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sabato 2 gennaio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 2 gennaio.
Il 2 gennaio 1979 invece inizia il processo per omicidio di Nancy Spungen, con imputato il fidanzato, Sid Vicious.
Qualcuno lo definì l’eroe del pop, qualcun altro, invece, pensava che fosse semplicemente sopravvalutato come bassista.
John Simon Ritchie conosciuto al grande pubblico come Sid Vicious, noto membro della band ‘Rock-Punk ‘Sex Pistols, nasceva a Londra nel maggio del 1957 da padre guardia di Buckingham Palace e musicista Jazz semi-professionista e da madre tossicodipendente.
Con un’infanzia non proprio felice, fin da giovanissimo iniziò a venerare idoli del rock come David Bowie e a sviluppare il suo lato artistico.
Nel 1975, dopo aver abbandonato la scuola, conobbe John Lydon e Malcom McClaren che lo reclutarono nei Sex Pistols e gli diedero il nome d’arte di Sid Vicious.
E’ il 1977 l’anno della svolta: con “Anarchy in the U.K” la band raggiunge le vette delle classifiche e con “God Save The Queen” si consacrano come gruppo anarchico e anti-ideologico: fu, infatti, la prima canzone in assoluto a raggiungere i primi posti delle classifiche e , allo stesso tempo, censurata per il testo che recitava “God save the Queen the fascist regime, they made you a moron “(“Dio salvi la Regina che il regime fascista ha reso cretina”).
Ma è la droga la vera protagonista della vita di Vicious.
Nel 1977 conosce Nancy Spungen una groupie della band, della quale si innamora e con la quale inizia a fare uso di eroina.
Nei mesi successivi, nonostante i diversi tentativi di Lydon di tenere i due separati, durante il loro primo tour in USA Sid ha la sua prima overdose e tre giorni dopo, sempre a causa dell’eroina, rimane in coma.
Dopo aver inciso la cover di ‘My Way’ di Frank Sinatra per il film The Great Rock ‘n’ Roll Swindle, un film sui Sex Pistols, Sid e Nancy si trasferiscono a New York dove la mattina del 12 ottobre 1978 la fidanzata di Vicious viene trovata morta al Chelsea Hotel.
“L’ho uccisa perché sono un cane bastardo” così la rock star avrebbe confessato l’omicidio della ragazza, sebbene fosse stato trovato in stato confusionale a causa dell’abuso di eroina.
Arrestato e in seguito scarcerato su cauzione pagata dalla EMI, Sid tentò il suicido con un rasoio e, in seguito, fu nuovamente arrestato per aver rotto in faccia un bicchiere a Todd Smith (fratello di Patti).
Dopo il suo rilascio, si iniettò tanta di quella eroina, tra cui quella datagli dalla madre, che morì di overdose.
Ma mentre le dinamiche della morte di Sid Vicious appaiono abbastanza chiare, la morte di Nancy Spungen pone qualche interrogativo.
In un libro ,“Vicious too fast to live…”, lo scrittore Alan Parker sostiene che ad accoltellare la ragazza fu Rokets Redglare, uno spacciatore che frequentava gli stessi ambienti della coppia. In gravi situazioni economiche, secondo Parker, Rokets entrò nella stanza dell’albergo dove alloggiavano i due, per rubare dei soldi pensando di trovarli incoscienti. Invece Nancy, a differenza di Sid, era lucida e nel tentativo di lotta per impedire il furto, lo spacciatore fu costretto ad uccidere la ragazza, che morì dopo 3 ore di agonia.
E non solo. Sempre nello stesso libro si avvalora la tesi che fu lo stesso Parker a fare in modo che a Vicious arrivasse una dose di cocaina purissima in modo da causargli così l’overdose.
Alan Parker ha anche dedicato a Sid & Nancy un docu-film dal titolo “Who Killed Nancy?” con l’obiettivo di riabilitare, in parte, la figura di Sid Vicious morto a soli 21 anni a causa di una vita di eccessi.


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