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martedì 22 maggio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 22 maggio.
Il 22 maggio 1922 Francis Scott Fitzgerald pubblica "Il curioso caso di Benjamin Button".
Un caso alquanto bizzarro, quello di Benjamin Button, un individuo fuori dal comune che viene dato alla luce nel 1860 a Baltimora. Il protagonista del romanzo straniero “Il curioso caso di Benjamin Button” ha qualcosa di strano, di inspiegabile, che lascia meravigliati e disgustati gli abitanti del luogo: Benjamin nasce con le sembianze di un anziano.
Nel libro “Il curioso caso di Benjamin Button” lo scrittore Fitzgerald ci mostra come non è semplice per la famiglia accettare di avere un figlio appena nato, che abbia i tratti di un vecchietto, a cui serve un bastone per camminare, con la barba e le rughe. Ma la cosa strana, – “curiosa”, come dice il titolo del libro – è che più passa il tempo più Benjamin ringiovanisce, vivendo una vita in senso esattamente opposto a quella dei comuni mortali.
Non è per nulla facile attraversare la storia all’indietro, diventare un uomo sempre più giovane, affascinante, bello, mentre per tutti gli altri il tempo lascia il suo segno che sfiorisce e li conduce alla morte. Non è per nulla semplice essere accettato da una società che lo guarda con occhio critico e incredulo, mentre Benjamin Button ama una donna, che diventa sua moglie, ma che per quanto desideri stare con lui, non può accogliere indifferente il suo segreto e ne patisce il peso e la sofferenza.
E ancora, Benjamin Button è costretto a diventare una sorta di figlio di suo figlio, e a dover accettare le cure da parte di colui che, in una vita normale, avrebbe dovuto curare lui. Suo figlio, nel corso degli anni, gli farà da balia, fino a cullarlo per farlo addormentare. Non esiste la normalità nella vita del protagonista de “Il curioso caso di Benjamin Button” e lui, emarginato dalla realtà, si crea il suo mondo, riuscendo lo stesso ad essere felice.
“Il curioso caso di Benjamin Button”  è una fiaba divertente ma che fa riflettere sulla difficoltà dell’uomo di comprendere e accettare qualcosa di diverso e apparentemente inspiegabile. Un romanzo moderno, nonostante sia stato scritto nel 1922 e che lascia una sua affascinante traccia.
Francis Scott Key Fitzgerald, attraverso la sua metafora, nel libro “Il curioso caso di Benjamin Button”,  cerca di mostrare come il momento di piena saggezza ed esperienza, sembri essere quello dell’infanzia. Di contro, la senilità rappresenta il regresso, il decadimento e l’incomprensione. Nel mezzo, tra i due momenti, c’è la vita migliore, quella del confronto, del godimento e della profondità dei sentimenti.
Francis Scott Fitzgerald (1896-1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti. È considerato uno fra i maggiori autori dell'Età del jazz e, per la sua opera complessiva, del XX secolo. Faceva parte della corrente letteraria della cosiddetta Generazione perduta, un gruppo di scrittori americani nati negli anni 1890 che si stabilì in Francia dopo la prima guerra mondiale. Scrisse quattro romanzi, più un quinto lasciato incompiuto, e decine di racconti brevi sui temi della giovinezza, della disperazione, e del disagio generazionale. I quattro romanzi dell'autore sono "Di qua dal Paradiso", "Belli e dannati", "Il grande Gatsby" e "Tenera è la notte".
 Benjamin Button è stato portato alla ribalta grazie all'adattamento cinematografico realizzato da David Fincher nel 2008, con protagonisti Brad Pitt e Cate Blanchett. In realtà la parola "adattamento" non è la più corretta in quanto il film non coincide affatto con il libro.
Benjamin Button nasce con l'aspetto di un anziano settantenne e vive la sua vita controcorrente in quanto, invece di invecchiare come le persone, ringiovanisce. Nel film possiamo seguire Benjamin durante le sue avventure, vivere con lui la sua vecchiaia-infanzia, il suo ringiovanimento fino alla sua infanzia-vecchiaia. Nel libro, che è un racconto lungo e non un romanzo, Fitzgerald ci dà un assaggio della vita di Benjamin, facendocela scorrere davanti agli occhi in maniera accelerata.
L'idea è originalissima, ma forse è stata un'occasione sprecata. Benjamin è completamente fuori posto in ogni contesto sociale, partendo proprio dalla famiglia. La sua nascita provoca grande imbarazzo e il padre non sa come comportarsi. Suo figlio è un uomo anziano, più vecchio di lui, che ha interessi e gusti di un uomo della sua età. E' grottesca la visione di un settantenne vestito come un bambino e il padre non può che rassegnarsi. La vita di Benjamin scorre all'indietro, mentre tutti gli altri vanno avanti e così anche suo figlio si vergogna di lui, che continua a diventare sempre più giovane.
Fitzgerald ha deciso di dedicarsi ad altre storie probabilmente, lasciandoci leggere solo una bozza della vita di Benjamin Button. Peccato, sarebbe stato molto interessante leggere e approfondire i personaggi e le vicende che essi vivono.
Il film non rispecchia la storia, ma almeno a Benjamin viene data una seconda vita. Molto belle le interpretazioni di Pitt e Blanchett.

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