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venerdì 11 dicembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è l'11 dicembre.
L'11 dicembre 1997 veniva ratificato a Kyoto l'omonimo protocollo, che prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990, considerato come anno base,nel periodo 2008-2012.
Il protocollo prevedeva che entrasse in vigore nel momento in cui almeno 55 nazioni lo avessero firmato, a patto che queste producessero almeno il 55% degli elementi inquinanti. Pertanto il trattato è entrato in vigore solo nel novembre 2004, con l'adesione della Russia.
Le attività umane immettono 6.000 Mt (milioni di tonnellate) di CO2, di cui 3.000 dai paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyoto, se ne dovrebbero immettere 5.850 anziché 6.000, su un totale di 3 milioni attualmente in atmosfera. Ad oggi, 174 Paesi e un'organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il Protocollo o hanno avviato le procedure per la ratifica. Questi paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra.
Per l’Unione Europea il Protocollo di Kyoto prevede un taglio delle emissioni di gas serra dell’8% rispetto alle emissioni del 1990. Stando all’ultimo Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (“Greenhouse gas emission trends and projections in Europe 2007”) le emissioni dell’UE15 nel 2005 sono state ridotte del 2% rispetto ai valori del 1990. Il Rapporto prevede anche che l’Unione Europea, nel caso dia attuazione a tutte le misure aggiuntive previste, è in grado di rispettare gli impegni di riduzione.
Gli Stati membri con maggiori difficoltà a rispettare i propri impegni sono la Danimarca, la Spagna e l’Italia, che rappresenta il terzo paese emettitore dell’Unione europea.
L’Italia doveva ridurre le sue emissioni di gas serra nel periodo 2008 – 2012 del 6,5% rispetto al 1990.
I dati ufficiali del 2005 indicavano un aumento delle emissioni nel nostro paese del 12,1%. Le stime degli ultimi anni hanno indicato invece un trend di riduzione delle emissioni collocando il nostro paese alla fine del 2007 a valori sicuramente al di sotto del 10%. Questo miglioramento è dovuto principalmente a fatti congiunturali, legati a condizioni climatiche invernali più miti, ma presenta anche qualche elemento strutturale dovuto al verificarsi di un disaccoppiamento tra crescita economica e consumi energetici ed ai provvedimenti presi nell’ultimo periodo.
A partire dal 2005 sono state messe in atto una serie di misure finalizzate alla riduzione delle emissioni di gas serra. In particolare si fa riferimento alle misure di incentivazione del fotovoltaico, di promozione dell’efficienza energetica negli edifici, della cogenerazione e dell’utilizzo dei biocombustibili nei trasporti, agli incentivi previsti dalla legge finanziaria 2007 ed alle misure di incentivazione a carattere più strutturale previste dalla legge finanziaria 2008.
Nonostante ciò, l'Italia ha fallito i suoi impegni attestandosi a una riduzione del 4,6% anzichè il 6,5% pattuito.
Per concludere, una riflessione: tra i paesi che non hanno ratificato il protocollo di Kyoto, vi sono gli USA, responsabili di oltre il 36% delle emissioni globali di CO2 in atmosfera; negli ultimi mesi del mandato Bill Clinton aveva firmato l'adesione, ma George W. Bush, pochi mesi dopo essere stato eletto, l'ha ritirata.
Nel 2011 il Canada ha deciso di uscire dal protocollo di Kyoto,.paesi come l'India e la Cina, oggi responsabili di quasi il 30% delle emissioni del pianeta, sono esentati dal protocollo in quanto paesi in via di sviluppo.

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