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sabato 12 maggio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 12 maggio.
Il 12 maggio 1328 Niccolò V, antipapa, viene consacrato in San Pietro.
Con il termine antipapa si intende colui che è stato eletto papa secondo procedure non canoniche ed è un usurpatore dei poteri e delle autorità del legittimo papa eletto regolarmente.
Il primo antipapa fu Ippolito che venne eletto per protesta contro Callisto I da un gruppo scismatico di Roma nel III secolo. Ippolito di Roma (Asia, 170 circa – Sardegna, 235), teologo e scrittore romano, primo antipapa della storia della Chiesa, prima della morte si riconciliò con il papa legittimo, Ponziano, insieme al quale subì il martirio. Ippolito è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa, pertanto è considerato come il primo Antipapa della storia ad essere stato canonizzato.
In seguito, il periodo della lotta per le investiture coincise con l’elezione di numerosi antipapi sostenuti dalla fazione imperiale.
Tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV vi furono numerose elezioni di una serie di papi rivali, con la conseguente nascita di varie linee di successione. Una di esse fu riconosciuta come ufficiale dalla chiesa cattolica, mentre gli eletti appartenenti alle altre furono dichiarati antipapi. Non era necessariamente evidente, nei periodi in cui esistevano due (o più) pretendenti rivali, quale fosse l’antipapa e quale il papa, e le nette distinzioni fatte tra di essi in retrospettiva possono dare una falsa idea che esistesse certezza tra i loro contemporanei. I sostenitori davano appoggio ad un certo candidato, ma non potevano sapere quale sarebbe stato determinato essere l’antipapa e quale il papa, fino al compiersi degli eventi.
Al termine dello Scisma d’Occidente il Concilio di Costanza proclamò pontefice Martino V, pretendendo la rinuncia al papato dell’avignonese antipapa Benedetto XIII, dopo che Gregorio XII e l’antipapa Giovanni XXIII si erano già ritirati. Benedetto, che venne eletto papa da una parte del collegio cardinalizio nel 1394, scegliendo per sé il nome pontificale di Benedetto XIII, venne deposto dal Concilio di Costanza nel 1417, ma non riconobbe mai l’autorità di quel concilio. Si ritirò in un castello sulla costa di Valencia, continuando a considerarsi il papa legittimo, e prima della sua morte avvenuta nel 1423, nominò alcuni cardinali fedeli per assicurare la successione. Tre di questi cardinali alla sua morte elessero come successore l’antipapa Clemente VIII. Successivi accordi con papa Martino V lo convinsero a dimettersi (26 luglio 1429) e ad accettare la diocesi di Maiorca. Clemente VIII, fino alla sua abdicazione, è stato l’ultimo papa della Linea d’Avignone.
La storia degli antipapi dovrebbe interrompersi con l’abdicazione Clemente VIII, ma non è così. Bisogna però tornare indietro all’elezione di Clemente VIII per riprendere il filo di un’intricatissima storia che si concluderà con Benedetto XVI, l’ultimo antipapa.
Jean Carrier, fedelissimo seguace del papa avignonese Benedetto XIII, e uno tra i cardinali che questi nominò nel suo ultimo concistoro del 1423, era molto lontano, nella contea di Armagnac, come vicario generale di Benedetto XIII, quando fu eletto Clemente VIII il 10 giugno 1423. Impegnato nella guerra dei Cent’anni, come legato e cappellano, era perciò rinchiuso in una fortezza del grande cavaliere cinta d’assedio dalle forze nemiche, e perciò impedito a raggiungere il rifugio aragonese degli scismatici. Jean dunque ritenne illegittima l’elezione cui molto probabilmente aspirava.
Non poteva certo autonominarsi pontefice ma dal momento che basta almeno un cardinale per designare un papa, egli stesso provvide ad eleggerlo. Riunitosi ai suoi colleghi il 12 novembre del 1425, dopo un prolungato esame, ritenne illegittima l’elezione e, agendo in maniera unilaterale, elesse l’arcidiacono della cattedrale di Bernard Garnier, arcidiacono della cattedrale di Rodez, cui impose il nome di Benedetto XIV.
