti di Salem. Sarah Osborn, invece, era una litigiosa e anziana signora la cui unica colpa fu quella di non essersi presentata in chiesa per oltre un anno.
Le ragazzine, al momento delle indagini condotte dai magistrati della contea Jonathan Corwin e John Hathorne, descrissero l'attacco degli spettri delle tre donne, e iniziarono il loro show di convulsioni in presenza delle sospettate.
A quel punto, si fece avanti il resto del villaggio: racconti di latte e burro misteriosamente andati a male, animali nati con deformità, e ogni sorta di stranezza della natura imputabile, per la mentalità dei puritani del tempo, all'intervento di una strega.
Tituba fu la prima ad ammettere la sua "colpa": dichiarò di essere una strega, e che Satana le appariva sotto forma di cane, di maiale, o di uomo alto e scuro. Dichiarò anche di aver volato assieme a Sarah Good e alla Osborn, e che altre streghe si nascondevano nel villaggio. Era ufficialmente iniziata la caccia di Salem.
Salem era praticamente nel caos. Ogni scusa era buona per accusare qualcuno di stregoneria, tanto che il governatore Phips, di ritorno dall'Inghilterra, decise di istituire una commissione d'inchiesta composta da cinque giudici. Ma la situazione era destinata a peggiorare ulteriormente.
La commissione aveva un metodo d'indagine di fronte al quale un qualunque legale moderno rabbrividirebbe: si prendevano in considerazione pettegolezzi, congetture, voci, senza prendersi il minimo disturbo di verificare la realtà dei fatti.
Si controllavano inoltre i corpi degli imputati alla ricerca del famigerato "marchio della strega": un neo, una cicatrice, o un qualunque altro difetto fisico potevano essere considerati come il segno di un patto col Maligno.
Una delle prove utilizzate per determinare la colpevolezza di un imputato era anche "la prova del tocco": ad una presunta strega veniva chiesto di toccare una ragazzina in preda alle convulsioni, perchè solo una strega avrebbe potuto mettere fine ad una manifestazione demoniaca di tal genere.
Le accuse non risparmiarono nessuno: tra gli imputati c'erano uomini e donne, giovani e anziani, e anche bambini: fu accusata, ad esempio, Dorcas Good, figlia di 4 anni di Sarah Good, colpevole di aver inviato il proprio spettro a mordere tre delle bambine che si dichiaravano perseguitate dalle streghe.
Pure l'ex pastore del villaggio di Salem, George Burroughs, fu posto sotto processo, e condannato con l'accusa di essere il capo delle streghe.
Anche chi criticò la persecuzione finì sotto inchiesta: John Proctor, proprietario di una taverna, fu uno dei pochi a pronunciarsi apertamente contro la caccia alle streghe, e finì sotto processo per omicidio per via delle dichiarazioni di Abigail Williams, Ann Putnam e Elizabeth Booth. Quest'ultima testimoniò di essere stata visitata da un fantasma, che le riferì che Proctor era un omicida seriale.
Proctor tentò di difendersi, accusando di menzogna le ragazze e richiedendo lo spostamento del suo processo a Boston, ma senza successo: fu impiccato alla fine del processo, e sua moglie, accusata di stregoneria, fu risparmiata soltanto per la gravidanza in corso.
Una piccola curiosità: John Proctor è anche il protagonista del film "La seduzione del male" (interpretato da Daniel Day-Lewis), una versione romanzata della vicenda di Salem.
Le esecuzioni avvennero tutte per impiccagione, ad eccezione di quella di Giles Corey, ottantenne, che trascorse cinque mesi in catene nella cella di Salem in compagnia della moglie. Corey, nella speranza che evitare il processo potesse far ereditare la propria fattoria ai due figli (fattoria che, in caso di processo, sarebbe diventata proprietà dello stato), decise di non presentarsi di fronte alla commissione.
La pena per il rifiuto era la "peine forte et dure", altrimenti detta "la pressa": sul condannato venivano poste pietre sempre più pesanti, una sopra l'altra, fino alla morte per soffocamento. Corey impiegò due giorni per morire; e, secondo la leggenda, le sue ultime parole furono "più peso".
Questo caso, e il fatto che altre persone considerate rispettabili stavano finendo sotto la forca, fece sorgere dubbi specialmente nelle persone istruite di Salem, che tentarono finalmente di porre termine alla caccia alle streghe.
Nei processi di stregoneria venne considerata nulla la "prova dello spettro", che nei mesi precedenti era stato il principale elemento di condanna. Venne poi abolita anche la "prova del tocco", elemento che contribuì a mettere fine a 28 degli ultimi 33 processi per stregoneria rimasti.
Al termine della caccia alle streghe, 19 persone erano state giustiziate, almeno quattro accusati erano morti in prigione, e una persona subì la pressa fino a perdere la vita. Circa 150 persone erano state arrestate e imprigionate per essere sospettate di aver praticato magia nera, e anche due cani vennero accusati di essere complici delle streghe.


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