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giovedì 2 aprile 2015

#almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 2 aprile.
Alle 21.37 del 2 aprile 2005 Papa Giovanni Paolo II, all'età di 84 anni, muore nel suo appartamento privato in Vaticano.
L'annuncio della morte viene dato dal portavoce Joaquin Navarro Valls e comunicato ai fedeli presenti in piazza San Pietro, circa 100 mila, che accolgono la notizia in silenzio. La folla aveva cominciato a radunarsi alcuni giorni prima, in particolare dal giorno di Pasqua, il 27 marzo. Il papa, già sofferente da un paio di mesi nei quali aveva subito due interventi al policlinico Gemelli, si era affacciato alla finestra del suo studio, ma nonostante gli sforzi non era riuscito a pronunciare le poche parole della benedizione Urbi et Orbi in latino. Il volto sofferente del papa che si rendeva conto che il suo corpo non obbediva più a ciò che la mente gli chiedeva di fare commuove il mondo intero e innesca una mobilitazione senza precedenti di giornali e tv internazionali.
Il 31 marzo le condizioni di Giovanni Paolo II si aggravano ulteriormente. Il pontefice viene colpito nel pomeriggio da un'infezione alle vie urinarie che provoca una febbre molto alta, contro la quale viene avviata una terapia antibiotica. Fonti mediche definiscono la situazione "allarmante".
Il primo aprile Joaquin Navarro Valls annuncia che le condizioni di salute del Santo Padre sono molto gravi, ma aggiunge che il Papa è "cosciente, lucido e sereno". In serata, alle 19, un nuovo aggiornamento affievolisce le speranze: "le condizioni generali e cardio-respiratorie del Santo Padre si sono ulteriormente aggravate; il respiro è diventato superficiale; si è instaurato un quadro clinico di insufficienza cardio-circolatoria e renale; i parametri biologici sono notevolmente compromessi". Si apre in piazza San Pietro la veglia di preghiera, alla quale partecipano decine di migliaia di fedeli di ogni età e nazionalità.
La sera successiva, l'annuncio della morte. In piazza San Pietro si leva un lungo applauso. Molti piangono, altri guardano la finestra al terzo piano del palazzo apostolico, che è stata accesa. In tutta la città suonano le campane a morto. Il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato, intona il De Profundis.
Il governo italiano dichiara il lutto nazionale per la durata di 3 giorni a partire dal 3 aprile, poi prolungato fino all'8 aprile, giorno dei funerali. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conclude il suo ricordo di Giovanni Paolo II, trasmesso a reti unificate, dicendo che "l'Italia piange la perdita di un padre, di una persona cara". "Il mondo ha perduto un campione della libertà", commenta il presidente statunitense George W. Bush. Il premier britannico Tony Blair dice che il Santo Padre, "attraverso una vita dura e spesso difficile si è battuto per la giustizia sociale e dalla parte degli oppressi". "Profonda emozione" esprime il presidente francese Jacques Chirac. Il premier spagnolo Zapatero sottolinea che con la morte di giovanni Paolo II "l'umanità si vede privata di un riferimento morale di prim'ordine". Nel messaggio di cordoglio inviato al cardinale Angelo Sodano, il presidente cubano Fidel Castro scrive che "l'umanità terrà per sempre con sè un ricordo commosso dell'instancabile lavoro che Sua Santita Giovanni Paolo II ha sempre compiuto a favore della pace, della giustizia e della solidarietà fra i popoli".
L'8 aprile, alle 10, si svolgono i funerali solenni del Papa. La bara di cipresso col corpo del Santo Padre viene portata a spalle su piazza San Pietro. Sul feretro viene posato il Vangelo. Il cardinale Joseph Ratzinger celebra la funzione e conclude l'omelia dicendo che Giovanni Paolo II "sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice". Tredici applausi, di cui l'ultimo lunghissimo, accompagnano l'omelia, che termina col grido "santo subito" della folla, richiesta scandita da un battimani a tratti ritmato. Circa un milione di fedeli assiste a Roma alla cerimonia, 300 mila in Piazza San Pietro, gli altri davanti ai maxischermi allestiti nei punti nevralgici della città comprese le basiliche. Sono 200 le delegazioni straniere presenti, tra loro 46 capi di Stato e 8 vice-capi, 17 premier, 3 principi ereditari, 13 responsabili di organizzazioni come l'Onu, rappresentata da Kofi Annan.
Quello di Giovanni Paolo II è stato il terzo pontificato per durata nella storia della Chiesa. Papa Woityla ha guidato la Chiesa dal secondo al terzo millennio, le ha dato una visibilità senza precedenti, e non solo all'interno del mondo cattolico e religioso; nel corso dei quasi 27 anni di pontificato, pur in un conservatorismo di fondo nei principi che giudicava collegati alla fede, ha cambiato tradizioni plurisecolari, cambiando, forse per sempre, il modo stesso di essere il Romano Pontefice. Ne sono segno le decine di primati riguardanti la sua vita. Il 263esimo successore di Pietro è stato il primo papa polacco, il primo nato in un paese comunista e ad andare oltrecortina; il primo ad aver recitato in pubblico e ad aver lavorato in fabbrica; il primo, dopo gli apostoli, ad entrare in una sinagoga e il primo a parlare in una chiesa protestante; il primo a visitare una moschea e ad andare in un paese ortodosso; il primo ad aprire un giubileo per un millennio e a visitare il Parlamento Italiano; il primo ad assistere a un concerto rock e ad una partita di calcio; il primo ad essere ferito gravemente in un attentato e ad essere operato in ospedale; colui che ha incontrato più persone (17 milioni solo nelle udienze), sul quale si sono scritti più libri (quasi 200 all'anno) e del quale sono stati venduti più libri e persino un CD di musica sacra cantata da lui; quello che ha visitato più paesi ed ha proclamato più santi e più beati.

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