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sabato 11 marzo 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è l'11 marzo.
L'11 marzo 2004 una serie di attentati terroristici a Madrid portano a 191 morti e più di 2000 feriti.
Ora di punta, treni affollati di pendolari, è il momento perfetto per un attentato. A ripetizione scoppiano sui treni 10 delle 13 bombe che erano state piazzate. Sono 191 i morti e 2057 i feriti, un disastro totale. Tra i centri colpiti, c'è Atocha, snodo fondamentale del traffico cittadino. E' stato proprio qui l' attentato più violento, dove sono stati distrutti 4 vagoni della linea C1 in entrata in questa stazione. Essa è stata isolata dalle forze dell'ordine che hanno improvvisato per necessità un ospedale all'aperto. Secondo testimoni e autorità gli attentatori apparterrebbero al gruppo terrorista separatista basco Eta. Ma il braccio politico dell'organizzazione basca, Batasuna, ha prima negato la responsabilità della stessa e, successivamente, condannato l'attentato. Inizialmente, vi sono stati dubbi sulla colpevolezza dell' Eta, poiché essa di norma annuncia l' attentato prima di metterlo in atto, ma l'esplosivo usato a Madrid, uguale a quello dell' Eta, è un'inconfutabile prova a suo svantaggio. Da tenere in considerazione il fatto che l'attentato è stato fatto a soli 4 giorni dalle elezioni. E' il caos totale, non sono bastate neanche le ambulanze per trasportare tutti i feriti, e sono migliaia le persone che sono accorse in aiuto degli stessi nei campi attrezzati come ospedali attorno alle stazioni colpite, altrettanti sono andati a donare il sangue, in una sola giornata si sono raccolte 500 sacche di plasma.
Nel settimanale tedesco "Der Spiegel" del 15 marzo viene dedicato un articolo alla figura di Jamal Zougam, il marocchino arrestato in Spagna con l’accusa di aver partecipato all’attentato di Madrid. Ciò che sconcerta è che le autorità marocchine avessero già avvisato quelle spagnole della presenza in Spagna di quel terrorista, ritenuto implicato anche nel sanguinoso attentato di Casablanca. Ma quel che ancor di più ci stupisce è che Zougam era noto all’autorità giudiziaria spagnola per essere un affiliato all’organizzazione terroristica di Imad Yarkas, ritenuto il capo della cellula spagnola di Al Qaeda. Infatti nei confronti di Yarkas e di altre 34 persone, tra le quali Zougam, era stato avviato un procedimento penale nel quale ci si basava su indizi alquanto pesanti e informativi sugli organi inquirenti statunitensi, che marcavano gli imputati come complici degli artefici dell’attentato dell’11 settembre. Ma da quel processo Zougam se ne era uscito con un’archiviazione.
Nonostante la drammaticità dell'attentato di Madrid, le conseguenze economiche dell'atto terroristico si sono rivelate molto più contenute rispetto al crollo dei mercati seguito all'11 settembre. Il segno rosso si è protratto sull'indice spagnolo per diverso tempo ma, a fine mese, il mercato aveva interamente assorbito il colpo dell'attentato.
Qual è, allora, la possibile spiegazione di questo diverso atteggiamento dei mercati? "Esistono numerose ragioni per spiegare il fenomeno", dicono gli esperti del Fondo Monetario Internazionale. "Mentre gli attacchi di New York hanno creato un senso di incertezza sulle sorti del mondo, gli attacchi di Madrid sono stati percepiti come un fattore locale che non avrebbe prodotto conseguenze rilevanti a livello globale". Bisogna, infine, considerare i dubbi post 11 settembre sull'effettiva capacità degli Usa di continuare a proporsi come traino della crescita globale. La risposta forte della Federal Riserve, in questo caso, è stata fondamentale per la  ripresa di fiducia degli americani che, con i 100 miliardi di liquidità iniettati nel sistema da Greenspan, hanno sostenuto il rilancio dell'economia.
Viceversa, la risposta della Banca centrale agli attentati dell'11 marzo è stata di totale passività. Le autorità monetarie di Francoforte si sono limitate ad affermare che "i tassi di interesse si trovavano già sui livelli di minimo storico e, per questo, non ci sarebbe stata ragione di modificare lo stato attuale delle leve monetarie". A questo si aggiunga la scarsa propensione dei governi a ridurre il fardello fiscale o a incentivare gli strumenti di stimolo della domanda interna. Risultato, nonostante il crollo del centro nevralgico della finanza americana, in pochi mesi gli Stati Uniti sono tornati a crescere a ritmi prossimi al 4%. Il Vecchio continente, invece rimane stabile.
