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mercoledì 18 agosto 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 18 agosto.
Il 18 agosto 2001, in una turbolenta conferenza stampa, la Bayer ammette che vi sono stati decessi imputabili all'assunzione del farmaco Lipobay, ritirato dal mercato all'inizio del mese.
Il principio attivo del Lipobay era la cerivastatina,  una molecola di sintesi. Tutte le statine (la classe di molecole a cui appartiene) prescritte per il controllo del livello del colesterolo, hanno un raro effetto collaterale: la rabdomiolisi. E' un fenomeno nel quale le cellule dei tessuti muscolari tendono a "rompersi". Ciò può accadere sia a seguito di traumi che interessano i muscoli, o anche di sforzi molto prolungati, sia per l'azione di sostanze tossiche sia, infine, come effetto collaterale di altri farmaci diversi dalle statine. Un fenomeno però che si è dimostrato più frequente per la cerivastatina. Se la rabdomiolisi comporta una insufficienza d'organo o mette in crisi i reni perché non riescono a smaltire l'eccesso di sostanze riversate in circolo dal muscolo colpito, può avere conseguenze letali. Sono 31 i casi di decesso in America, una ventina nel mondo, tre in Germania e uno in Italia. Ma il problema non è il farmaco in sé quanto la sua combinazione con altre terapie. L'associazione con il gemfibrozil, un farmaco che abbassa il livello di trigliceridi si è dimostrata effettivamente pericolosa in 12 dei pazienti americani morti, come pure nell'unico caso italiano.
Nel 2003 la Bayer è stata assolta nel primo processo negli Stati Uniti per le presunte conseguenze nocive e gli effetti collaterali del farmaco, e successivamente ha patteggiato una serie di indennizzi il cui ammontare complessivo è stato di circa 140 milioni di euro.

martedì 17 agosto 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 17 agosto.
Il 17 agosto 1998 il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ammette davanti al Gran Giurì di aver avuto una relazione impropria con la stagista Monica Levinsky.
 Bill Clinton è stato il primo presidente americano, in epoca moderna, ad essere sfiduciato dalla Camera dei Rappresentanti. Nel gennaio del 1998, il presidente democratico fu travolto dallo scandalo Lewinsky. Monica Lewinsky, ex stagista della Casa Bianca, in una confessione telefonica registrata dall'ex collega Linda Tripp, confessò di avere avuto una relazione proprio con l'uomo più potente del mondo.
Dopo pochi giorni la Tripp consegnò la registrazione al giudice indipendente Kenneth Starr che all'epoca stava indagando su altri presunti scandali della famiglia presidenziale, come la partecipazione dei Clinton alla fallita impresa immobiliare Whitewater. Nel giro di pochi giorni la notizia giunse ai media costringendo il presidente il 26 gennaio 1998 a tenere una conferenza stampa, in cui, assieme alla moglie Hillary negò di aver avuto una relazione con la stagista.
"…Lo ripeto: non ho avuto nessun rapporto sessuale con questa donna, la signorina Lewinsky. Non ho chiesto a nessuno di mentire, in nessun caso, mai. Queste accuse sono false, ed ora devo tornare a lavorare per il popolo americano."
Nei mesi seguenti lo scandalo non si placò, anzi travolse tutta la famiglia Clinton, in particolare la first lady, all'epoca senatrice dello stato di New York. Starr continuò con l'indagine, mentre l'opinione pubblica, non solo americana, si spaccò tra chi sosteneva il presidente e chi vedeva nello scandalo un segno di decadenza morale e tradimento dei valori tradizionali americani. Il 28 luglio del '98, la Lewinsky, sebbene riluttante nella prima fase del processo, fu chiamata a testimoniare contro Clinton. Tra le prove della loro relazione, l'ex stagista portò alla corte un vestito blu (mai lavato) su cui c'erano macchie dello sperma presidenziale.