La scelta, più che la nomina, viene tenuta nascosta. L’unico elettore non promulga alcun editto, non c’è una cerimonia di incoronazione, nessun avviso al popolo. Si sa solo che nel gennaio 1427 lo scisma nello scisma è già avvenuto, e lo stesso cardinale notifica a Jean IV di Armagnac la notizia, avvertendo però che il papa è nascosto, poiché Clemente VIII avrebbe potuto arrestarlo. A sua volta, nel 1427 il conte precisava a Giovanna d’Arco che solo Carrier conosceva la località in cui si trovava questo pontefice. Jean Carrier si riferì a lui sempre come Papa Benedetto XIV, dicendo al Conte Jean IV di Armagnac che solo lui conosceva l’ubicazione del papa nascosto, come Jean d’Armagnac nel 1430 avrebbe riferito in una lettera a Giovanna d’Arco. Ciò, se fosse vero, sarebbe l’ultima notizia certa di Garnier come antipapa, nello stesso anno in cui Carrier prese il suo posto. Ben presto però Jean Carrier cadde prigioniero di Clemente VIII, il quale, forse, cercò inutilmente di farsi rivelare dal prigioniero il nascondiglio del “rivale” Benedetto XIV.
Il Castello di Foix nel 1034 fu trasformato in sede della Contea di Foix, assumendo un importante ruolo nella storia militare medievale. Durante i due secoli successivi il castello servì da riparo ai conti, così come alla resistenza occitana durante la crociata contro i Catari, allorché divenne anche luogo di rifugio privilegiato dei catari perseguitati. Nel 1116 Ramón Berenguer III il Grande, Conte di Barcellona, intervenne militarmente sulla città per smorzare una rivolta anti-catalana. Il castello è stato interessato da diversi assedi durante i secoli, tra i quali quello di Simon IV di Montfort nel 1211, difendendosi con successo in tutti i casi, tranne durante un tradimento nel 1486. Dal XIV secolo i Conti di Foix, tra i quali Gaston III (1343-1391), iniziarono ad abbandonare il castello a causa della poca comodità delle strutture, in beneficio del Palazzo dei Governatori, oggi Tribunale, della città di Pau.
Tra il 1429 ed il 1430, forse in seguito all’abdicazione di Clemente VIII del 26 luglio 1429, un tale Jean Farald (che alcune fonti dicono essere l’unico cardinale nominato da Garnier-Benedetto XIV) elesse un nuovo antipapa scegliendo proprio Jean Carrier, che assunse il nome di Benedetto con l’ordinale XIV, esattamente come il “predecessore”, dopo essere stato liberato dall’ex-antipapa Clemente. Poco dopo esser divenuto papa, tuttavia, Carrier cadde di nuovo prigioniero, stavolta delle milizie che nel sud della Francia sostenevano Martino V. Carrier, quantunque in cattività, fu considerato papa dai suoi sostenitori fino al 1437, anno in cui è possibile che sia morto.
Pierre Tifane sarebbe stato il successore dell’antipapa Benedetto XIV fino alla sua morte avvenuta nel 1440, assumendo il nome di Benedetto XV. Prima di morire nel 1437, Carrier avrebbe nominato quattro cardinali: Pierre Trahinier (cardinale di Betlemme), un tal Bernard (cardinale d’Ebron), Pierre Tifane (cardinale di Tiberiade e futuro Benedetto XV), un tal Jean (cardinale di Gibelet), un misterioso cardinale di Iona e Jacques (cardinale di Cesarea). Dei precedenti quattro pseudo-cardinali nominati da Benedetto-Garnier (il primo con questo nome) di cui si conosce solo tal Jean Farald, non si sa più nulla dalla sua morte nel 1429 (fu Farald da solo ad eleggere Carrier dopo la morte di Garnier).
Alla morte di Benedetto-Carrier nel 1437, nel castello di Foix, gli irriducibili seguaci del papato avignonese, qualche centinaio di cattolici dislocati per lo più nel sud della Francia, nella regione dell’Aveyron, avrebbero eletto tal Pierre con il nome di Benedetto XV.
In realtà di lui non si sa molto, se non che sarebbe morto nel 1470 ed avrebbe avuto anche un successore, Jean Langlade, con il nome di Benedetto XVI. Normalmente gli storici negano che il Carrier abbia avuto dei successori, mancando una seria documentazione, collocando sia Tifane che Langlade nel regno della fantasia.
