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lunedì 13 marzo 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 13 marzo.
Il 13 marzo 1814 nasce a Bergamo Clara Maffei.
"La vita che qui conduco è proprio deliziosa. La passo tra il sole e i fiori: m'occupo della casa che mi è tanto simpatica; dei miei lavori, della lettura, de' miei scolari, amici e conoscenti; de' miei poverelli che mi danno gioia immensa e mi fanno assai più bene ch'io non possa farne ad essi. Dichiaro che nessuna visita mi fa tanto bene quanto quella a' miei poverelli. Queste mi riposano, le altre spesso mi stancano..."
Era così che la contessa Clara  Maffei, donna fragile e minuta ma sensibile, intelligente e colta, l'animatrice del  celebre salotto letterario, artistico e politico dell'800, nel quale passarono personaggi illustri, letterati, politici, patrioti, giornalisti, scrittori, come Zanardelli, Visconti Venosta, Nievo, Boito, Praga, Mantegazza, Tenca, Tarchetti, Capuana, De Sanctis, antiaustriaca e liberale, che sposò la causa del liberalismo lombardo e sostenne la  cospirazione antiaustriaca,  scriveva agli amici in una delle lettere dal suo ritiro nella villa di Clusone, nel bergamasco.
Elena Chiara Maria Antonia Carrara-Spinelli nacque a Bergamo il 13 marzo del 1814 e morì a Milano il 13 luglio del 1886; sua madre era Ottavia Gambara, contessa di casato bresciano discendente dalla poetessa Veronica Gambara.
Alla morte della madre Clara seguì il padre a Milano e terminò gli studi nel collegio di Madame Garnier, famoso per aver cresciuto tre generazioni di nobildonne milanesi.
A diciotto anni andò sposa al conte  Andrea Maffei, più anziano di lei, celebre poeta e traduttore, ma uomo immaturo e superficiale; pur essendo un matrimonio combinato a Clara l'uomo piacque molto, ma, per il carattere spensierato e disinvolto del marito, l'unione mostrò ben presto d'avere basi esili.
Fu nel 1835 che la loro casa  cominciò ad accogliere, soprattutto per merito della padrona di casa e delle amiche che, vicendevolmente, si segnalavano ed ospitavano ospiti illustri, personaggi di spicco del mondo artistico e letterario milanese, ma anche d'oltralpe.
Per quasi mezzo secolo nel suo salotto si avvicendarono  gl'ingegni più brillanti dell'Ottocento, come D'Azeglio, Carcano, Grossi,  Verdi  (che le fu amico per tutta la vita),  Giusti, Prati, Cattaneo, Tenca, giornalista, fondatore e direttore della rivista "Il Crepuscolo", con il quale Clara ebbe un'intensa amicizia che non tardò a mutarsi in lunga e salda  relazione amorosa, ed anche Listz e De Balzac, che così la descrisse:
"La contessa era piccola, ma si sarebbe cercata invano una figura più elegante, più snella e più morbida...e non era meno riccamente dotata sotto l'aspetto dell'intelligenza e dello spirito. Aveva la battuta pronta, e sapeva raccontare con una grazia e un fascino infiniti. Fatta per brillare in pubblico, per attirare gli uomini più raffinati, passava volentieri le sue serate in casa, circondata da un ristretto gruppo d'amici che sapevano apprezzarla."
Il fragile legame col marito, al quale poi restò legata da un rapporto di fraterna amicizia,  si sciolse legalmente nel 1846; dopo 14 anni di unione, alla presenza dei testimoni Carcano e Verdi, con atto notarile redatto da un altro amico, Tommaso Grossi, fu posto fine al matrimonio, e si concluse, così, anche l'esperienza del salotto letterario.
Nel 1850, finiti i moti del '48,  Clara, avvicinatisi agli ambienti patriottici , anche in virtù del legame col Tenca, riaprì il suo salotto che, però, da letterario divenne politico, sostenendo per un decennio la cospirazione e continuando ad essere attivo anche dopo la proclamazione del Regno d'Italia.
Donna discreta e riservata, ma intelligente, colta e decisa, Clara Maffei dimostrò pubblicamente il valore politico delle donne del tempo, contribuendo a disegnare una pagina importante della nostra storia nazionale: il Risorgimento.
Morì di meningite nel 1886. È sepolta nel Cimitero Monumentale di Milano.
Così ora recita la lapide posta a Milano in via Bigli per ricordare il salotto della gentile ed instancabile madrina dell'Unità d'Italia:
IN QUESTA CASA
DIMORO' TRENTASEI ANNI E MORI' IL 15 LUGLIO 1886
LA CONTESSA CLARA MAFFEI
IL CUI SALOTTO, ABITUALE RITROVO DI INSIGNI PERSONALITA'
DELL'ARTE, DELLA LETTERATURA E DELLA MUSICA
FU PURE, TRA IL 1850 ED IL 1859
CENACOLO DI ARDENTI PATRIOTI TENACI ASSERTORI
DELLA INDIPENDENZA E DELLA UNITA' D'ITALIA

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