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sabato 31 dicembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 31 dicembre.
Il 31 dicembre 2002 a Shangai viene inaugurato il treno a levitazione magnetica che consente di colmare la distanza tra l'aeroporto internazionale e la città (30 km) alla velocità di oltre 500 km/h.
I maglev, ovvero treni a levitazione magnetica, sono veicoli privi di ruote, che utilizzano la repulsione e l’attrazione magnetica per rimanere sospesi sui binari, senza alcun contatto con il suolo quindi, e per la propulsione dei convogli. Questa caratteristica consente di raggiungere grandi velocità.
Anche se la tecnologia per la levitazione magnetica è stata sviluppata inizialmente negli anni ’30, in Germania, ed è stata oggetto oggetto di diversi brevetti negli anni ’60 e ’70 negli Stati Uniti e in Germania, il primo treno vero e proprio destinato al trasporto passeggeri fu realizzato nel 1979 ad Amburgo, in occasione della prima mostra internazionale dei trasporti, lungo una tratta di 908 metri. Si trattò comunque di un’esperienza temporanea.
Il primo meglev automatizzato destinato al trasporto pubblico è stato messo in funzione nel Regno Unito, a Birmingham, nel 1984 per servire la tratta fra la stazione e l’aeroporto; il servizio è stato sospeso nel 1995 a causa dell’obsolescenza del sistema.
In Giappone sono stati sviluppati due diversi maglev. Il più famoso è il JR-Maglev, sviluppato a partire dal 1969, che nel 2005 ha segnato il record mondiale di velocità (581 km/h); l’altro è l’HSTT, sviluppato a partire dal 1974 dalla Japan Airlines.
In Germania, a Berlino Ovest, un altro maglev ha funzionato fra il 1989 e il 1991.
Attualmente, troviamo altri treni magnetici in Cina, dove una tratta maglev di 30 km costruita nel 2002 collega in 7 minuti l’aeroporto di Shangai alla città, e in Corea.
Negli Stati Uniti non sono mai state costruite tratte maglev, ma il tema sembra essere piuttosto attuale, e si stanno compiendo studi per implementare una nuova generazione di treni magnetici.
Altri treni maglev sono in fase di studio nel Regno Unito, per collegare Londra a Glasgow, in Germania, a Monaco, in Svizzera, per due tratte sotterranee.
Se il grande elemento innovativo individuato a partire dagli anni ’30 è stata la levitazione magnetica, ovvero l’eliminazione dell’attrito fra ruote e binario, il sorprendente balzo in avanti annunciato dalla Cina sarà l’eliminazione dell’attrito fra il treno e l’aria. In che modo? Nell’unico modo possibile: far correre il treno “sottovuoto”, cioè in un tunnel privo di aria. Come nello spazio cosmico.
I ricercatori dell’Accademia Cinese di Scienze e dell’Accademia Cinese di Ingegneria annunciano infatti che è questo il progetto che stanno sviluppando in collaborazione con Daryl Oster, l’ingegnere americano che detiene il brevetto per le tratte ferroviarie in assenza d’aria (ETT: evacuated tube transport).
Il progetto porterà in una prima fase alla creazione di un prototipo che potrà viaggiare sottovuoto a una velocità compresa fra i 500 e i 600 km/h; sulla base di questo prototipo, attualmente in costruzione, si prevede di implementare entro tre anni un treno di dimensioni minori, che potrà viaggiare fra i 600 e 1.000 km/h. Ad oggi, la tempistica del progetto prevede di mettere in funzione le tratte fra dieci anni.
La velocità massima di 1.000 km/h non verrà raggiunta probabilmente nell’esercizio del servizio pubblico: la velocità media dovrebbe essere di 600 km/h circa. Se consideriamo che i treni ad alta velocità cinesi viaggiano oggi a 350 km/h, si tratta in pratica di raddoppiare le prestazioni dei treni, a fronte di un costo di infrastutturazione che aumenterà del 5-10%, passando dagli attuali 200 milioni di yuan per chilometro di rete, a circa 210-220 milioni di yuan (cioè da 21,5 a 22,6-23,7 milioni di euro per chilometro). L’ ”offerta”, quindi, sembra essere altamente competitiva, considerato l’elevato livello di complessità che le reti sottovuoto richiederanno, e visto anche il consistente risparmio di acciaio che il progetto dovrebbe consentire.
La notizia che arriva dalla Cina, al di là della sua indubbia spettacolarità, potrebbe essere l’occasione per ricordarci che al di là dell’aspetto sensazionale siamo di fronte a un tema strategico e decisivo – almeno per quelle aree del Mondo in cui la politica riesce ad avere una visione strategica del futuro. I sistemi di trasporti basati su combustibile fossile sono destinati a un inesorabile declino: perché il petrolio sarà sempre più raro, costerà sempre di più, e nel secolo del green e del sostenibile rappresenterà un investimento sempre più sconveniente e rischioso dal punto di vista politico.
Questo significa che i trasporti aerei potrebbero diventare un lusso riservato ai soli voli transoceanici, e laddove possibile saranno sostituiti nella mobilità interna dai trasporti ferroviari, se lo sviluppo delle nuove tecnologie – di cui il caso cinese rappresenta la punta più avanzata – riuscirà a rendere davvero competitivo lo spostamento via terra. Ci sta già lavorando la Francia, dove la SNCF ha già i TGV fra i più veloci in circolazione e sta cercando di insidiare i trasporti aerei con nuove politiche di prezzo.
È vero che per quanto riguarda i maglev, visti i costi elevati per l’infrastrutturazione, essi sono stati utilizzati finora solo per tratte brevi e altamente frequentate: non è un caso che la maggior parte di essi collega le grandi città ai rispettivi aeroporti internazionali, o alle aree suburbane ad alta densità di pendolarismo. Eppure tutto lascia pensare che la Cina stia davvero indicando il futuro dei trasporti veloci. Non sappiamo ancora se e quando i maglev “sottovuoto” diventeranno realtà, ma quando accadrà non saranno solo treni, sarà l’inizio di una nuova fase della mobilità su larga scala.

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