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martedì 21 marzo 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 21 marzo.
Il 21 marzo 1980 il presidente statunitense Jimmy Carter annuncia che il suo paese boicotterà le olimpiadi estive di Mosca, per protesta contro l'invasione dell'Afghanistan.
Se Montreal aveva aperto un periodo difficile per il Comitato Olimpico, Mosca ne rappresentò la fase più critica. L’invasione sovietica dell’Afghanistan, nel gennaio del 1980, aveva scatenato la reazione degli Stati Uniti, che decisero di boicottare l’Olimpiade moscovita, trascinandosi dietro altre 65 nazioni (tra cui Germania Ovest, Canada, Giappone e Cina), mentre altri paesi del blocco occidentale parteciparono ai Giochi, senza tuttavia esporre bandiere durante la cerimonia di apertura. E, naturalmente, l’assenza in massa di così tante nazioni di primo livello non poté che influire negativamente sulla qualità delle competizioni.
L’URSS, come prevedibile, fece incetta di medaglie, collezionandone ben 195, con 80 ori. In generale ci fu il netto prevalere dell’Europa orientale, con la DDR capace di conquistare la cifra record di 126 medaglie, la Bulgaria che chiuse terza con 41 e altre nazioni del blocco sovietico, Cuba compresa, nelle prime posizioni del medagliere. A soffrire maggiormente del boicottaggio furono sport come atletica e nuoto, che non a caso fecero segnare alcune clamorose sorprese: come il podio dei 100m, composto dallo scozzese Allan Wells, il cubano Silvio Leonard e il bulgaro Petar Petrov; oppure il trionfo delle tedesche orientali nel nuoto, con 11 medaglie d’oro sulle 13 in palio, mentre le gare maschili, prive dei campioni americani, furono deprivate di quasi ogni significato.
Non fu una sorpresa, invece, il trionfo di Pietro Mennea nei 200m: il velocista barlettano bissò l’exploit di Berruti a Roma ’60, superando per soli 2 centesimi di secondo Allan Wells e chiudendo il cerchio che lo aveva già visto trionfare agli Europei e ben figurare anche a Montreal. Oro anche per Sara Simeoni nel salto in alto e per Damilano nella 20km di marcia, oltre che per Patrizio Oliva nei superleggeri (boxe). Furono in tutto 8 le medaglie d’oro per la squadra azzurra, che si dimostrò la migliore tra quelle occidentali in gara.

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