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sabato 7 ottobre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 7 ottobre.
Il 7 ottobre 2006 viene assassina nell'ascensore di casa propria Anna Stepanovna Politkovskaja, la giornalista russa che ha raccontato la Cecenia così come la vedeva e la viveva.
Critica all`ennesima potenza verso il Cremlino di Putin e il presidente ceceno. Le pagine di `Cecenia: il disonore russo` sono pagine di giornalismo vero, puro, non schierato, tranne che a favore dei diritti umani. Anna ci ha raccontato due guerre cecene da un angolo di visuale puramente popolare. I personaggi dei suoi episodi di guerra sono uomini piccoli, ma grandi eroi, donne cecene sfruttate e violentate, bambini e territori violentati da anfibi e coltelli e feci di un popolo che combatteva e col quale Anna Politkovskaja si mischia, gli da voce, attraverso articoli taglienti come lame sulla `Novaya Gazeta` che hanno portato persone in galera e fatto traballare poltrone molto pesanti. In una delle sue ultime dichiarazioni affermava queste parole: `Sono una reietta. Questo è il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all`estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa, né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.
Eppure tutti i più alti funzionari accettano d`incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un`indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all`aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. E' una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci`.
Ci sono persone che rischiano la vita tutti i giorni, ed altre invece che hanno la consapevolezza di aver oltrepassato in modo considerevole quel limite, e che ogni giorno vissuto sembra strappato alla morte, ben oltre il rischio, è una non-vita, il prezzo che si paga per amor della verità  e della libertà  di stampa. Il nome di Anna dovrebbe restare vivo nella mente di molte persone. L`omicidio di Anna, per mano di un killer a contratto, ha tutta l`aria di un omicidio politico con l`intensione di impedire a quella donna di raccontare, informare, poter formare una coscienza nazionale e consapevole dei comportamenti dell`esercito e del governo russo. Assomiglia tanto all`incarcerazione di Antonio Gramsci negli anni venti seguita dalle parole di Mussolini `bisogna impedire a quel cervello di funzionare per vent`anni`, in Russia qualcuno ha fatto peggio.
Dopo anni di ricerca pare ci sia una svolta nell'inchiesta sull'omicidio. E' stato fermato un ex ufficiale di polizia come presunto organizzatore e forse ci si sta avvicinando al vero mandante del delitto.
L'ex tenente colonnello Dmitri Pavliucenkov, responsabile all'epoca della sezione pendinamenti della polizia di Mosca, "ha ricevuto un ordine da una persona non identificata e accettato di organizzare l'assassinio di Anna Politkovskaja in cambio di una somma di danaro".
L'ex ufficiale è sospettato di aver creato un gruppo criminale di cui avrebbero fatto parte i tre fratelli ceceni Makhmudov, tra cui Rustam, il presunto esecutore materiale arrestato il 5 maggio 2011 dopo una lunga latitanza.

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