Cerca nel web

sabato 21 febbraio 2015

# ART3.0 #AutoRiTratto di #PaoloGalletti




Paolo Galletti è un sognatore, un idealista. A sedici anni si trova ad osservare il cambiamento dall’alto delle splendide mura perfettamente integre di Lucca, protetto dall’accelerazione industriale degli anni ‘70. Il cuore di Lucca si raggiunge attraverso le porte che, nei suoi dipinti, assumono la dimensione di portali chimerici, attraverso i quali si può raggiungere qualcosa di prezioso, di magico, di armonico.
Nei quadri dedicati a Lucca sembra che ogni tetto, ogni albero, ogni palazzo storico voglia in ogni modo restare racchiuso in quelle mura pur ammiccando allo spettatore e facendo bella mostra di sé. Le mura − così riconoscibili anche se distanti dalla realtà − trattengono, quasi a fatica, come una chioccia i pulcini, tutti gli edifici stringendoli in un grande morbido abbraccio. Ecco come Galletti riesce ad umanizzare ogni singola pietra di questa città, che vive nel suo cuore e diventa il centro pulsante delle sue opere. 
da il pickwick
          Leggi L'intervista


 

sabato 14 febbraio 2015

#ART3.0 #AutoRiTratto di #AndreaNicita



 Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
So che potrebbe essere un’operazione pazzesca, ma andrebbe creata una sorta di “classifica” dell’artista in base alla sua educazione, agli anni di esperienza, al curriculum: un po’ come si fa per assumere del personale in una azienda.
Dopo di che verrebbero creati "livelli" di artisti: quelli da gallerie e quelli amatoriali, perché è giusto che, anche chi dipinge per hobby, possa esporre.

da Il Pickwick 
                  Leggi L'intervista


sabato 7 febbraio 2015

#ART3.0 #AutoRiTratto di #AntonioPossenti


La visita presso lo studio del Maestro Possenti è sempre un momento di grande gioia. Da fuori suono il campanello sul quale appaiono i nomi di grandi artisti del passato, quasi ad indicare una continuità ma anche un momento ludico verso l’ignaro visitatore; poco sopra, a penna e scritto con grafia piccola piccola, anche il cognome di Possenti.
Si accede da un corridoio quasi scavato nella pietra, stretto e buio, e si attende di vedere il maestro comparire sulla soglia come chi si trovi a consultare un saggio in un viaggio iniziatico. Del luogo in cui lavora − ah come vorrei avere le parole per descriverlo! − forse l’unica cosa che posso dire è che si tratta sicuramente di uno spazio magico. Tra le antiche mura gli occhi non potrebbero mai dirsi soddisfatti di esplorare: ci sarebbe sempre un angolo, un libro o un oggetto che meriterebbe di essere osservato ancora e ancora. Ogni cosa qui sembra godere di completa libertà e autonomia e così è possibile trovare una cravatta su una sedia, senza una gamba, o una pila di libri su oggetti rotondi ad indicare un equilibrio precario, anzi meglio, dinamico. 

da Il Pickwick

                   Leggi L'intervista

Cerca nel blog

Archivio blog