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lunedì 12 settembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 12 settembre.
Il 12 settembre del 490 a.C. è una delle date ipotizzate in cui si svolse la battaglia di Maratona, tra Ateniesi e Persiani.
La battaglia di Maratona segna la definitiva vittoria degli ateniesi nella prima guerra greco-persiana. Sulla base delle cronache storiche scritte da Erodoto la disparità tra i due eserciti in campo è enorme. La Persia dispone di una imponente flotta navale che può attraversare l'Egeo portando con sé un grande esercito di conquista. Al contrario, nel 490 a.C. gli ateniesi non dispongono di una flotta in grado di affrontare le navi persiane e sono costretti ad attendere i persiani sulla terra ferma. Su consiglio di Ippia, ex tiranno di Atene passato dalla parte del re di Persia, i persiani conquistano Eretria nell'isola di Eubea per poi puntare verso l'Attica, scegliendo come area di sbarco la pianura di Maratona a 30 km da Atene.
L'esercito persiano vanta una netta superiorità numerica ed ha nella cavalleria leggera munita di archi il suo punto di forza. La fanteria è composta per lo più da arcieri a piedi privi di armatura. La pianura è quindi il campo di battaglia ideale per consentire alla cavalleria persiana di accerchiare velocemente i soldati ateniesi e sfibrarli sotto una pioggia incessante di frecce. Una volta sconfitti gli ateniesi i persiani possono marciare indisturbati verso Atene. L'esercito ateniese è invece composto dagli opliti, soldati a piedi con elmo e corazza in bronzo armati di lancia, scudo e spada. Le truppe ateniesi combattono con la formazione detta della "falange" composta da otto file di soldati a stretto contatto l'uno con l'altro. La falange consente agli ateniesi di imporre una notevole forza d'urto sulle file avversarie. Privi di cavalleria e resi pesanti, gli ateniesi sembrano facilmente aggirabili dai cavalieri persiani. Di questo ne è consapevole anche Milziade, il comandante delle forze ateniesi, che sceglie come scenario della battaglia il luogo meno aperto della pianura di Maratona, all'entrata della valle di Vrana, proteggendo i lati dello schieramento con i tronchi degli alberi abbattuti sul posto. Da questo punto in poi è opportuno considerare il racconto di Erodoto viziato da elementi di propaganda greca. Secondo Erodoto gli ateniesi colgono di sorpresa i persiani con una carica lunga ben 1500 metri, sfuggendo all'accerchiamento della cavalleria e alla pioggia di frecce, fino a raggiungere le prime fila dei soldati persiani. Nel corpo a corpo gli opliti hanno la meglio sulla fanteria leggera persiana. La formazione ateniese si presenta sul campo in una fila lunga come la formazione persiana. Essendo in inferiorità numerica la formazione ateniese è debole al centro e più potente sulle ali.
Questa particolare tattica consente agli opliti ateniesi e plateesi di mettere in fuga gli arcieri persiani sulle ali. Privi della copertura degli arcieri anche la cavalleria persiana si ritira. Il centro della formazione persiana, invece, sfonda facilmente quello ateniese che invece di scappare nelle retrovie mantiene la propria posizione ed arretra lentamente creando una forbice.
Messa in fuga la cavalleria persiana gli opliti ateniesi sulle ali possono così convergere verso il centro intrappolando la formazione centrale dell'esercito persiano in un combattimento corpo a corpo in spazi ristretti, dove la fanteria pesante ateniese ha la meglio sulla fanteria leggera persiana. L'esercito persiano è sconfitto e si ritira verso la costa per imbarcarsi sulla flotta persiana.
In realtà, la ricostruzione di Erodoto potrebbe essere parzialmente falsata dalla tendenza del vincitore ad ingigantire l'eroismo dei propri soldati. Difficilmente gli opliti, appesantiti dall'armatura, potrebbero correre per un chilometro e mezzo e affrontare in battaglia il nemico. Molto più probabilmente i fatti si svolgono in modo diverso. Gli ateniesi non hanno alcun interesse ad accelerare i tempi della battaglia in quanto stanno attendendo i rinforzi in cammino da Sparta. Secondo una più recente interpretazione degli storici i persiani potrebbero aver deciso di attaccare l'esercito ateniesi prima dell'arrivo degli spartani. Giunti ad una distanza di 150-200 metri, la gittata massima degli archi persiani, Milziade potrebbe aver dato l'ordine di caricare velocemente verso i persiani per impedire ai soldati d'essere colpiti dalla pioggia di frecce. Da questo momento in poi la battaglia si svolge come già raccontato. I persiani si ritirano verso il mare per imbarcarsi sulla flotta. Gli ateniesi li inseguono fino alla collina dove successivamente sorgerà il monumento greco ai caduti in battaglia. Questa collina dista esattamente 1500 metri dalla valle di Vrana (otto stadi per dirla come Erodoto). E' quindi probabile che Erodoto abbia indicato la collina come luogo della battaglia per enfatizzare la carica eroica degli ateniesi e per dare ulteriore sacralità al monumento ai caduti.
La vittoria greca fu totale e, secondo la leggenda, Filippide (o Fidippide) altre fonti indicano Eucle, araldo ateniese, fu inviato ad annunciare la vittoria percorrendo di corsa la distanza fra Maratona ad Atene; arrivato a destinazione, disse solo due parole "χαίρετε, νικῷμεν" ("siate felici, abbiamo vinto!") o, più semplicemente, "Νενικήκαμεν!" ("siamo vincitori") e poi cadde morto, stremato dalla fatica. Questa leggenda fu la base per la moderna maratona. Contrariamente a quanto si crede, la distanza della maratona moderna (42 km e 195 metri) non è la stessa distanza che intercorre fra Maratona e Atene (circa 42 km), ma venne fissata in occasione delle Olimpiadi di Londra del 1908, anche se rimasta variabile fino al 1924 quando la IAAF stabilì la distanza ufficiale; la maratona entrò a far parte delle competizioni ufficiali con la I Olimpiade dell'era moderna. Il 1° vincitore, fu il greco Spiridon Louis.

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