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venerdì 12 ottobre 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 12 ottobre.
Il 12 ottobre 1859 Joshua Norton, che si era autoproclamato "imperatore degli Stati Uniti e protettore del Messico", intima al Congresso di sciogliersi.
Norton non è sempre stato “Imperatore”, non ha ereditato il titolo per ragioni di sangue. Norton nasce in Sudafrica e sbarca negli Stati Uniti, a San Francisco,  all’età di trent’anni per ragioni di affari; affari che vanno decisamente bene per i primi anni, finché non incappa in un investimento sbagliato relativo a un grosso carico di riso.
Per limitare i danni il nostro eccentrico Norton intraprende una lunga battaglia legale per cercare di invalidare il contratto relativo alla compravendita del suddetto carico di riso, ma non c’è nulla da fare: Joshua rimane senza un soldo e si allontana da San Francisco per due anni.
Due anni in cui al protagonista della storia chissà cosa è successo, ma sicuramente deve essere stato un periodo molto intenso per il futuro imperatore.
Di ritorno da questi due anni di esilio, Joshua Norton, il 17 settembre 1859 scrive una lettera ai giornali locali:
«A perentoria richiesta e desiderio di una larga maggioranza di questi Stati Uniti, io, Joshua Norton, un tempo cittadino di Algoa Bay, Capo di Buona Speranza, e oggi e per gli ultimi scorsi 9 anni e 10 mesi cittadino di San Francisco, California, dichiaro e proclamo me stesso Imperatore di questi Stati Uniti; e in virtù dell’autorità in tal modo acquisita, con la presente ordino ai rappresentati dei diversi Stati dell’unione di riunirsi in assemblea presso il Music Hall di questa città, in data primo Febbraio prossimo venturo, e lì procedere alla modifica delle leggi esistenti dell’Unione al fine di correggere i mali sotto i quali questa nazione si trova ad operare, e in tal modo ripristinare la fiducia, sia in patria che all’estero, nell’esistenza della nostra stabilità e integrità.
Norton I, imperatore degli Stati Uniti»
Il proclama viene quasi completamente ignorato, ma non da tutti. Il San Francisco Bullettin pubblica la lettera con scopo satirico, ma l’effetto tra i cittadini non è sicuramente quello che era possibile prevedere: la gente inizia a rivolgersi a Norton chiamandolo “Sua Eccellenza” e il neo-imperatore inizia ad agire come se quella carica gli fosse realmente assegnata! Inizia a dispensare consigli, a fare ispezioni dei cantieri navali e delle opere pubbliche, inizia a stampare una sua moneta (regolarmente accettata nei dintorni)  e in breve si dichiara anche “protettore del Messico”.Nel corso della sua vita, la cittadinanza continuerà a trattare questo eccentrico personaggio assecondando il suo modo di fare e addirittura la sua strana autorità riuscì a fermare una potenzialmente pericolosa rivolta anti-cinese. Benvoluto e accettato dal “suo” popolo, Norton venne anche arrestato da una giovane  guardia che riteneva dovesse essere sottoposto ad accertamenti psichiatrici, ma anche in questo caso, non solo venne immediatamente rilasciato, ma addirittura scatenò lo sdegno della popolazione che costrinse le guardie a scusarsi pubblicamente.
Le avventure dell’Imperatore continuarono fino al 1880, quando alla sua morte, 30mila persone si recarono al suo funerale. Le sue spoglie mortali, seppellite nel cimitero massone, furono riesumate nel 1934 e spostate nel Woodlawn Cemetery di Colma, dove si trovano tutt’ora. A segnare la sua tomba è stata posta una grande pietra dove è stato scolpito il suo nome: Norton I, imperatore degli Stati Uniti e Protettore del Messico".
Questo singolare personaggio, ispirò scrittori come Mark Twain, Robert Luis Stevenson  e Herbert Asbury che lo citeranno nelle loro opere. In particolare Twain si ispirerà a Norton per il personaggio del “Re” ne “Le avventure di Huckleberry Finn”.

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