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sabato 17 dicembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 17 dicembre.
Il 17 dicembre 1913 nacque a Poggiana Primo Visentin, partigiano.
Primo Visentin, più conosciuto col nome di battaglia di Masaccio, nacque a Poggiana il 17 dicembre 1913 in una famiglia poverissima; il padre morì in guerra nel 1916; ottenne un posto in collegio per orfani di guerra a Vittorio Veneto. Seppe approfittare della possibilità di studiare offertagli: nel 1932 conseguì il diploma magistrale e andò a insegnare alle elementari.
Nel frattempo (1935), inizia gli studi universitari iscrivendosi alla Facoltà di Lettere, a Padova; convinto della garanzia per un ordinato e giusto sviluppo della società italiana, nel 1936 viene nominato segretario del fascio di Loria, carica che lascia nel 1939 per poter concludere gli studi universitari: si laurea il 17 giugno 1940 con lode, discutendo la tesi "La fortuna critica di Giorgione"; c'è da rilevare infatti la sua crescente passione per la pittura, specie per Masaccio e per Giorgione; lui stesso vi si cimenta.
Continua in questo periodo la sua formazione anche umano-spirituale; insegna per un breve periodo al Liceo Messedaglia di Verona e, sembra, anche al Foscarini di Venezia, dove viene in contatto per la prima volta con l'antifascismo organizzato (Dal Bo, Sartor), cui, per un sentimento di fedeltà alla nazione, non aderisce.
Ma al 9 settembre 1943 scappa dalla caserma, a Treviso (dal 25 luglio si trova sotto le armi), e, preso atto della nuova realtà, si butta a capofitto nella organizzazione della resistenza; nel maggio 1944 prende l'iniziativa di raggruppare le varie squadre partigiane in una unica formazione, il Battaglione Mazzini. I suoi scritti denotano buone capacità organizzativa, una moralità che rivela una integrità di principi (per es. i processi per partigiani accusati di furto), e una determinazione che va al di là del rischio della propria vita.
Le vicende del rastrellamento del Monte Grappa portano allo scioglimento del Battaglione Mazzini e alla costituzione della nuova Brigata "Martiri del Grappa" (ottobre 1944). Scrive manifesti, pubblica la "Gazzetta del Patriota" prima e la "Gazzetta Pedemontana" poi, incitando i giovani di leva alla diserzione e denunciando torture e soprusi commessi dai tedeschi e dai fascisti.
Numerose le testimonianze dei poggianesi che mai tradirono "Masaccio" (nome di battaglia che si era scelto in ricordo del pittore da lui tanto ammirato) nei suoi continui spostamenti: tutti sapevano dov'era le sua casetta, giù per il borgo, lungo il Muson, e anche dell'altra casa, della nonna "Bassiana", dove spesso si trovava, nell'attuale via Masaccio, dietro alla casa dove erano ospitate le suore sfollate da Treviso.
Le frenetiche attività degli ultimi mesi di guerra misero ancor più in evidenza la sua capacità direttiva e capacità di giudizio. Fu colpito a morte il 29 aprile 1945, mentre si recava a Loria, in località Piotti, chiamato a trattare la resa di un battaglione di tedeschi in fuga; quel giorno gli alleati liberavano la Castellana. Un unico colpo, entrato dalla parte destra della schiena e uscito dal collo, a sinistra, come testimonia Patrizio Porcellato che ne vegliò il corpo portato a casa, nella sua piccola stanza, e che assistette alla ispezione del pretore di Castelfranco. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Poggiana e la sua lotta per la libertà venne onorata con la medaglia d'oro al valor militare. Non morirà invece la memoria del suo estremo sacrificio e del suo amore per la libertà.

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