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mercoledì 28 settembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 28 settembre.
Il 28 settembre 2005 inizia la prima tranche di quello che fu chiamato il processo per la truffa del secolo, riguardante il crac della Parmalat di Calisto Tanzi.
 Parmalat è stata protagonista dal 2003 a oggi del più grande crac finanziario della storia. Una vera e propria truffa ai danni dei risparmiatori, dell'incredibile valore di 14 miliardi di euro, perpetrata attraverso la distrazione e occultazione sistematica dei capitali della multinazionale. Soldi che per anni sono scomparsi attraverso una serie di passaggi tra società off shore sudamericane, statunitensi, lussemburghesi e maltesi, per poi riapparire magicamente nelle tasche di Calisto Tanzi. Nessuno si è accorto che a questo modo si sono svuotate le casse della società, i cui debiti sono stati abilmente mascherati tramite trucchi contabili, connivenze dei revisori e massicce acquisizioni di aziende indebitate. E tramite l'emissione di bond, ossia chiedendo liquidità alle banche e agli stessi risparmiatori. Ecco la cronistoria della vicenda giudiziaria.
2003: i conti smettono di tornare tra il 4 e il 19 dicembre, quando si scopre che i 600 milioni di dollari depositati presso il fondo Epicurum, nel paradiso fiscale delle Cayman, così come i 3,95 miliardi di euro depositati nel conto della Bonlat, sempre di proprietà di Tanzi, non esistono. La società di Rating Standard&Poor's declassa i titoli Parmalat a «junk bond», spazzatura.
L'azienda perde il 40% del suo valore in Borsa, Tanzi lascia tutte le cariche. È arrestato il 26 dicembre. Un'azienda fino a quel momento ritenuta solida e affidabile, presente in 30 paesi, con 139 stabilimenti e 36.356 dipendenti, improvvisamente collassa.
2004: Mentre si scopre un buco di 2 miliardi in Parmatour, la controllata attiva nel settore del turismo, vengono arrestati i figli di Calisto Tanzi, Stefano e Francesca, per aver fatto scomparire 900 milioni di euro. Dopo 104 giorni di carcere, il Gip di Parma concede invece al padre gli arresti domiciliari (tornerà in libertà il 26 settembre).
Il 25 maggio tre dirigenti Parmalat sono accusati di favoreggiamento aggravato nei confronti della Camorra. Piovono rinvii a giudizio: la Procura di Milano ne spicca 29. Il 5 ottobre inizia l'udienza preliminare per il crac Parmalat, dopo che a marzo la Corte di Cassazione aveva deciso di assegnare alla procura della repubblica di Milano la competenza delle indagini in materia di aggiotaggio e a Parma quelle riguardanti le accuse di bancarotta e associazione a delinquere.
I due maxiprocessi inizieranno rispettivamente il 28 settembre 2005 e il 6 giugno 2006. Si costituiscono in giudizio 40 mila risparmiatori nel primo e 33 mila nel secondo. Solo a Parma il processo produrrà oltre 6 milioni di pagine.
2005: il 2 gennaio il tribunale di Parma chiede lo stato di insolvenza per tre aziende del gruppo: Emmegi agro industriale, Parmalat Malta Holding e Parmalat trading. Tanzi, a processo da settembre insieme ad altri 18 imputati, accusa ripetutamente gli istituti bancari, in particolare la Banca di Roma. L'1 ottobre i creditori aderiscono al concordato proposto da Enrico Bondi, già commissario straordinario e ora amministratore delegato della rinnovata società.
Da questo momento i creditori diventano azionisti. Il valore complessivo dei bond emessi è pari a circa 8 miliardi. Cinque giorni più tardi fa il suo esordio in Borsa la Nuova Parmalat: il titolo triplica il valore iniziale di un euro.
2006: Bondi è interrogato a Milano il 28 febbraio. Come Tanzi, anche l'ad ritiene «fuori dubbio» che le banche fossero a conoscenza della reale situazione finanziaria della società. Il primo marzo inizia, sempre a Milano, il processo per aggiotaggio e diffusione di notizie false al mercato.
Saranno rinviati a giudizio funzionari di Citigroup, Ubs, Deutsche Bank e Morgan Stanley. A settembre il rinvio a giudizio tocca invece agli avvocati Michele Ributti, ex legale di Tanzi, e Gian Giorgio Spiess. L'accusa è di aver distratto e poi occultato dalle casse di Parmalat oltre 4 milioni di euro nel decennio 1991-2001.
2007: il 20 febbraio le posizioni processuali dei figli di Calisto Tanzi si chiudono con un patteggiamento: 3 anni e 5 mesi per Francesca, 4 anni e 10 mesi per Stefano. La stessa soluzione viene adottata da altri 15 imputati. Anche Calisto formalizza, il 17 aprile, una richiesta di patteggiamento a 5 anni. Il 26 giugno si chiudono le indagini relative a Deutche Bank e Morgan Stanley: l'accusa per gli 11 imputati è concorso in bancarotta fraudolenta.
