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mercoledì 22 febbraio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 22 febbraio.
Il 22 febbraio 1732 nasce George Washington.
Critico testardo della politica dell'Inghilterra, nel corso del Congresso Continentale ricevette nella guerra contro l'odiata potenza d'oltreoceano l'incarico di Comandante dell'esercito continentale, dimostrandosi grande generale e riuscendo a trasformare coloni inesperti in audaci soldati.
George Washington nasce il 22 febbraio 1732 nella contea di Westmoreland, in Virginia e prima di diventare un mito della nazione americana viene educato privatamente dal padre Augustine e dal fratellastro maggiore Lawrence. A diciassette anni ottiene il suo primo incarico pubblico divenendo ispettore della contea di Culpepper.
Nel 1752 il governatore regio della Virginia Sir Robert Dinwiddie, lo nomina coadiutore per il distretto meridionale della colonia. Avviato alla carriera militare, intraprende la sua prima missione nell'estate del 1753, allorquando i Francesi provenendo dal Canada si insediano lungo le rive del fiume Ohio, minacciando la Virginia.
Gli aspri combattimenti che l'esercito britannico coloniale dovrà affrontare nel tentativo di respingere gli assalti dei Francesi e degli alleati Indiani Irochesi, segnano l'inizio della Guerra Franco-Indiana, "versante americano" della cosiddetta Guerra dei Sette Anni (1756 - 1763) che rappresenta il culmine degli scontri occorsi tra Francia e Gran Bretagna durante il secolo XVIII; la guerra avrà fine con il Trattato di Parigi, che stroncherà definitivamente ogni velleità imperialistica francese, costringendo i Borboni a cedere ai Britannici il Canada, la regione dei Grandi Laghi, la valle del Mississipi e l'attuale Louisiana.
Nel 1754 George Washington si congeda per poi essere successivamente richiamato in servizio dal Generale di Divisione Edward Braddock, impegnato a combattere i Francesi di Fort Duquesne. L'anno successivo Sir Robert Dinwiddie nomina il Colonnello Washington comandante in capo delle truppe coloniali virginiane, affidandogli l'incarico di presidiare l'inquieta frontiera.
Nel 1759 Washington si congeda definitivamente e sposa Martha Dandrige Curtis, giovane e facoltosa vedova. Per quasi quindici anni, fino al 1774, è membro della Camera dei Borghigiani, ovverosia della Camera Bassa dell'Assemblea Legislativa virginiana, dove si distingue per "essere uno dei più accesi sostenitori dei diritti dei coloni nel nome del Common law e del diritto consuetudinario britannici" che assicuravano a tutti i sudditi della Corona Inglese equità di trattamento e libertà concrete.
Saranno questi i motivi che scateneranno la guerra tra Madre Patria e colonie nordamericane: una guerra civile questa all'interno dell'Impero Britannico che, come ebbe a dire Burke, ha ben poche caratteristiche di somiglianza rispetto alla successiva e ben più ideologica Rivoluzione Francese.
Deflagrato il conflitto, Washington ne è subito protagonista sia sul versante bellico che su quello politico e culturale. Eletto al primo Congresso continentale, trascorre l'inverno successivo (1774 - 1775) adoperandosi nella riorganizzazione delle Milizie coloniali virginiane. Durante il 1775 il secondo Congresso continentale lo elegge all'unanimità Comandante in capo dell'esercito indipendentista.
Terminata la guerra civile e sancita definitivamente la pace il 3 settembre 1783, il Generale Washington si ritira a vita privata a Mount Vernon con l'intento, come egli stesso ebbe a dire, di "trascorrere gli ultimi anni di vita all'ombra della mia vigna e del mio fico, per poi discendere dolcemente il fiume della vita fino a quando non mi addormenterò accanto ai miei padri".
Nel 1781 il Paese ormai indipendente si organizza attraverso gli articoli della Confederazione, ratificati nel marzo dello stesso anno. Cinque anni più tardi a Filadelfia viene convocata una Convenzione con il compito di rivedere, alla presenza di tutti i rappresentati delle ex-colonie, il vecchio documento confederale da più parti tacciato di sostanziale debolezza ed inadeguatezza nell'organizzazione dei soggetti politici ex-coloniali che ora costituiscono la "Nazione nuova".
L'Assemblea Legislativa della Virginia elegge George Washington come proprio rappresentante. Questi accetta riservando tuttavia per sé un ruolo eminentemente politico e delegando gli aspetti tecnici relativi alla revisione della struttura del documento a James Madison.
Il futuro primo Presidente degli Stati Uniti d'America, "padre della patria" e figura simbolo del "Founding" statunitense morirà il 14 dicembre 1799, all'età di sessantasette anni.
George Washington non ebbe mai la fortuna di vedere la nuova capitale della neo fondata nazione che avrebbe in seguito portato il suo nome. Ciò nonostante lo stesso Washington influenzò inconsapevolmente in modo decisivo la scelta di dove erigere la nuova capitale. Fino al 1790 era stata New York la capitale degli Stati Uniti per poi divenire nuovamente Filadelfia. Quando si tentò di prendere una decisione definitiva su quale città dovesse divenire la capitale, a causa dei forti interessi economici in gioco si creò un contenzioso di tali proporzioni tra i singoli stati che si giunse ad una paralisi decisionale. In tale situazione di completa stasi poteva quindi succedere che tra un trasferimento e l'altro di tutti gli uffici amministrativi, a causa dei continui cambiamenti e delle continue incertezze, alcuni uffici rimanessero nella città nella quale si trovavano, mentre gli altri venissero spostati a centinaia di chilometri di distanza, ostacolando lo svolgimento delle pratiche amministrative.
Per porre fine a questa situazione il Congresso ratificò il Residence Act del 1790 con il quale deliberò la costruzione di una nuova città al di fuori del territorio di uno degli stati federali. Si creò pertanto il District of Columbia, situato a sud della linea Dixon, all'interno del quale venne poi costruita la città di Washington D.C.. L'incarico di progettare la nuova città fu quindi assegnato da Washington in persona all'architetto francese Pierre Charles L'Enfant, che avviò i lavori nel 1791 per terminarli grosso modo nove anni più tardi nel 1800. Durante questo periodo fu usata come capitale provvisoria la città di Filadelfia dove già in precedenza si era riunito il congresso durante la convenzione di Filadelfia.
Washington D.C. divenne infine la capitale degli Stati Uniti nel 1801, due anni dopo la morte di Washington.
In seguito nel corso della storia degli Stati Uniti, molte organizzazioni, istituti, scuole, università e perfino uno stato porteranno in onore a Washington il nome del padre fondatore di questa nazione, rendendo Washington uno dei simboli più importanti degli Stati Uniti e rendendolo certamente il personaggio più noto della storia americana. Nel 1889 fu annesso il quarantaduesimo stato degli Stati Uniti, al quale fu dato il nome di Stato di Washington. In suo onore fu poi eretto nel 1848 dall'architetto Robert Mills a Washington D.C. il Washington Mounument, che per un breve periodo fu con i suoi 169 metri di altezza l'edificio più alto al mondo. In suo onore fu anche eretto il Washington Masonic National Memorial ad Alexandria nello stato della Virginia, che fu realizzato esclusivamente con donazioni da parte dei membri massoni della loggia di Alexandria.
Dal 1935 in poi tutti i biglietti da un dollaro portano il volto di Washington, e sempre in suo onore la marina statunitense ha battezzato sia la portaerei CVN-73 della classe Nimitz, che il sommergibile nucleare SSBN-589 con il suo nome.

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