Buongiorno, oggi è il 31 agosto.
Il 31 agosto 1969 muore improvvisamente Rocky Marciano, al secolo Rocco Francis Marchegiano.
Il futuro campione del mondo dei pesi massimi nacque a Brockton il 1 settembre 1923 da una famiglia di origini italiane: suo padre Pierino era originario di Ripa Teatina (Chieti), mentre la madre proveniva da San Bartolomeo in Galdo (Benevento). Marciano andava fiero delle sue origini italiane, e parlava anche un discreto italiano, quello tipico degli italo-americani, che mischiano i loro dialetti di provenienza con la lingua inglese.
A 16 anni il giovane Marchegiano cominciò a lavorare nei cantieri, sviluppando un fisico atletico e possente che più tardi gli consentirà di ottenere grandi successi tra le sedici corde. Quattro anni dopo si arruolò nell’esercito. Si avvicinò al mondo dei guantoni piuttosto tardi per gli standard americani: il futuro Marciano stese un australiano con un destro portentoso in una rissa scoppiata in un pub a Cardiff. Grazie allo zio Mike, che gli procurò il manager Gene Gaggiano, a 24 anni iniziò la sua carriera pugilistica da dilettante, steccando tuttavia il primo incontro (venne squalificato quasi subito per scorrettezze). Tuttavia si iscrisse nuovamente al torneo per dilettanti, a Portland, arrivando fino alla finale, dove fu costretto ad arrendersi dopo aver accusato un dolore lancinante alla mano destra.
Nel 1947 fece il suo primo incontro da professionista quando ancora si faceva chiamare Rocky Marck: la prima delle sue 49 vittime, Lee Epperson, fu costretto ad arrendersi al terzo round. Due anni dopo, invece, Carmine Vingo fu costretto ad abbandonare la boxe dopo essere stato in ospedale per diversi mesi. Nessuno riusciva a resistere ai colpi del campione italo-americano: Roland LaStarza fu tra quei pochi a riuscire a concludere il combattimento in piedi.
Marciano (un cognome più facile da pronunciare per gli yankees) capì di poter scrivere la storia dei massimi nel 1951, quando sconfisse il più grande peso massimo di ogni tempo, il già “anziano” Joe Louis, per ko all’ottava ripresa. Nel 1952 conquistò la corona mondiale dei massimi, detenuta dal 38enne Joe Jersey Walcott, battuto per ko al 13esimo round. Il rematch, disputatosi l’anno dopo, fu vinto ancora una volta da Marciano che si sbarazzò di Walcott al primo round. Affrontò e sconfisse per due volte un altro grande campione, Ezzard Charles, e concluse la carriera nel 1955, battendo per ko un’istituzione dei mediomassimi, il leggendario Archie Moore, battuto per ko alla nona ripresa. Dopo il ritiro nel 1962, volle affrontare l’allora star della categoria regina, il terribile picchiatore Sonny Liston, ma grazie alle insistenze della moglie tornò sui suoi passi.
Marciano morì tragicamente il 31 agosto 1969 (il giorno dopo avrebbe compiuto 46 anni), precipitando insieme al pilota del suo aereo privato (un Cessna 72) a Newton.
Venne sepolto nel Forest Lawn Memorial Gardens Cemetery Di Lake City, Florida.
Marciano, la leggenda della boxe e degli italo-americani, fa parte di quella lista di pugili ritiratosi imbattuti: il suo score recita 49 vittorie (43 per KO), nessun pareggio e, ovviamente, nessuna sconfitta.
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