Due settimane dopo sarà la volte di Bank of America. Il 25 luglio si chiude l'udienza preliminare con 56 rinvii a giudizio, cinque condanne con abbreviato e 16 patteggiamenti. Il 2007 si chiude, per l'azienda, con una crescita del fatturato del 6,3% e un utile atteso tra 545 e i 550 milioni di euro.
2008: il 22 gennaio inizia formalmente a Milano il processo nei confronti di Ubs, Citigroup, Morgan Stanley e Deutsche Bank. Sarà rinviato fino al 7 aprile. Il 14 marzo, invece, si apre a Parma quello che viene definito il processo del secolo. Il 6 ottobre la Procura di Milano chiede 13 anni di reclusione per Calisto Tanzi.
La decisione giunge il 18 dicembre: Tanzi è condannato a dieci anni di reclusione in quanto colpevole di aggiotaggio, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e concorso in falso con i revisori.
2009: a sei anni di distanza dal crac, i 32 mila piccoli risparmiatori costituitisi parte civile e raccolti nel Comitato guidato da Carlo Federico Grosso e presieduto da Giancarlo Ge, recuperano quasi il 70% di quanto investito in Parmalat. La quota più cospicua del recupero, il 36%, deriva dal possesso di azioni e warrant di Parmalat Finance Corporation, mentre le altre sono costituite da dividendi (5%), da transazioni con Deloitte (5%) e con le banche estere coinvolte nello scandalo.
Una fetta si deve anche al sequestro operato nel corso dell'anno di 19 dipinti di Manet, Picasso, Van Gogh, Kandinsky e altri, nascosti dal genero di Tanzi, per un valore stimato di 100 milioni.
2010: il 26 maggio la Corte d'Appello di Milano conferma la sentenza di primo grado. Tanzi è inoltre condannato a risarcire gli oltre 32 mila risparmiatori costituitisi parte civile per una somma di 100 milioni di euro, il 30% di quanto avevano chiesto. L'imprenditore si vede anche revocata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la carica di Cavaliere di Gran Croce.
Il 24 settembre, dopo 31 mesi di lavoro e 79 udienze, il procuratore di Parma Gerardo Laguardia formula l'accusa: 20 anni di reclusione per Calisto Tanzi, 12 per l'ex rappresentante legale Giovanni Tanzi, fratello di Calisto, 9 e mezzo per l'ex direttore finanziario della Parmalat Fausto Tonna. Il 27 settembre la Procura di Milano chiede l'arresto di Calisto Tanzi in ragione del pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
il 18 aprile 2011 il Tribunale di Milano ha assolto le banche coinvolte per il reato di aggiotaggio informativo: Morgan Stanley, Bank of America, CitiGroup e Deutsche Bank. La decisione del Tribunale di Milano inoltre nega quindi il risarcimento per circa 30.000 piccoli risparmiatori che sottoscrissero i bond emessi dalla Parmalat prima del Crac.
il 23 aprile 2012 il tribunale d'appello di Bologna condanna Tanzi a 17 anni e sei mesi; 9 anni e 11 mesi per Fausto Tonna. Per il fratello di Calisto Tanzi, Giovanni, conferma della condanna a 10 anni e sei mesi. Per l'ex direttore marketing della multinazionale di Collecchio Domenico Barili 7 anni e 8 mesi (8 anni in primo grado). Per Luciano Silingardi - commercialista amico di Tanzi, ex consigliere indipendente di Parmalat Finanziaria, nonché ex presidente della Fondazione Cariparma - conferma a 6 anni. Per Giovanni Bonici, numero uno di Parmalat Venezuela ed ex amministratore di Bonlat, 4 anni e 10 mesi (5 anni anni in primo grado). Ritocchi e conferme anche per gli altri ex dirigenti, sindaci, membri Cda imputati a Bologna. Per Fabio Branchi, commercialista di Calisto Tanzi, 4 anni 10 mesi e 10 giorni (5 anni e quattro mesi a Parma); a Enrico Barachini conferma a 4 anni; per Rosario Lucio Calogero 4 anni e sette mesi (5 anni e quattro mesi in primo grado); per Paolo Sciumé 5 anni e tre mesi (5 anni e quattro mesi); a Sergio Erede 1 anno (1 anno e sei mesi); a Camillo Florini 4 anni e un mese (5 anni); Mario Mutti 3 anni e sei mesi (5 anni e quattro mesi).
All'indomani della sentenza, il legale di Tanzi ha annunciato che l'ex patron della Parmalat ricorrerà in Cassazione.
Nel 2014 la quinta sezione penale della Cassazione ha confermato la pena a Calisto Tanzi. La condanna definitiva di Tanzi è stata di 17 anni, mentre il direttore finanziario Fausto Tonna, è stato condannato a 9 anni di reclusione.

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