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giovedì 21 gennaio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 21 gennaio.
Il 21 gennaio 1982, dopo una rapina a mano armata in una banca alla periferia di Siena, sette affiliati all'organizzazione terroristica "Prima Linea" salirono su un autobus della linea Siena-Montalcino. Sulla SS 2 Cassia, in località Fede, il maresciallo capo Augusto Barna, comandante della Stazione Carabinieri di Murlo, i carabinieri ausiliari Euro Tarsilli e Giuseppe Savastano, entrambi della Stazione Carabinieri di Monteroni d'Arbia, durante un normale servizio perlustrativo, informati via radio della rapina, fermarono l'autocorriera di linea diretta a Montalcino. Mentre il maresciallo Barna procedeva al controllo dei passeggeri insospettito dall'atteggiamento e dalle risposte fornite da due passeggeri, un altro passeggero seguiva il maresciallo e, appena uscito dal pullman, esplose nei confronti dei tre militari numerosi colpi d'arma da fuoco. I due carabinieri furono feriti mortalmente, mentre il maresciallo Barna, seppure ferito in più parti del corpo, rispose al fuoco dei malviventi uccidendone uno (Lucio Di Giacomo) e ferendone un altro. Il gruppo criminale, costituito da altre 5 persone, si allontanò in direzione di Buonconvento a bordo di una autovettura abbandonata sulla strada dal proprietario datosi alla fuga per il terrore. Nel corso delle battute organizzate furono tratti in arresto e condannati gli altri 5 componenti, tutti risultati appartenenti al gruppo terroristico resosi responsabile di altri gravi delitti.
Siena, sgomenta e senza parole, si ferma per i funerali di Savastano e Tarsilli, i carabinieri uccisi con tanta ferocia. I feretri attraversano la città trasportati con mezzi militari e sfilano tra le due ali di folla davanti ai negozi chiusi per lutto. I due giovani riceveranno la medaglia d'oro al valor militare per il "generoso slancio al servizio della comunità". Chissà se ci pensavano, a una medaglia, mentre scattavano le loro foto in divisa che ci sono rimaste: Pino in alta uniforme, la bandoliera bianca, il cappello con il pennacchio in mano, lo sguardo serio e convinto; Euro, poco più che un bambino, con la cravatta un po' slacciata, la frangia sulla fronte, un sorriso impertinente. Savastano e Tarsilli: ora i loro nomi si pronunciano sempre insieme. Eppure avrebbero solo voluto salutarsi e tornare a casa. E magari persino dimenticarsi.


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