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sabato 5 dicembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 5 dicembre.
Il 5 dicembre 1746 la città di Genova insorse contro l'occupazione austriaca, ad opera di Giambattista Perasso, detto il Balilla.
Le pretese eccessive, l'occupazione dei punti chiave di Genova, il tentativo di sottrarre le artiglierie cittadine e il comportamento delle truppe, portarono, il 5 dicembre 1746, alla rivolta popolare.
L'insurrezione scoppia a Portoria. Un mortaio genovese in mano agli austriaci rimane impantanato durante il trasporto. Le truppe d'occupazione, con la forza, vogliono costringere i passanti a liberare il pezzo d'artiglieria. Lo sdegno e l'ostilità della popolazione si concretizza nel gesto del Balilla che al grido "che l'inse?" (chi inizia?)  scaglia la prima pietra di una fitta sassaiola. Le truppe sono costrette ad una fuga precipitosa dovendo abbandonare il cannone.
Nei giorni seguenti si alternano scontri a tregue e trattative diplomatiche.
La sollevazione dei genovesi costringe il marchese Botta Adorno ad abbandonare la città riparando a Novi. Il successivo tentativo di tornare a Genova viene prontamente contrastato costringendo il Marchese a rifugiarsi nuovamente a Novi.
Il mito del Balilla fu alimentato (e ingrandito) principalmente in pieno Risorgimento, ovvero cento anni dopo gli accadimenti che portarono alla rivolta popolare.
La sua figura fu poi ulteriormente enfatizzata, sempre in chiave fortemente patriottica, nel ventennio dell'era fascista, anche attraverso la creazione dell'Opera Nazionale Balilla a simbolo di patriottismo e ardimento giovanile. Mussolini, scelto il nome, aveva chiesto alla Società di Storia Patria di Genova di fargli pervenire un dossier sull'eroico personaggio. Con non poco coraggio, uno degli studiosi della Società, nella missiva al Duce ammise che in realtà del Balilla le notizie erano ben poche. L'unica fonte ufficiale - un poema maccheronico in versi - riportava, accanto al nome del ragazzo, un soprannome decisamente poco glorioso: «mangiamerda».
A quel punto, Mussolini opta per una rapida interruzione della ricerca. Meglio i toni romantici della leggenda.
Il monumento dedicato al Balilla si trova davanti al palazzo di Giustizia, in zona Piccapietra, incastonato tra edifici che ne riducono la visibilità.

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