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domenica 25 gennaio 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 25 gennaio.
Secondo la tradizione cristiana, il 25 gennaio ricorre ricordo della conversione di San Paolo, un episodio della storia della religione cattolica tanto famoso da essere divenuto proverbiale. Anche ai giorni nostri è rimasta infatti in uso l’espressione “folgorato sulla via di Damasco” senza una chiara idea di ciò che significhi veramente.
Saulo di Tarso era uno dei più agguerriti avversari della neonata religione cristiana, e si stava recando a Damasco per perseguitare i suoi seguaci, smascherarli e imprigionarli.
Durante il viaggio fu avvolto da una vivida luce e una voce che gli chiedeva il perchè di tanto accanimento. Sorpreso da questa esperienza cadde da cavallo e una volta rialzatosi si accorse che era diventato cieco. La stessa voce gli intimò di proseguire verso la città. Così Saulo fece: si recò a Damasco dove rimase per tre giorni.
Allora il Signore andò in sogno ad Anania, un cristiano che viveva in città, e gli disse di andare da Saulo e di guarirlo dalla sua cecità. Anania conoscendo l’ostilità di quell’uomo per i cristiani chiese a Gesù perché avrebbe dovuto salvarlo ed egli gli rispose “Va, perché io ho scelto quest’uomo. Egli sarà utile per farmi conoscere agli stranieri, ai re e ai figli di Israele. Io stesso gli mostrerò quanto dovrà soffrire per me.”
Anania così obbedì al suo Dio e si recò da Saulo, impose le mani sui suoi occhi ed egli recuperò la vista. Riprese le forze e fu battezzato alla religione di Gesù con il nome di Paolo.
Questo episodio ha ispirato numerosi artisti di tutte le epoche, tra i quali spiccano Caravaggio e Michelangelo.
Il primo dipinse una "conversione di San Paolo" nel 1601, attualmente conservata nella Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma. E' stato scoperta sotto al dipinto attuale una precedente versione del quadro, probabilmente rifiutata dal committente durante la stesura.
Caravaggio adotta l'iconografia della luce accecante e l'assenza di Cristo. Secondo alcuni studiosi l'artista lombardo fece questa scelta perché il committente lo aveva esortato a rispettare l'ortodossia cioè a dipingere ciò che era stato scritto negli Atti degli Apostoli. Secondo altri, Caravaggio decise di non dipingere Gesù perché non voleva che nei suoi quadri ci fossero figure divinizzate (Cristo era già risorto quando San Paolo si converte) perché ciò sarebbe andato contro il realismo a cui Caravaggio mirava.
Michelangelo affrescò con la "conversione di Saulo" la Cappella Paolina in Vaticano intorno alla metà del 1500, poco dopo aver terminato il Giudizio Universale nella Cappella Sistina.
Nell'affresco il protagonista è, contrariamente a quanto dicono le fonti, anziano e ricorda nelle sembianze lo stesso papa Farnese che gli commissionò l'opera, come testimonia anche un ritratto di Tiziano di quegli stessi anni (ma alcuni, vi hanno anche visto un autoritratto, in realtà poco somigliante). Saulo, disteso a terra dopo la caduta da cavallo sulla via di Damasco, è accecato da un raggio luminoso inviato dalla possente figura di Cristo in cielo, circondato da angeli. Il futuro "Apostolo delle genti" cerca di coprirsi il volto con la mano e la sua figura riecheggia l'affresco di Raffaello nella Stanza di Elidoro.
Il gesto divino taglia in due lo spazio pittorico, separando gli angeli in due gruppi simmetrici e generando sgomento e paura tra il corteo attorno a Saulo, che cerca scampo fuggendo verso i margini del paesaggio, dove si trovano brulle colline. Come nel Giudizio si crea un movimento a vortice che investe i gruppi di figure, accentuandone il dinamismo.

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