Il vestito divenne la prova inconfutabile ( la pistola fumante, nel gergo forense americano) della relazione Lewinsky-Clinton: un esame del DNA avrebbe potuto rivelare l'entità del loro rapporto. Il 17 agosto 1998, in una deposizione al Gran Giurì, Clinton ammise di aver avuto una "relazione fisica sconveniente" ("improper physical relationship") con la Lewinsky. Alla domanda della Corte: "Ha mai avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky?" (in riferimento alla dichiarazione del 26 gennaio), il presidente rispose che, a suo parere, la definizione di "rapporto sessuale" escludeva il sesso orale, praticato invece dalla Lewinsky.
Il 19 dicembre dello stesso anno, la Camera dei Rappresentanti sfiduciò Clinton per aver mentito in presenza del Gran Giurì, con 206 a favore voti su 228, e per aver ostruito il percorso della giustizia, con 212 voti su 221. Nonostante lo scandalo, solo apparentemente "frivolo" (motivo dell'impeachment fu proprio quello di aver mentito alla nazione), Clinton terminò il suo secondo mandato con una percentuale di preferenza altissima pari al 56% (era dai tempi Roosevelt che un presidente americano non lasciava il suo incarico con così tanta popolarità).
Che fine ha fatto quella provocante stagista che per un soffio non ha fatto perdere il posto a un presidente americano? Ora la ragazzina un po’ formosa ha 48 anni, ha preso un master in Psicologia sociale alla London School of Economics nel 2006  e ha tentato di costruirsi una carriera alternativa, prima disegnando borse, poi puntando sui reality tv. Senza successo, perché ormai era marchiata a vita. Oggi è diventata la portavoce dell’unica cosa in cui era davvero la più competente di tutti: la lotta al bullismo mediatico. Che ai suoi tempi avveniva soprattutto attraverso i mezzi d’informazione tradizionali, giornali e tv, oggi si gioca in rete.
Monica è riuscita a reinventarsi come una figura importante nella lotta al cyberbullismo, il bullismo online di carattere sessuale.

lunedì 16 agosto 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 agosto.
Il 16 agosto 1896 tre persone (due nativi e un californiano), guidate da Skookum Jim Mason, un nativo del luogo, risalendo il fiume Klondike scoprirono casualmente dei ricchi giacimenti d'oro nel Fosso del Coniglio (Rabbit Creek), nel territorio dello Yukon, nel Canada nord-occidentale. Non si sa chi dei tre abbia fatto la scoperta effettiva, tuttavia essa fu registrata ufficialmente per conto di George Carmack (il californiano), a causa del forte razzismo dell’epoca verso i nativi. Oggi generalmente è attribuita a Skookum Jim Mason.
 I cercatori d'oro, che tanto sono rimasti, insieme al cowboy, nell'immaginario collettivo che si ha del Far West, furono una delle razze più forti dell'America, e quella che più di chiunque altra diede l'impulso e l'attività alla nascita e alla crescita della forza economica degli Stati Uniti.
Coloro che si riversarono in California in quegli anni turbolenti erano per la maggior parte uomini che non avevano più nulla da perdere, ma solo da guadagnare: debitori, disperati, disoccupati, sbandati, fuorilegge, esiliati, oppure uomini che cercavano sempre il sapore dell'avventura oppure ancora, sebbene in minoranza, anche speculatori, affaristi, trafficanti, mercanti, usurai e strozzini che si avventuravano in quelle selvagge contrade con l'unica prospettiva: far soldi. Essi non cercavano concessioni su cui scavare, non arrivavano in California con pale e picconi, né vestiti alla meglio e neppure con la lunga barba incolta: non cercavano l'oro. Cercavano solo chi cercava l'oro al fine di vendergli qualsiasi cosa, anche ciò di cui non aveva bisogno.
