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martedì 15 maggio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 15 maggio.
Il 15 maggio 1718 James Puckle brevetta il caricatore girevole, primo embrione di quella che diventerà la mitragliatrice.
Fin da quando fu inventata la povere da sparo (intorno al 1250 circa), l’uomo ha cercato di utilizzare tale scoperta per fini bellici; già 75 anni dopo tale data, infatti, i cannoni iniziano a far la loro comparsa nelle cronache (cividale del friuli, 1331), seguiti, dopo alcuni decenni, dalla prima arma portatile, lo schioppo (1364, in una cronaca della città di perugia). Da qui, al cercare di costruire armi che potessero sparare tanti colpi in successione, il passo fu breve. Intorno al sec. xv si cominciarono a costruire delle armi chiamate “organi”, costituite da una serie di canne di fucile messe una vicina all’altra (un totale che variava da dieci a cinquanta) e posate su uno o più piani orizzontali. Gli “organi” erano montati su affusti a ruote e, pur con limiti palesi, vennero usati e mantenuti nel tempo (sec. xiv – xviii).
Dopo diversi secoli “bui”, nel 1718 l’inglese James Puckle inventò il caricatore girevole, così da poter utilizzare una sola canna alimentata da un tamburo rotante in cui erano caricati i colpi. Nel 1856 l’americano Charles Emerson Barnes riprese il suo brevetto migliorandolo con l’aggiunta di una manovella che spostava l’otturatore avanti ed indietro. Ciò permetteva di tirare a raffica solo con il movimento della manovella; tale arma venne usata nella guerra civile americana dove si fregiò del nomignolo di “macinino da caffè”.
Una tappa decisiva dell’evoluzione della mitragliatrice si ebbe dopo il 1862 con l’invenzione della cartuccia metallica a percussione centrale, che rese possibile al medico americano Richard Gatling (1808-1903) la costruzione della prima mitragliatrice che prese il suo nome (Gatling), costituita da un fascio di sei canne alimentate da un caricatore cilindrico a tamburo, posto sulla parte superiore dell’arma. La manovella ruotava un albero a camme che, a sua volta, faceva ruotare il caricatore; le cartucce cadevano nel lume della canna grazie al loro peso, mentre il meccanismo di rotazione armava il percussore.
La mitragliatrice Gatling (cadenza 400 colpi al minuto) ebbe numerose varianti tra cui le “Nordengeldt” e “Gardner” (1879), la “Bailey” (1881), la prima con caricatore a nastro, e molti altri modelli.
Nel 1884, dopo due anni di perfezionamento, l'inventore americano Hiram Maxim collaudò la sua prima mitragliatrice, catturando fin da subito l’attenzione degli stati maggiori degli eserciti europei.
Tra i vari sistemi che già in quegli anni erano stati individuati per provocare il caricamento e lo sparo automatico di un' arma, Maxim scelse quello che prevedeva il rinculo della canna insieme all' otturatore; in altre parole, la mitragliatrice aveva canna e otturatore rinculanti sotto l'azione dei gas di scoppio; ad un certo punto però, la canna della mitragliatrice si bloccava, mentre l' otturatore proseguiva la sua corsa retrograda, provocando, tra questa ed il ritorno in sede, l' estrazione della cartuccia sparata, il caricamento del percussore e l'inserimento di una nuova cartuccia nella camera di scoppio. Si trattava quindi di una vera e propria mitragliatrice automatica che raggiungeva la cadenza di 600 colpi al minuto.
Un altro espediente che Maxim introdusse brillantemente fu quello di montare le cartucce su un nastro di tela da cui venivano tolte di volta in volta dal meccanismo di caricamento dell’ arma, così da agevolare molto l’alimentazione dell’arma stessa.
Durante la prima guerra mondiale, le mitragliatrici Maxim erano praticamente in dotazione a tutti gli eserciti, in vari tipi e modelli (sul fronte occidentale della prima guerra mondiale fu calcolato che il 90% delle ferite da pallottola furono inferte da mitragliatrici tipo Maxim).
L'arma più micidiale fu però soprattutto la mitragliatrice dell' esercito tedesco, nei modelli 1908 e 1908-1915.
La versione tedesca era dotata di un manicotto di raffreddamento pieno di acqua, avvolto intorno alla canna per offrire l' adeguato raffreddamento in condizioni di sparo continuo;  poteva sparare fino a 2500 colpi prima che si dovesse cambiare la canna oppure sostituire i 4 litri di acqua contenuti nel manicotto; il calibro era di 7,92 mm e usava nastri di munizioni da 250 colpi. La mitragliatrice fu una delle armi che più caratterizzarono i combattimenti della prima guerra mondiale, al punto da essere soprannominata "la regina dei campi di battaglia".
Proseguendo poi rapidamente nel tempo, un’altra tappa miliare nella storia della mitragliatrice la abbiamo nel maggio del 1917 quando John M. Browning brevettò la mitragliatrice pesante Browning adottata come arma standard dall'esercito statunitense e tutt’ora in dotazione.
Da allora ad oggi, è stato un continuo susseguirsi di nuove e più micidiali mitragliatrici che molto spesso sono diventate leggenda (m60, rpk, sono solo alcuni esempi).

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