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lunedì 18 gennaio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 18 gennaio.
Il 18 gennaio 1919 Don Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano.
Luigi Sturzo nasce a Caltagirone, in provincia di Catania, il 26 novembre 1871. La famiglia fa parte dell'aristocrazia agraria. Luigi frequenta i seminari prima di Acireale, poi di Noto.
Dopo il 1891, la pubblicazione della Rerum novarum, prima enciclica sulla condizione operaia, e lo scoppio delle rivolte dei contadini e degli operai delle zolfare siciliane (i cosiddetti Fasci) spingono Sturzo a orientare i suoi studi filosofici verso l'impegno sociale.
A Roma, mentre frequenta l'Università Gregoriana, partecipa al fervore culturale dei giovani cattolici. Il giovane Sturzo assume con entusiasmo posizioni vicine al pensiero di Leone XIII, il papa della Rerum novarum. Allo stesso tempo Sturzo è critico rispetto allo Stato liberale, al suo centralismo e all'assenza di una politica per il Mezzogiorno.
Nel 1895 fonda il primo comitato parrocchiale e una sezione operaia nella parrocchia di S. Giorgio; a Caltagirone dà vita alle prime casse rurali e cooperative.
A Roma Sturzo perfeziona i suoi studi conseguendo il diploma in Filosofia e la laurea in Teologia. Viene ordinato sacerdote il 19 maggio 1894. Il fratello maggiore Mario sarà vescovo di Piazza Armerina (EN).
Nell'esercizio del suo ministero sacerdotale ha modo di constatare la grande miseria del popolo: arriva così alla"vocazione di portare Dio nella politica". Don Sturzo dedica tutto se stesso all'attuazione dei princìpi della dottrina sociale della Chiesa.
Studia scienze sociali, è uomo politico e s'interessa nel primo decennio del XX secolo alle proposte politiche di Romolo Murri e alle proposte sociali di Giuseppe Toniolo, modernisti cattolici. Don Sturzo è precocemente favorevole, ancora negli anni del non expedit pontificio, all'organizzazione politica indipendente dei cattolici italiani e al loro progressivo inserimento nella vita civile e politica dello Stato.
Le caratteristiche del sacerdote sono, oltre a una continua unione con Dio, il profondo senso della giustizia, l'eroica obbedienza alla Chiesa, e il grande amore per i poveri.
Meridionalista, sostiene la necessità del decentramento amministrativo e delle autonomie regionali.
Ostile al capitalismo liberale che tendeva al monopolismo borghese, così come al socialismo classista che tendeva allo statalismo proletario, dopo una prima esperienza - che durerà 15 anni - di pro-sindaco di Caltagirone, Sturzo sostiene l'abolizione del non expedit per la partecipazione dei cattolici alla vita politica.
Nel 1919 fonda il Partito Popolare Italiano, di cui sarà segretario, portandolo a notevoli e importanti successi.
Giovanni Giolitti non si capacitava del fatto che un piccolo prete, da un ufficetto vicino a Montecitorio, potesse guidare e dare ordini a un così compatto gruppo di deputati.
Sopraggiunta la dittatura fascista, nel 1924 Don Sturzo è costretto ad un lungo esilio, prima a Londra, poi negli Stati Uniti, dove con i suoi scritti e le sue pubblicazioni prosegue la lotta: grazie alla traduzione dei suoi saggi la parola "totalitarismo" diviene tra le più diffuse nel lessico politico del Novecento.
Torna in Italia, da New York, nel 1946.
Difensore della Roma cristiana contro il comunismo ateo, nel 1952 caldeggia un'alleanza con il Movimento Sociale e i monarchici per contrastare il "Blocco del popolo" alle elezioni comunali. Sturzo viene sconfessato da parte del mondo cattolico e da Alcide De Gasperi. I partiti di centro vincono ugualmente.
Il presidente della Repubblica Luigi Einaudi lo nomina senatore a vita nel 1952.
Luigi Sturzo muore a Roma il giorno 8 agosto 1959.

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