Le indagini della magistratura conclusero che l'attentato fu ispirato ma non eseguito direttamente da al-Qa'ida, e considerato come castigo alla partecipazione spagnola alla guerra in Iraq. Il giudice istruttore attribuì l'esecuzione degli attentati al Grupo Islámico Combatiente Marroquí (GICM), riferito come massimo referente del Movimento Salafista Yihadista in Spagna.
Vennero imputati per il giudizio di primo grado 28 degli oltre 100 investigati (ricordiamo che parte degli implicati si sono suicidati successivamente). Jamal Zougam e Abdelmajid Bouchar furono gli imputati principali. Li si accusò di 191 omicidi e 1755 tentati omicidi. Nove spagnoli furono inclusi nei 29 imputati. Tutti erano vincolati alla 'trama asturiana' che rifornì di esplosivi e che faceva riferimento al'ex minatore José Emilio Suárez Trashorras. I supposti ideologi Rabei Osman 'Mohamed El Egipcio', Hassan el Haski e Youssef Belhadj 'Abu Dujan', furono processati per cospirazione.
A partire dal 15 febbraio 2007, il tribunale presieduto dal giudice Javier Gómez Bermúdez in Madrid, ha ascoltato in oltre 400 ore di dichiarazioni, i 28 imputati e circa 300 testimoni. L'investigazione, che ha utilizzato una sessantina di prove, ha generato una documentazione di circa 80.000 pagine. Dopo oltre 4 mesi in 57 sedute il processo è terminato il 2 luglio 2007.
Le richieste dell'accusa e degli avvocati delle vittime, sommano condanne per migliaia di anni di prigione. Nel corso del processo si sono verificati episodi molto discussi, come il ripetuto tentativo da parte degli avvocati di alcuni accusati e dell'associazione delle vittime del terrorismo AVT, vicina alle posizioni politiche del PP, e di ex funzionari pubblici sotto il governo Aznar, come l'ex capo della polizia Agustín Díaz de Mera, oggi deputato europeo del PP, di implicare i terroristi baschi dell'ETA nel massacro. Questa ipotesi, in linea con la teoria della cospirazione, non ha però avuto il conforto di nessuna prova tangibile.
Il tribunale (Audiencia Nacional) ha pubblicato la sentenza il 31 ottobre 2007. Il tribunale ha stabilito che gli attentati dell'11 marxo 2004 furono compiuti da una cellula terrorista di tipo jihadista, e che nell'attentato non ci fu partecipazione della organizzazione terrorista basca ETA. Riconosciuti come esecutori dell'attentato insieme ai 'suicidi di Leganes', Jamal Zougam y Otman El Gnaoui, sono stati condannati a pene molto elevate, così come alcuni cooperatori indispensabili come José Emilio Suárez Trashorras che fornì l'indispensabile esplosivo.
Gli imputati come ispiratori Rabei Osman El Sayed, "Mohamed el Egipcio", Hassan El Haski y Youssef Belhadj sono stati invece assolti data l'insufficienza di prove dirette, che stabilissero sopra ogni dubbio la loro partecipazione effettiva nell'organizzazione degli attentati, benché riconosciuti colpevoli di partecipazione a organizzazione terrorista. La sentenza riconosce nella sostanza quasi tutta l'impostazione accusatoria dell'indagine preliminare del giudice istruttore Juan del Olmo, e del pubblico ministero (Fiscal) Olga Sánchez.
Gli imputati principali sono stati condannati a oltre 42000 anni di carcere (42.922 anni per partecipazione a organizzazione terrorista, 191 omicidi, 1856 tentativi di omicidio, 4 stragi terroriste).
Nel processo in Cassazione si conferma la matrice islamista del gruppo terrorista, e quasi tutta la struttura logica della sentenza di primo grado. Nessun cambio nelle condanne principali.
Dal 2005, l'Unione Europea ha stabilito che l'11 marzo sia la Giornata Europea delle Vittime del Terrorismo.

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