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domenica 10 aprile 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 10 aprile.
Il 10 aprile 2010, alle 10 e 41, ora locale, l’aereo del presidente polacco Lech Kaczynski si schianta al suolo dopo un fallito tentativo di atterraggio all’aeroporto di Smolensk, in Russia.
Nessun superstite. Tra le novantasei vittime, il capo dello stato, sua moglie, il capo di stato maggiore dell’esercito, dei membri del governo e del parlamento, e anche il governatore della Banca di Polonia.
La delegazione perita nel tragico incidente stava andando a commemorare il 70. anniversario del massacro di Katyn, un triste episodio che per anni ha avvelenato le relazioni tra Varsavia e Mosca.
Ancora oggi non si è fatta piena luce sull’incidente di Smolensk, vissuto come una catastrofe nazionale.
Inchiesta russa, inchiesta polacca: i rapporti sullo schianto del Tupolev elencano i fattori critici: un errore umano del pilota, la fitta nebbia, la velocità alta, la scarsa illuminazione della pista d’atterraggio, informazioni errate dai controllori russi… una girandola di ipotesi che i polacchi seguono con attenzione.
Le ultime rivelazioni si trasformano in una bomba a tempo per il governo di Varsavia. Ancora oggi, lo schianto continua a pesare, e tanto, nei dibattiti della vita politica.
A Donald Tusk, allora primo ministro e in seguito presidente del Consiglio Europeo, si rimprovera che la Polonia non abbia potuto avere accesso ai resti del Tupolev, rimasto ancora in mano ai russi.
Nessun investigatore polacco si è mai recato sui luoghi dell’incidente, e nessuno ha partecipato alle autopsie sul corpo delle vittime.
Uno dei magistrati, il colonnello Ireneusz Szelag, ha detto che l’inchiesta – conclusa dopo quasi cinque anni – ha stabilito che la causa principale dell’incidente fu il brutto tempo, ma ha aggiunto che i controllori del traffico non hanno fatto il proprio dovere: uno dei due russi è stato incriminato per avere avuto una diretta responsabilità nell’incidente, mentre l’altro per responsabilità indiretta. Se condannati, i due rischiano fino a otto anni di prigione. Reuters ha comunque spiegato che è molto difficile che la Russia consenta che i due controllori partecipino al processo.
Per il fratello gemello del presidente una buona occasione politica. Col suo partito di destra, Diritto e Giustizia, il secondo del paese, puntava alle presidenziali nel 2015, poi vinte da Andrzej Duda. Parla perfino di attentato, e considera Tusk responsabile della morte del fratello.
Secondo un sondaggio il 32 per cento dei polacchi pensa che lo schianto sia stato causato dai russi, il 28 per cento crede che sia stata colpa dei piloti.
Per il 27 per cento ci sono responsabilità del governo di Varsavia e secondo il 18 per cento si è trattato di un attentato.


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