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mercoledì 29 aprile 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 29 aprile.
Il 29 aprile 1968 debutta a Broadway, al Biltmore Theatre, il musical "Hair".
Hair racconta la storia di un gruppo politicamente attivo di "capelloni", "hippies dell'età dell'Acquario", che combattono la coscrizione alla guerra del Vietnam e conducono insieme una vie de bohème a New York. La loro lotta ruota intorno al tentativo di creare un equilibrio tra l'armonia della vita comunitaria e i nuovi valori promossi dalla rivoluzione sessuale, da un lato, e la ribellione pacifica contro la guerra e i valori conservatori dei genitori e della società, dall'altro. Claude, uno dei leader della tribe, deve decidere se rigettare gli obblighi di leva, così come hanno fatto i suoi amici.
Hair è un musical rock scritto da James Rado e Gerome Ragni (testi) e Galt MacDermot (musica). Rappresenta il prodotto forse più importante della controcultura hippie degli anni sessanta: il suo imponente successo ha significato un autentico terremoto nella cultura sessuale statunitense e ha contribuito a diffondere l'opposizione pacifista alla guerra del Vietnam (numerose sue canzoni sono diventate autentici inni dell'opposizione all'interventismo statunitense). L'irriverenza nei confronti della bandiera statunitense, il modo in cui sono descritti l'uso illegale di droghe e la sessualità, le scene di nudo (accade che l'intero cast sia nudo in scena) hanno provocato numerosissime controversie. Hair ha contribuito alla ridefinizione del musical theatre, partorendo il genere del musical rock. Altre novità importanti furono l'utilizzo di un cast multietnico e l'invito rivolto al pubblico, nel finale, di partecipare in scena ad un be-in.
In HAIR, la gioventù protesta contro la guerra e il servizio militare, contro l’intolleranza, la brutalità e la disumanizzazione della società. L’esistenza hippy è mostrata come una possibile vita alternativa in cui l’amore, la felicità e la libertà dominano il mondo.
Il suo messaggio trascende ogni barriera generazionale o culturale per diventare un messaggio condiviso da tutti.
La trama di HAIR si svolge proprio in quel periodo. Con un rito iniziatico Sheila e Berger presentano il giovane Claude alla tribù. Tutti credono che sorgerà una nuova era di pace e amore, l’ “era dell’Acquario” e convivono fraternamente in gruppo molto unito.
Berger è il selvaggio e carismatico leader del gruppo, Woof è responsabile della fornitura di marijuana, Hud è il ragazzo di colore che lotta per l’eguaglianza degli afro-americani, la bella Sheila è innamorata di Berger mentre Jeanie è innamorata di Claude ma è incinta di un altro uomo e la più giovane del gruppo, Crissy non riesce a dimenticare un ragazzo che ha visto una sola volta nella vita.
Claude riceve la cartolina per il servizio militare e dovrebbe partire per il Vietnam come molti dei suoi coscritti.
Ad un “Be In” organizzato a Central Park tutte le cartoline della tribù dovranno essere bruciate con una cerimonia. Sotto l’influenza della droga, tutti lanciano le proprie cartoline nel fuoco; solo Claude esita per la paura di eludere la legge e i valori del suo paese e della generazione dei genitori.
Partirà per la guerra come previsto, ma con un addio pieno di amore e di speranza verso i suoi amici e con la certezza che la vittoria finale sarà la pace (“Let the Sunshine In”).
HAIR fu creato alla fine degli anni ’60 da James Rado e Gerome Ragni, due attori newyorkesi disoccupati.
Consapevoli del format richiesto da Broadway, Rado e Ragni erano comunque intenzionati a sfidare l’ideologia comune creando qualcosa di nuovo e provocatorio, qualcosa che avrebbe trasportato sul palco la favolosa energia che si provava per le strade in quel periodo. Era l’ “energia” degli hippies dell’East Village di New York con i capelli lunghi, le idee di pace e di libertà.
Rado spiega “Avevamo creato HAIR pensando a Broadway, sapevamo che gli apparteneva e lo offrimmo a molti produttori della città, ma fu rifiutato per molti anni.” Furono contenti quando il produttore Joseph Papp li contattò proponendo HAIR come prima produzione del New York Shakespeare Festival Public Theater per un periodo limitato di 6 settimane. A Papp piacque la prima stesura del musical e suggerì a Rado e Ragni di sviluppare un arrangiamento musicale. Fu subito assoldato Galt MacDermot, che familiarizzò velocemente con la cultura e la musica hippie per poter comporre le musiche adatte allo show. Dopo mesi di lavoro, lo spettacolo fu finalmente pronto.
HAIR debuttò al Public Theater il 17 ottobre 1967.
Le sei settimane trascorsero velocemente senza nessun’altra data fissata per lo spettacolo.
Poco dopo entrò in produzione Michael Butler che aveva assistito allo spettacolo al Shakespeare Public Theater rimanendone folgorato. Butler, insieme a Papp, organizzò delle date dello spettacolo alla discoteca Cheetah. In questo modo HAIR geograficamente aveva raggiunto Broadway visto che Cheetah era situata proprio a Broadway tra la 45sima e la 46sima. Purtroppo in seguito a problemi finanziari HAIR dovette chiudere.
La produzione non si diede per vinta, voleva vedere HAIR arrivare con successo a Broadway. Butler cercò ancora la collaborazione di Papp che però si tirò indietro.
Nel frattempo gli autori avevano rivisitato il libretto e le musiche dello spettacolo. Dopo alcune negoziazioni fra gli autori e Butler, vennero accordate le modifiche e Tom O’Horgan accettò di diventare il nuovo regista. Butler insistette anche perché James Rado impersonasse il ruolo di “Claude”.
Ci vollero tre mesi ad O’Horgan per fare nuovi cast e rimettere in piedi lo spettacolo. Nel frattempo Butler mise a segno un colpo con il proprietario del Biltmore Theater situato nella 47sima strada. HAIR si spostò nella sua nuova casa.
Lo show debuttò finalmente a Broadway al Biltmore Theater il 29 aprile 1968. Chiuse i battenti il 1 luglio 1972 dopo 1.742 repliche.
Milos Forman ne fece una riduzione cinematografica nel 1979.
Il film rivoluziona i ruoli di Claude, Berger e Sheila: il primo è un giovane ragazzo pulito, diretto all'arruolamento, che incontra per caso il gruppo di hippies e si unisce a loro stringendo una fraterna amicizia con Berger, il loro leader. Sheila è invece una ragazza dell'alta società di cui Claude si innamora. Nel finale Claude si arruola e Berger si sotituisce a lui in caserma per permettere all'amico di passare una notte con la fidanzata. Ma prima che Claude ritorni il suo reparto viene inviato in Viet-Nam, così Berger va in guerra al posto dell'amico trovando la morte. La scena finale, nel cimitero di Arlington, è il manifesto di ogni pacifismo.

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