Quelli che invece potevano venir considerati veri e propri cercatori d'oro erano parte di quella classe che faceva del lavoro e dell'avventura la loro forza e il loro punto d'onore. Recarsi a piedi nei punti più impervi delle montagne, attraversare fiumi, rimanere ore inginocchiati nelle acque gelide di un torrente, spostarsi qua e là per le rive dei corsi d'acqua per chilometri e chilometri, riuscire a sentire l'odore dell'oro, il ricco giacimento e quindi scavare, scavare, e ancora scavare erano abitudini ormai radicate nello spirito di quei rozzi, sporchi e analfabeti uomini che a tali lacune però contrapponevano un coraggio raro a trovarsi anche ai giorni nostri. Non rimpiangevano la scelta di quello che avevano fatto, né di essere quel che erano. Coraggio, perseveranza ed un piccone e un setaccio: ecco gli elementi per formare un cercatore d'oro degno di questo nome.
Giungevano isolati o a piccoli gruppi, con qualsiasi mezzo di trasporto l'uomo (e la natura) avevano creato: a cavallo, a dorso di mulo, con un carro o un carretto, a piedi, in battello, in canoa, in zattera, a nuoto. In ogni caso, in quell'avventura vi si buttavano contro a testa bassa e pronti ad affrontare di petto qualsiasi situazione, pur di arricchirsi.
Fu così, quindi, che iniziò la corsa all'oro. Migliaia di persone, da tutto il mondo, lasciavano i propri lavori per correre fino alla costa del Pacifico. Lo facevano per cercar fortuna in breve tempo, ma anche perchè le notizie e le informazioni che ricevevano coloravano e disegnavano la California come la terra più ricca del mondo. In effetti l'oro non mancava. Ma non era semplice riuscire a prenderlo, a meno che esso non si trovasse sotto forma di pepite o pagliuzze nei letti dei fiumi. Questo tipo di giacimento fu quello più diffuso in California. Ma non durò molto. Nel giro di pochi anni  si erano esauriti, dal momento che la maggior parte dell'oro della California giaceva nei fianchi delle montagne, a metri di profondità, e solo chi poteva permettersi l'attrezzatura adatta - e molto costosa - riusciva a raccoglierlo.
Così ci furono lotte anche per la conquista delle terre su cui scavare. Esse non mancavano, in California, ma non tutte nascondevano oro e non tutti arrivarono in tempo per aggiudicarsele.
Città e fuorilegge. Dove nascevano grosse proprietà di scavi, nascevano le città. Cumuli di tende e misere baracche venivano issati in pochi giorni e altrettanto velocemente venivano abbandonati, quando la terra non era più in grado di dare i suoi frutti. Queste misere cittadine, nel gergo del West sono chiamate Boom Town.
San Francisco, invece, dopo essere stata quasi abbandonata, venne risvegliata e fatta rinascere, e in breve tempo diventò rivale delle più famose città dell'Est. Gioiellerie, sale da gioco e da ballo, eleganti saloon, teatri e persino una Borsa, formavano quella che era diventata una ricchissima città, dove oro, dollari e whisky scorrevano a fiumi.
E' comunque naturale che, dove c'è ricchezza, c'è anche delinquenza. E San Francisco, oltre che la più ricca, diventò anche la più "cattiva" città d'America. Ma non fu l'unica, ovviamente. Città come Nevada City, Coloma, El Dorado, Diamond Spring, Hangtown, attiravano una moltitudine di cattive figure, loschi mercanti, ladri e assassini. E contro di essi, e contro i loro crimini, la polizia non riuscì, o non volle, prendere provvedimenti, così si arrivò alla nascita delle prime squadre di vigilantes. Questa illegale forma di polizia era costituita da cittadini stanchi dei continui crimini e si era assegnata il compito di far velocemente piazza pulita di tutti i colpevoli.
Chiunque avesse violato la legge, e veniva catturato, veniva giudicato da una giuria riunita velocemente sul luogo e impiccato all'albero più vicino.
Questa forma di giustizia appariva spietata e rude agli occhi degli altri abitanti e cercatori d'oro, ma era l'unica che riusciva a mettere davvero ordine nelle città. Grazie a questi vigilanti, il tasso di criminalità scese di parecchio, e chiunque aveva intenzioni ostili o immorali ricevette un duro e preciso avvertimento grazie alle gesta di questi "giustizieri".
Questo è ciò che accadde durante le corse all'oro americane, ultima tappa di uno dei principali elementi che formarono il Far West.

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