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venerdì 17 aprile 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 17 aprile.
Il 17 aprile 1907 ad Ellis Island si raggiunge il picco massimo mai registrato di ispezioni giornaliere ai pretendenti all'immigrazione negli Stati Uniti: 1.004.746 persone ispezionate.
Ellis Island è una piccola isola nella baia di New York, dal nome di Samuel Ellis, suo proprietario.
Qui il primo gennaio 1892 fu creato il primo nucleo del centro di raccolta ed ispezione di coloro che volevano emigrare negli Stati Uniti dall'Europa . Tra il 1892 e il 1954, quando il centro fu chiuso, tranasitarono oltre 12 milioni di persone, pari a circa il 70% dell'intero flusso migratorio verso gli USA in quel periodo di tempo. Oggi oltre cento milioni di americani (il 40% dell'intera popolazione ) possono far risalire la loro origine negli Stati Uniti a un uomo, una donna o un bambino passato nella grande Sala di Registrazione a Ellis Island.
Quando le navi a vapore entravano nel porto di New York, i più ricchi passeggeri di prima e seconda classe venivano ispezionati a loro comodo nelle loro cabine e scortati a terra da ufficiali dell’immigrazione. Queste ispezioni erano molto più superficiali tanto da spingere alcuni emigranti, che temevano di non superare le visite più rigorose di Ellis Island, a pagare il più caro biglietto di seconda classe.
I passeggeri di terza classe venivano portati a Ellis Island per l’ispezione, che era più dura. Il traghetto storico Ellis Island veniva usato dal Servizio Immigrazione per trasportare gli immigrati che arrivavano e il personale del centro di immigrazione. Questi traghetti, noleggiati dalle compagnie di navigazione, erano di solito sovraffollati e, per le loro condizioni, potevano tenere a malapena il mare. Ma chi doveva passare per Ellis Island veniva tenuto su queste imbarcazioni senza acqua né cibo per ore.
Gelidi d'inverno e bollenti d'estate, nonché totalmente privi di servizi igienici, è stato calcolato che oltre il 30 per cento dei bambini arrivati a New York sofferenti di una qualche malattia negli anni a cavallo tra Otto e Novecento moriva a causa dell'esposizione al freddo subita durante il pur breve viaggio attraverso la baia.
Ogni immigrante in arrivo portava con sé un documento con le informazioni riguardanti la nave che l’aveva portato a New York. I medici esaminavano brevemente ciascun immigrante e marcavano sulla schiena con del gesso coloro per i quali occorreva un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute; (per esempio: pg per donna incinta; k per ernia; x per problemi mentali) e quindi veniva ricoverato nell'ospedale dell'isola o in quelli di Manhattan e di Brooklyn.
Agli immigrati veniva assegnata una Inspection Card con un numero e c’era da aspettare anche tutto un giorno, mentre i funzionari di Ellis Island lavoravano per esaminarli.
I "marchiati" venivano esclusi dal flusso principale ed inviati in un'altra stanza per un esame più approfondito. In questi casi spesso venivano a separarsi dei nuclei familiari. La natura "industriale" del processo e le difficoltà linguistiche facevano si che non fossero date spiegazioni.
Secondo le registrazioni ufficiali tuttavia solo il due per cento veniva rifiutato, e molti di questi si tuffavano in mare e cercavano di raggiungere Manhattan a nuoto o si suicidavano, piuttosto che affrontare il ritorno a casa.
Dal 1917, modifiche alle norme d'ingresso limitarono i flussi immigratori. Venne introdotto il test dell'alfabetismo e dal 1924 vennero approvate le quote d'ingresso: 17.000 dall'Irlanda, 7.500 dal Regno Unito, 7.400 dall'Italia e 2.700 dalla Russia. La Depressione del 1929 ridusse ulteriormente il numero degli immigrati, dai 241.700 del 1930 ai 97.000 del 1931 e 35.000 nel 1932. Contemporaneamente Ellis Island diventò anche un centro di detenzione per i rimpatri forzati: dissidenti politici, anarchici, senza mezzi e senza lavoro vennero obbligati a tornare al loro paese d'origine. Gli espulsi a forza dagli Stati Uniti furono 62.000 nel 1931, 103.000 l'anno successivo e 127.000 nel 1933.
Nel '54, dopo aver accolto milioni di persone Ellis Island ha chiuso i battenti. Da allora ha custodito i microfilm dei "manifest" delle liste passeggeri e gli archivi dei servizi dell'immigrazione. Proprio come un fedele custode per la storia degli antenati di quella parte d'America discendente dagli europei approdati negli States da fine Ottocento in poi.
Gli edifici, poi, furono abbandonati fino alla metà degli anni Ottanta, quando l’edificio principale a quattro torrette venne completamente ristrutturato e riaperto nel 1990 come Museo dell’Immigrazione. E’ un museo che ricrea con forza espressiva l’atmosfera del luogo con film e mostre fotografiche che celebrano l’America come nazione di immigrati.

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