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domenica 13 dicembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 13 dicembre.
Il 13 dicembre 1294 Papa Celestino V, al secolo Pietro Angelerio, o Pietro da Morrone, oppose "il gran rifiuto", cioè abdicò dal pontificato.
Pietro era un eremita benedettino, che aveva trascorso buona parte della sua esistenza tra le grotte delle montagne abruzzesi, fondando anche una congregazione benedettina che dopo la sua morte fu appunto chiamata "dei celestini".
Quando papa Niccolò IV morì, i cardinali erano soltanto 12, e tra essi vi erano poteri forti avversi, come quelli degli Orsini e dei Colonna. Passò oltre un anno senza che fu possibile eleggere un nuovo papa e nel frattempo gli Angiò e gli Aragona si contendevano la Sicilia, senza che un Papa potesse dirimere le lotte.
Alla fine, dopo 27 mesi di pontificato vacante, i cardinali si decisero ad eleggere papa proprio Pietro, in quanto uomo fuori da qualsiasi gioco di potere; probabilmente ogni cardinale pensò quanto egli fosse facilmente malleabile e controllabile per i propri interessi: era il 5 luglio 1294.
Uno dei primi atti ufficiali fu l'emissione della cosiddetta Bolla del Perdono, bolla che elargisce l'indulgenza plenaria a tutti coloro che confessati e pentiti dei propri peccati si rechino nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, nella città dell'Aquila, dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29. Fu così istituita la Perdonanza, celebrazione religiosa che anticipò di sei anni il primo Giubileo del 1300, ancora oggi tenuta nel capoluogo abruzzese.
Quindi a settembre istituì un nuovo concistoro nel quale nominò 13 nuovi cardinali, nessuno dei quali romano.
In effetti Pietro da Morrone dimostrò una notevole ingenuità nella gestione amministrativa della Chiesa, ingenuità che, unitamente ad una considerevole ignoranza (nei concistori si parlava in volgare, non conoscendo egli a sufficienza la lingua latina) precipitò l'amministrazione in uno stato di gran confusione, giungendo persino ad assegnare il medesimo beneficio a più di un richiedente.
Dopo quattro mesi di pontificato, Celestino abdicò e il giorno dopo il Conclave elesse Benedetto Caetani, che assunse il nome di Bonifacio VIII.
Celestino fu rinchiuso in una rocca di proprietà dei Caetani dove morì nel 1296.
I suoi resti riposano nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, all'Aquila.
Il papa Celestino viene citato da Dante (anche se non direttamente) nel terzo canto dell'Inferno, quando con Virgilio giunge all'Antinferno, dove vi sono le anime degli ignavi (coloro che per aver vissuto senza infamia e senza lode non sono nè all'Inferno nè in Paradiso). Dante era adirato con Celestino perchè la sua abdicazione aprì le porte a Bonifacio VIII, causa del suo esilio, al quale riserverà nell'Inferno destino assai peggiore.
"Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.
Incontanente intesi e certo fui
che questa era la setta d’i cattivi,
a Dio spiacenti e a’ nemici sui. "

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