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lunedì 1 giugno 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo giugno.
Il primo giugno 1857 viene pubblicata per la prima volta la raccolta di poesie di Baudelaire "I fiori del male".
Charles Baudelaire è ritenuto il padre della poesia moderna, l'ispiratore di moltitudini di nuovi poeti, di nuovi stili e nuove correnti. Nasce il 9 aprile 1821, a Parigi. Da vero bohémien che si rispetti, Baudelaire conduce una vita dissoluta, contraendo debiti, dedicandosi all'alcool, alla droga (i cosiddetti «paradis artificiels», i paradisi artificiali, sui quali scriverà un libro) e ai vari piaceri della vita. È grazie a lui se in Europa si è diffusa l'opera di Edgar Allan Poe (di cui Baudelaire era ammiratore), dal momento che ne tradusse diversi testi. Muore il 31 agosto 1867, in preda alla paralisi e all'afasia. Ci lascia, tra le altre opere - tutte di gran rilievo, "Les Fleurs du Mal", i Fiori del Male (che inizialmente dovevano intitolarsi "Les lesbiennes", le lesbiche), pubblicati in una prima edizione nel 1857 e in una seconda, con l'aggiunta di altri componimenti e con ordine diverso, nel 1861; quest'ultima è l'edizione che noi ancora oggi leggiamo e assaporiamo. La raccolta è stata oggetto di censura, sorte toccata anche a "Madame Bovary" di Gustave Flaubert.
L'opera - contenente 126 componimenti - è divisa in 6 sezioni: "Spleen e ideale", "Quadri parigini", "Il vino", "Fiori del male", "Rivolta" e "La morte". Nella concezione che Baudelaire si era fatto, i Fiori dovevano essere letti in ordine, non si doveva estrapolare un componimento e leggerlo, senza aver seguito l'"itinerario" prestabilito. Questo perché il testo è un percorso ideale, un percorso nel quale il Poeta va alla ricerca del nuovo, dell'ignoto.
La prima sezione ("Spleen et idéal") è dove traspare una duplice vocazione: quella verso Dio - e dunque l'alto, il sublime, il bene, l'idéal - e quella verso Satana - e quindi il basso, il deplorevole, il male, lo spleen (sentimento misto di noia, tedio, dolore, disagio). È uno slancio verso la divinità che è però costantemente ostacolato dalla tentazione. Nella sezione seguente ("Tableaux parisiens") il Poeta tenta di scappare da questa doppia realtà uscendo dalla dimensione personale, rivolgendosi all'Altro, alle persone, alla gente. Ecco quindi che compare la città, i sobborghi, le persone. Si dedica poi ai "paradisi artificiali" («Le Vin»), alla vita dissoluta («Fleurs du mal») fino ad arrivare alla blasfemia e alla più violenta rivolta («Révolte»). Nell'ultima sezione («La Mort») il Poeta giunge alla conclusione: per uscire dallo spleen si rivolge alla Morte, capitano del vascello sul quale imbarcarsi per partire verso l'Ignoto e scoprire del nuovo.
I "Fiori del Male" sono un'opera nuova, porterà alla nascita del Decadentismo e alle sue tendenze del Simbolismo e dell'Estetismo; introduce le «corrispondenze», concezione secondo la quale il mondo è una ragnatela fitta di corrispondenze tra sfere sensoriali differenti e il poeta è colui che può leggere e capire questo mondo fatto di corrispondenze.
Molti sono i componimenti importanti, dei quali citeremo solo i più noti. «Benedizione» ci presenta la figura del poeta - visto come una disgrazia dalla propria famiglia - intrappolato in un mondo ostile, dal quale fuggire; «L'Albatro» ci mostra il disagio del poeta nella società, il suo essere goffo e mira di scherno; «Corrispondenze», presenta la concezione citata sopra, fondamento della poetica baudelairiana; «Bellezza», dove una figura misteriosa, imponente e immortale - la Bellezza appunto - regna, despota, sull'Uomo, che viene annientato se tenta di raggiungerla; «Rimorso postumo», con i suoi toni foschi, cimiteriali, putridi; «Spleen» (componimento numero 78), quarta di quattro poesie con lo stesso titolo, con i suoi toni piovosi, l'atmosfera soffocante e disperata, la nera Disperazione imperante; «Le Litanie di Satana», vera ode al Principe delle Tenebre, un capolavoro di blasfemia; e infine «Il viaggio», dove prende forma il testamento spirituale di Baudelaire: la necessità di andare alla scoperta dell'Inconnu (l'Ignoto).
Una nota va fatta riguardo al titolo. Esso, dall'originale francese «Fleurs du mal», può essere tradotto sia come «Fiori del male» sia come «Fiori dal male». Ciò indica una duplice valenza: è sia il distillato migliore del male, sia l'estrazione dal male stesso di ciò che è dorato, bello e splendente. Baudelaire scriverà infatti: «Mi hai donato il tuo fango e io ne ho fatto dell'oro».
Quest'opera è dunque la base sulla quale verrà costruita la poesia moderna, la chiave di volta della poetica dall'Ottocento fino ai giorni nostri. E  ancora adesso riesce, con il suo arcano potere, a influenzare in qualche modo il destino degli uomini.

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