Langlade (? – Abbazia di San Galgano, ca. 1499) sarebbe stato uno dei cardinali creati dall’antipapa Benedetto XIV, appartenente alla linea di pontefici che risalivano a Clemente VII ed a Benedetto XIII, i due antipapi che sono all’origine dello Scisma d’Occidente e che si trovavano al vertice di una piccolissima chiesa scismatica diffusa in alcune regioni del sud della Francia, in opposizione alla Chiesa Cattolica Romana.
Alla morte di Benedetto XV, avvenuta nel 1470, il Langlade sarebbe stato eletto dai suoi seguaci come suo successore assumendo il nome di Benedetto XVI. Non si hanno notizie sul suo pontificato. Sembra che sia morto nel 1499.
Recentemente sembra che siano venuti alla luce dei documenti di uno storico senese, che si sarebbe occupato di questo antipapa: secondo tali documenti Benedetto XVI, nel 1499 avrebbe deciso di sottomettersi a papa Alessandro VI, ma durante il viaggio verso Roma, sarebbe caduto ammalato nell’abbazia di San Galgano presso Siena dove avrebbe pronunciato la sua abiura nelle mani dell’abate Antonio Balestrari e sarebbe morto.
Nella stessa abbazia si sarebbe conservata la sua tomba, che sembra recasse la seguente iscrizione: « HIC JACET JOANNES GALLUS QUI RELICTO FUNESTO SCHISMATE ET PAPAE COGNOMINE IN HOC MONASTERIO OBIJT IN PACE » « Qui giace il francese Jean che, abbandonato il funesto scisma ed il nome da papa, in questo monastero riposa in pace »
L’edificio di culto risale ad un’epoca successiva al 1181. La chiesa, sede della Compagnia di San Galgano, fu costruita per ospitare le reliquie di San Sebastiano, donate a San Galgano da papa Alessandro III. Nella Chiesa aveva sede la Compagnia laicale di San Galgano, associazione nata sembra intorno al 1185.
La tomba sembra sia stata visibile fino alla fine del XVIII secolo, quando sarebbe stata trasferita nella chiesa di San Sebastiano, nel vicino villaggio di Chiusdino. Durante l’occupazione francese, la tomba sarebbe stata violata ed i soldati avrebbero giocato a palla col teschio dell’antipapa. Lo scrittore Jean Raspail, nel romanzo “L’Anello del Pescatore”, ha immaginato che, dopo l’abdicazione di Benedetto XVI, i suoi seguaci abbiano continuato nella Linea d’Avignone, giungendo fino a Benedetto XL (il 40° e ultimo con questo nome) che, ormai ridotto in miseria, sarebbe giunto a Roma per incontrare papa Giovanni Paolo II e sottomettersi a lui, come cinque secoli prima voleva fare Benedetto XVI.
Anche lo scrittore Gérard Bavoux, con “Le Porteur de lumière”, ha immaginato che Benedetto XVI abbia avuto successori fino ad oggi.
Benedetto XVI: forse un antipapa di ieri. Nel 2013 un altro Benedetto XVI, Papa a tutti gli effetti, è stato protagonista di una scelta storica, con pochi precedenti. Un gesto che ha lasciato dietro di sé affetto e commozione, ma anche dubbi, perplessità, confusione. Le sue parole hanno risuonato, così come le sue critiche e i suoi appunti ad una Chiesa che ha necessità di cambiare per salvarsi nel futuro dalla secolarizzazione e dai suoi guasti interni, dagli scandali, dalla difficoltà di rapportarsi con i cambiamenti epocali del mondo.
Benedetto XVI è, in fondo, il Papa che ha deciso di affrancarsi, per stanchezza fisica e mentale, dal suo mandato. Il suo predecessore aveva scelto la strada del martirio, fino alla fine dei giorni. Forse, se questo fosse accaduto in età medioevale, Papa Ratzinger oggi sarebbe giudicato tra mille misteri, supposizioni, ipotesi. O magari come una sorta di antipapa, venuto a sconquassare un equilibrio dall’alto di un’accusa morale. La storia, ricca di leggende, questa volta è cosa certa.

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