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mercoledì 9 dicembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 9 dicembre.
Il 9 dicembre del 1959, a Taranto, durante gli scavi per la realizzazione di una abitazione, veniva trovata una tomba gloriosa e pluridecorata, risalente presumibilmente al V sec. a. C., nella quale l'uomo sepolto veniva indicato come una vera leggenda dell'epoca per aver vinto quattro olimpiadi in una delle specialità più difficili e poliedriche, il pentathlon.
Dai resti dell'uomo, ribattezzato l'atleta di Taranto, è stato possibile risalire alla sua dieta alimentare, alla sua età e allo stile della sua acconciatura: si trattava di un uomo sui 30 anni e di corporatura robusta, alto circa 170 cm (una statura eccezionale per quell'epoca), per un peso di 77 kg. Evidenti erano anche i segni della sua potenza nel lancio del disco, nel salto in lungo, nel lancio del giavellotto, nella corsa e nella lotta, le discipline sportive tipiche del Pentathlon. I suoi capelli erano ricci e scuri come i suoi occhi. La sua dieta alimentare era costituita principalmente da cereali e frutta, ricchi di carboidrati, come erano anche soliti usare i suoi colleghi, ma che lui accompagnava ad una buona dose di fonti proteiche, come il pesce azzurro di piccola taglia quali acciughe, sarde, sgombri, crostacei ed ostriche, talvolta anche carne.
Le ipotesi sulla morte dell'atleta sono principalmente due. Secondo la prima, in quanto campione, ebbe presumibilmente pochi rivali nelle sue discipline sportive, che lo condussero purtroppo allo stremo delle sue forze e alla morte all'età di 35 anni. La seconda ipotizza un possibile avvelenamento tramite arsenico, quando l'atleta aveva circa 27 anni, assassinato molto probabilmente per interesse sportivo.
Alla sua morte, quando la sua bell'anima salì all'Olimpo, fu adagiato in un sarcofago monumentale per il meritato eterno riposo, seppellendolo come lui desiderava con le sue quattro anfore panatenaiche, raffiguranti ognuna le sue precedenti gloriose vittorie. Al ritrovamento della tomba però, ne furono rinvenute solo tre, in quanto la quarta andò perduta. Ora la sua tomba troneggia in una sala del Museo nazionale archeologico di Taranto.
In occasione delle olimpiadi di Pechino del 2008, il corredo funerario dell'atleta è stato esposto al BeiJing World Art Museum di Pechino dal 28 luglio 2008 al 30 gennaio 2009.

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