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sabato 12 dicembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 12 dicembre.
Il 12 dicembre 1969, alle 16,37 a Milano in piazza Fontana, esplodeva una bomba all'interno della sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura, provocando 17 morti e 88 feriti. Una seconda bomba nella sede della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, rimaneva inesplosa. Una terza bomba a Roma in un sottopassaggio di Via Veneto nei pressi della Banca Nazionale del Lavoro provocava 13 feriti. Una quarta davanti all'altare della patria, e una quinta presso il Museo del Risorgimento, 4 feriti: era cominciato quello che fu poi definito il periodo della tensione.
Le indagini si diressero subito negli ambienti anarchici e di estrema destra. Fu fermato il giorno stesso l'anarchico Giuseppe Pinelli, già oggetto di precedenti indagini ed interrogatori, e trattenuto per 3 giorni dal commissario Calabresi. Il giorno 15 per cause imprecisate Pinelli volò giù da una finestra della questura e morì: fu accertato che il commissario non era presente e fu detto che Pinelli cadde da solo, dopo un malore. Successivamente fu arrestato Pietro Valpreda, un altro anarchico riconosciuto da un tassista che lo avrebbe portato quel giorno in piazza.
Nel corso degli anni sono stati indagati e poi portati a processo, tra mandanti ed esecutori, parecchie persone, inclusi alcuni esponenti dei servizi segreti accusati di depistaggio. A 42 anni dalla strage, dopo sette processi di vario grado (perchè la Cassazione ha disposto la riapertura di alcuni processi nel corso degli anni) nessun indagato è mai stato condannato per la strage. Attualmente non vi è alcun procedimento giudiziario aperto, la strage di Piazza Fontana non ha colpevoli e ai parenti delle vittime sono state addebitate le spese processuali.
Il 17 maggio 1972 il Commissario Calabresi fu ucciso da esponenti di Lotta Continua, che lo consideravano responsabile per la morte di Pinelli. Per quell'omicidio furono condannati Ovidio Bompressi e Leonardo Marino come esecutori, Giorgio Pietrostefano e Adriano Sofri come mandanti.

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